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Lo dice il viceministro degli Esteri. Dagli Usa però disponilibilità a tornare a impegni'
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Bper aggiorna il piano, ai soci 7,5 miliardi di euro
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Igli Tare derubato della borsa sul treno, polizia la ritrova
L'episodio a Roma, arrestato il responsabile
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Toti a Spinelli: «Ti vengo a trovare prima delle elezioni. Ti chiedo un po’ di robe» Ecco le immagini degli incontri sullo yacht
Le parole del governatore ligure all'imprenditore: «Come al solito, di questi tempi» Spinelli a Signorini: «A 83 anni non mi possono fare niente»Le parole del governatore ligure all'imprenditore: «Come al solito, di questi tempi» Spinelli a Signorini: «A 83 anni non mi possono fare niente»Le parole del governatore ligure all'imprenditore: «Come al solito, di questi tempi» Spinelli a Signorini: «A 83 anni non mi possono fare niente»
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IL SINDACO DI GENOVA Lo sfogo di Bucci: «Gioco al massacro, non ci sto. Chiedo chiarezza, pronto a parlare con i pm»
Il sindaco di Genova: «Le mie parole sui maiali intercettate? Per ogni area nel porto si scatena la rissa. I soldi del ponte Morandi per un favore a Spinelli? È una falsità, quei soldi non c’entrano nulla»Il sindaco di Genova: «Le mie parole sui maiali intercettate? Per ogni area nel porto si scatena la rissa. I soldi del ponte Morandi per un favore a Spinelli? È una falsità, quei soldi non c’entrano nulla»
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Ucciso a 24 anni a colpi di pistola mentre andava a lavorare: giallo in Calabria
Domenico Oppedisano, padre di una bambina di nemmeno un anno, raggiunto da diversi proiettili. Era incensurato. Indagano i carabinieri. L’ipotesi di un regolamento di conti nell’ambito del controllo del legname
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Clima, la sfida dei 6 ragazzini contro l’Europa. Ecco perché la sentenza di domani può fare la storia (e ci sarà anche Greta)
La denuncia alla Corte dei diritti per l’uomo: «Non è stato fatto abbastanza per scongiurare la peggiore minaccia all’umanità». Se vincessero la sentenza avrebbe valore di trattato e obbligherebbe a prendere misure drastiche
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Caldo record, quando finisce? Tregua dopo Ferragosto (ma non ovunque): ecco dove e quando
L'attesa, purtroppo, non si annuncia breve, almeno in buona parte del Paese. I meteorologi, su questo punto, sono tutti d'accordo: per tornare a respirare bisognerà attendere ancora...
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Meteo Giuliacci: «La fine del caldo è rimandata. Ecco le date per l'arrivo delle perturbazioni atlantiche e dei temporali»
Il colonnello e meteorologo Mario Giuliacci inizialmente era sicuro: tra il 7 e l'8 agosto una prima perturbazione avrebbe sconfitto il caldo al nord e alcune sacche di...
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«La spesa si paga a rate»: a Roma lo spot di un supermercato diventa un caso
Non più solo costosi cellulari, elettrodomestici di ultima generazione o automobili: adesso anche la spesa si può pagare a rate. L? iniziativa è di una grande catena di...
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Furto in chiesa durante la processione, spariti manoscritti del ?500 a Canterano
Hanno approfittato della processione per la Madonna degli Angeli, poi dopo aver scassinato una teca in sagrestia, hanno portato via due antichi registri anagrafici. Il furto è avvenuto...
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Mar Ligure supera i 30°C: ritarata la boa di Capo Mele per monitorare nuovi record termici
Il Mar Ligure raggiunge picchi di temperatura oltre i 30 gradi finora mai registrati dall’agenzia di monitoraggio ambientale Arpal, che è stata costretta a ritarare la boa ondametrica di Capo...
Il Sole 24 ORE - Italia
Siracusa, omesso versamento di ritenute fiscali: sequestrati beni per oltre 700mila euro
I militari del comando provinciale della guardia di finanza di Siracusa hanno dato esecuzione a un decreto di sequestro preventivo, emesso dal gip di Siracusa su richiesta della procura, per...
Il Fatto Quotidiano
Pechino mette nel mirino i trust offshore dei super ricchi cinesi per recuperare gettito e ridurre le disparità
Rubare ai ricchi per donare ai poveri. Non era esattamente questo che intendeva il presidente cinese Xi Jinping quando nel 2021 lanciò l’obiettivo della “prosperità comune” per ridurre le diseguaglianze sociali. Né è esattamente questo lo scopo della crescente stretta di Pechino sui capitali esteri. Sommate, tuttavia, le due politiche – se non basteranno ad alleviare la polarizzazione sociale – quantomeno serviranno a mettere in riga i “paperoni” cinesi. A finire nel mirino dei “Robin Hood” di Pechino sono i trust offshore, strumenti giuridici e finanziari istituiti in una giurisdizione estera (spesso a fiscalità agevolata) in cui il disponente (settlor) trasferisce beni a un fiduciario (trustee) affinché li gestisca a beneficio di terzi. Finora sono stati spesso utilizzati dalle famiglie benestanti cinesi per eludere la sorveglianza normativa, evitare la tassazione, o semplicemente proteggere il proprio patrimonio dalla campagna anticorruzione di Xi. Dal 24 luglio, muoversi nel torbido mondo delle strutture fiduciarie è diventato più difficile: secondo direttive del Ministero delle Finanze, i residenti cinesi che trasferiscono asset in trust esteri devono pagare un‘imposta sul reddito delle persone fisiche del 20% sui guadagni generati, indipendentemente dal fatto che i dividendi siano stati effettivamente distribuiti o meno. Il quadro normativo concede ai contribuenti 90 giorni per regolarizzare la propria posizione senza incorrere in ulteriori sanzioni. Ma non lascia scappatoie ai furbetti: le misure valgono anche per chi acquisisce la cittadinanza straniera o la residenza permanente all’estero, continuando a mantenere i principali interessi economici nella Repubblica popolare. Per quanto in linea con le prassi internazionali, nel contesto cinese, le nuove regole segnano una svolta piuttosto importante. Come spiega al Fattoquotidiano.it l’avvocato Giovanni Lovisetti, esperto di operazioni di investimento tra Cina e Italia, mentre “la legislazione cinese da sempre impone la tassazione sul reddito mondiale dei residenti fiscali cinesi, l’applicazione pratica di queste norme ai trust offshore è sempre rimasta alquanto incerta. Il nuovo regime elimina molte ambiguità offrendo un quadro normativo piuttosto completo”. Chiarezza innanzitutto, ma non va sottovalutata nemmeno l’ampiezza della manovra. Come spiega Lovisetti, infatti, le nuove misure disciplinano “tutte le strutture che pur non appartenendo tecnicamente alla categoria dei trust mirano comunque a raggiungere lo stesso risultato economico”. Questo – aggiunge l’esperto – lascia presagire un “impatto profondo” non solo sugli individui e sulle famiglie con patrimoni importanti. A risentirne saranno anche “tutte le società attive nel settore della gestione patrimoniale”, con contraccolpi ben oltre i confini della Cina continentale. Soprattutto a Hong Kong, dove i trust offshore rappresentano da tempo uno strumento privilegiato per gli imprenditori cinesi e i super-ricchi. In gioco ci sono centinaia di miliardi di dollari provenienti dalla mainland, che per decenni hanno sostenuto ogni settore – dal lusso all’immobiliare fino al mercato dei capitali – trasformando l’ex colonia britannica nel primo centro al mondo per i patrimoni offshore, titolo strappato alla Svizzera, secondo il 2026 Global Wealth Report del Boston Consulting Group. La stretta sui trust offshore si inserisce nell’ambito di una drastica intensificazione del controllo sulla fuga di capitali, da due decadi già soggetti a restrizioni (il limite per il cambio o il trasferimento all’estero è di 50.000 dollari statunitensi per persona ogni anno). A giugno, l’Ufficio nazionale di controllo dei conti cinese ha scoperchiato diversi casi di evasione fiscale e carenze nei controlli presso autorevoli istituzioni finanziarie statali, compresi 348,36 milioni di dollari in tasse eluse da Bank of China. Funzionari stranieri, banchieri cinesi, gestori di family office e istituti finanziari hanno dichiarato al Financial Times di aver ricevuto istruzione di esaminare gli investimenti esteri dei cittadini più facoltosi per verificare se i redditi siano stati regolarmente dichiarati. Talvolta gli accertamenti scavano fino a venticinque anni fa. Non sono disponibili stime ufficiali sull’ammontare dei fondi parcheggiati oltre frontiera da soggetti cinesi. Secondo l‘Institute of International Finance, solo nel 2025 a superare il confine è stata la cifra record di oltre 800 miliardi di dollari. In alcune circostanze ai numeri sono associati nomi importanti. Il South China Morning Post cita nello specifico le operazioni poco trasparenti condotte dal magnate dell’immobiliare Pan Shiyi e dalla moglie Zhang Xin. Due anni prima della quotazione in Borsa, nel 2005, la coppia aveva trasferito le quote del gigante del mattone Soho China in un trust alle isole Cayman. Più di recente ad attirare l’attenzione dei regolatori è stata la disputa ereditaria all’interno della famiglia di Zong Qinghou, il miliardario fondatore del colosso delle bevande Wahaha Group scomparso nel 2024, durante la quale i tre figli nati fuori dal matrimonio hanno chiesto il congelamento di un trust offshore del valore di quasi 2 miliardi di dollari controllato dal loro fratellastro. L’azione di Pechino contro gli istituti fiduciari si inserisce in un più ampio rafforzamento della supervisione sugli investimenti esteri. A maggio, la Commissione cinese di regolamentazione dei titoli (CSRC) ha multato tre società di intermediazione, tra cui Tiger Brokers e Futu Securities International, per aver offerto illegalmente agli investitori nazionali l’accesso al trading di azioni estere. All’origine dell’inasprimento normativo ci sono motivazioni politiche ed economiche. Se nei primi anni Duemila la Cina ha consentito le strutture offshore per attrarre investitori stranieri verso le nascenti aziende tecnologiche del paese, oggi le condizioni sono cambiate. C’entra l’ascesa dei mercati finanziari di Shanghai, Shenzhen e Pechino ma non solo. Con il rallentamento della crescita cinese, l’aumento della disoccupazione giovanile e la stagnazione dei salari, la dirigenza comunista deve cercare nuove fonti di legittimazione politica. Colpire le fasce più benestanti sembra una soluzione “populista” per imbrigliare le disparità sociali in rapido aumento. Lo conferma il coefficiente di Gini, lievitato da 0,45 nel 1995 a oltre 0,7 nel 2023, stando a una ricerca divulgata a marzo da Li Shi, preside dell’Istituto per la prosperità e lo sviluppo comune presso l’Università di Zhejiang. L’analisi dell’indicatore – che identifica con il valore 1 la massima diseguaglianza – evidenzia tra le cause un rallentamento della crescita del reddito familiare. Così, se per realizzare la “prosperità comune”, inizialmente Xi aveva chiesto il supporto delle big tech, ora il monito è stato esteso dalla cerchia ristretta di Jack Ma & Co. a tutti i ricchi del paese. C’è poi una questione più squisitamente economica. La riforma dei trust arriva in un momento in cui tanto Pechino quanto le amministrazioni locali sono a corto di risorse. Il rallentamento della crescita ha portato a una diminuzione del gettito dell’imposta sul reddito delle società, mentre la persistente crisi del mercato immobiliare ha reso più difficile per i governi locali rabboccare le casse con la vendita dei terreni agli sviluppatori. Una pratica che fino a pochi anni fa rappresentava ben il 38% delle entrate fiscali totali. L'articolo Pechino mette nel mirino i trust offshore dei super ricchi cinesi per recuperare gettito e ridurre le disparità proviene da Il Fatto Quotidiano.
Il Fatto Quotidiano
“L’accesso precoce a smartphone e social media peggiora il rendimento scolastico dei ragazzi. Con le continue notifiche, faticano a sviluppare forme di pensiero profondo”: il nuovo studio
L’accesso sempre più precoce agli smartphone e l’apertura di profili sui social media durante gli anni della scuola primaria e secondaria di primo grado producono conseguenze concrete sul percorso formativo dei ragazzi. A confermarlo con solide evidenze scientifiche è un ampio studio longitudinale condotto da un team di ricerca guidato da Marco Gui dell’Università di Milano-Bicocca e pubblicato sulla rivista Nature Human Behaviour. La ricerca ha preso in esame i dati di oltre cinquemila studenti italiani lungo l’intero arco della loro carriera scolastica, dai 7 fino ai 16 anni di età. I ricercatori hanno incrociato le valutazioni nei test nazionali standardizzati di Italiano, Matematica e Inglese con la storia dettagliata dell’uso dei dispositivi digitali da parte di ciascun alunno. Per isolare il reale impatto dei social media da altri fattori di influenza, quali il contesto socio-economico familiare o le capacità cognitive pregresse, gli studiosi hanno messo a confronto chi ha aperto il primo profilo personale su piattaforme come TikTok, Instagram o WhatsApp tra la prima e la terza media con i compagni che hanno invece posticipato questo passaggio agli anni delle scuole superiori. “La nostra priorità scientifica è stata neutralizzare l’effetto delle disuguaglianze di partenza, isolando in modo netto ciò che accade all’apprendimento nel momento preciso in cui un ragazzo fa il suo ingresso autonomo nell’ecosistema dei social”, spiega Gui. Dall’analisi emerge che gli studenti entrati precocemente nel mondo dei social, prima dei 14 anni d’età, mostrano un calo significativo e persistente nelle prestazioni di Italiano e Matematica sia in terza media sia in seconda superiore. In termini di progressione didattica, questo divario equivale a quasi 6 mesi di apprendimento persi rispetto ai coetanei che hanno iniziato a usare i social media in un’età più matura. “Non parliamo di una flessione temporanea o marginale, ma di un gap formativo equivalente a circa mezzo anno scolastico, destinato ad accumularsi e ad ampliarsi nel tempo se l’esposizione al mezzo rimane incontrollata”, sottolinea il sociologo. Analizzando le cause di questo calo di rendimento, la ricerca evidenzia come il fattore determinante non sia il semplice tempo complessivo trascorso davanti allo schermo, quanto piuttosto la costante frammentazione dell’attenzione. Il controllo compulsivo delle notifiche e lo sblocco frequente dello smartphone interrompono continuamente la concentrazione necessaria per lo studio individuale e per l’ascolto in classe. “Il vero nemico del rendimento scolastico non è lo schermo in sé, ma l’interruzione continua del flusso cognitivo: il cervello dei più giovani fatica a sviluppare forme di pensiero profondo se sollecitato di continuo dalle notifiche”, chiarisce Gui. A questo si aggiunge la compromissione della qualità del sonno dovuta all’uso serale dei dispositivi, con ricadute dirette sulle capacità mnemoniche e cognitive al mattino. I risultati emersi offrono importanti spunti di riflessione per famiglie, educatori e decisori politici in un momento storico in cui l’età del primo smartphone si è abbassata verso i dieci anni. “È necessario riconsiderare l’età di ingresso nei social media: posticipare l’accesso autonomo a questi strumenti non significa rifiutare la tecnologia, ma proteggere la crescita cognitiva e l’apprendimento dei ragazzi”, conclude il ricercatore. Gli autori dello studio sottolineano l’opportunità di ritardare l’affidamento di dispositivi personali e l’apertura di account social, promuovendo al contempo una maggiore consapevolezza genitoriale nel limitare l’uso dei telefoni durante le ore dedicate al riposo e allo studio. Valentina Arcovio LINK: L'articolo “L’accesso precoce a smartphone e social media peggiora il rendimento scolastico dei ragazzi. Con le continue notifiche, faticano a sviluppare forme di pensiero profondo”: il nuovo studio proviene da Il Fatto Quotidiano.
BBC News
After deadly Kyiv strike, Ukraine warns interceptor shortage is costing lives
Without Patriot interceptors, Ukraine's skies are wide open and people are fully exposed to Russia's missile barrages.
BBC News
Drone carrying explosives found at German airport, police say
The drone was found near Ukrainian cargo planes before another object collided with a cargo aircraft in mid-air.
Al Jazeera – Breaking News, World News and Video from Al Jazeera
Carney curses Infantino as FIFA backs its president
FIFA’s President Gianni Infantino gets the support of executive members at an emergency meeting in Morocco.
Al Jazeera – Breaking News, World News and Video from Al Jazeera
Strait of Hormuz tolls would harm livelihoods worldwide, shipowners warn
Eight leading shipping organisations sign letter opposing fees in critical waterway.