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Sul mercato di Amsterdam di riferimento per l'Europa
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Attestati professionali falsi, chiusi dieci barbieri a Viterbo
Blitz dei carabinieri partito da alcune segnalazioni anonime dei mesi scorsi
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Toti a Spinelli: «Ti vengo a trovare prima delle elezioni. Ti chiedo un po’ di robe» Ecco le immagini degli incontri sullo yacht
Le parole del governatore ligure all'imprenditore: «Come al solito, di questi tempi» Spinelli a Signorini: «A 83 anni non mi possono fare niente»Le parole del governatore ligure all'imprenditore: «Come al solito, di questi tempi» Spinelli a Signorini: «A 83 anni non mi possono fare niente»Le parole del governatore ligure all'imprenditore: «Come al solito, di questi tempi» Spinelli a Signorini: «A 83 anni non mi possono fare niente»
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IL SINDACO DI GENOVA Lo sfogo di Bucci: «Gioco al massacro, non ci sto. Chiedo chiarezza, pronto a parlare con i pm»
Il sindaco di Genova: «Le mie parole sui maiali intercettate? Per ogni area nel porto si scatena la rissa. I soldi del ponte Morandi per un favore a Spinelli? È una falsità, quei soldi non c’entrano nulla»Il sindaco di Genova: «Le mie parole sui maiali intercettate? Per ogni area nel porto si scatena la rissa. I soldi del ponte Morandi per un favore a Spinelli? È una falsità, quei soldi non c’entrano nulla»
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Ucciso a 24 anni a colpi di pistola mentre andava a lavorare: giallo in Calabria
Domenico Oppedisano, padre di una bambina di nemmeno un anno, raggiunto da diversi proiettili. Era incensurato. Indagano i carabinieri. L’ipotesi di un regolamento di conti nell’ambito del controllo del legname
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Clima, la sfida dei 6 ragazzini contro l’Europa. Ecco perché la sentenza di domani può fare la storia (e ci sarà anche Greta)
La denuncia alla Corte dei diritti per l’uomo: «Non è stato fatto abbastanza per scongiurare la peggiore minaccia all’umanità». Se vincessero la sentenza avrebbe valore di trattato e obbligherebbe a prendere misure drastiche
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Russia e Usa, accordo per il tunnel nello Stretto di Bering: collegherà i due Paesi. Dove si trova e perché è importante
Kirill Dmitriev, il consigliere presidenziale russo per gli investimenti stranieri e tra i negoziatori con gli Usa, ha detto che sarà realizzato un tunnel che colleghi la Russia e gli Stati...
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Nicole Minetti, il Quirinale: «Il capo dello Stato concede grazie senza farsi influenzare. Nessuna rivalutazione»
«Il Presidente della Repubblica, che aveva chiesto pubblicamente al Ministero della Giustizia - che ringrazia per avervi sollecitamente provveduto - di far disporre nuovi accertamenti, ha...
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Riccardo Fuso morto in pista a Vallelunga, ha perso il controllo della moto: il pilota romano aveva 39 anni
È finita in tragedia la giornata di prove libere sul circuito di Vallelunga per Riccardo Fuso, romano di 39 anni residente alla Balduina, coinvolto in un incidente mortale. Il pomeriggio...
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Stupra la figlia minorenne della compagna sul divano di casa, condannato a 4 anni e mezzo
Bastavano anche pochi minuti seduti fianco a fianco sul divano di casa che lui, un uomo di 49 anni, cominciasse a palpeggiare la figlia della compagna, una ragazzina che all'epoca dei fatti -...
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Balneabilità, il 94,9% delle acque marine monitorate è classificato “eccellente”
La tendenza degli ultimi anni è confermata: in oltre 6 mila chilometri di coste si registrano acque eccellenti e balneabili. Nello specifico, su un totale di 6.242 chilometri di costa...
Il Sole 24 ORE - Italia
Caso Minetti, Quirinale: dopo Pg Milano nessuna rivalutazione della grazia
«Il presidente della Repubblica, che aveva chiesto pubblicamente al ministero della Giustizia - che ringrazia per avervi sollecitamente provveduto - di far disporre nuovi accertamenti, ha...
Il Fatto Quotidiano
“Mamma è morta tra le mie braccia”: il dolore del figlio di Lucia dopo il suicidio assistito in Svizzera. Poi l’autodenuncia di Cappato e degli attivisti
“Più volte, scherzosamente, le abbiamo chiesto di abbandonare questa scelta, ma lei era risoluta. Credo a causa di un’infinita sofferenza che l’ha portata a morire nelle mie braccia dopo una difficilissima ultima videochiamata con mio padre”. Nelle parole di Paolo, il figlio di Lucia, c’è tutto il peso di una decisione maturata lentamente, tra dolore, attese e speranze. Una scelta che ha portato sua madre, 80 anni, triestina, affetta da una rara malattia neurodegenerativa, a lasciare l’Italia per raggiungere la Svizzera e accedere al suicidio medicalmente assistito. Come tanti altri cittadini e cittadine d’Italia da Dj Fabo in poi. Solo soltanto quindici le persone – spesso dopo lunghe battaglie legali – ad aver visto riconosciuto il diritto a morire nella propria casa accanto alla famiglia. Lucia è morta il 3 giugno, lontano dalla sua città, dalla sua casa e dal marito, che per ragioni di età e salute non ha potuto accompagnarla nell’ultimo viaggio. “Distanti dalla sicurezza di casa sua e da mio padre e suo marito che non poteva partecipare al suo ultimo viaggio per età e salute, siamo rientrati questa notte dopo aver salutato mamma”, scrive il figlio in una lettera letta durante una conferenza stampa dell’Associazione Luca Coscioni. “Ringrazio di cuore tutte le persone che hanno supportato e aiutato mia madre a liberarsi dei dolori e della sofferenza continua che la accompagnavano oramai da più di un anno”. Paolo racconta di aver sperato fino all’ultimo in un epilogo diverso. “Non nascondo che fino all’ultimo ho sperato egoisticamente che ritornasse con noi in Italia, insieme ai sanitari di supporto”. Ma quella speranza si è infranta davanti alla determinazione della madre e a una sofferenza che, secondo i familiari, era diventata insostenibile. L’autodenuncia Dopo la sua morte, Marco Cappato si è autodenunciato alla Questura di Trieste insieme agli attivisti Matteo D’Angelo e Antonella Lauvergnac, che hanno accompagnato fisicamente la donna in Svizzera. Una scelta che si inserisce nella strategia di disobbedienza civile portata avanti dall’Associazione Luca Coscioni dal 2019, dopo la sentenza della Corte costituzionale sul caso Cappato-Dj Fabo e continua nonostante indagini, processi e rinvii alla Corte Costituzionale. Secondo l’associazione, Lucia possedeva tutti i requisiti richiesti dalla Consulta per accedere all’aiuto medico alla morte volontaria in Italia. Eppure la sua richiesta era stata respinta dall’Azienda sanitaria universitaria giuliano isontina (Asugi), che aveva ritenuto non sussistente il requisito della dipendenza da trattamenti di sostegno vitale. Una valutazione che l’associazione contesta duramente. “Lucia era dipendente totalmente da terze persone e la Corte Costituzionale ha già spiegato che i trattamenti di sostegno vitale devono essere intesi in senso ampio e quindi riteniamo che Lucia rientrasse in tutti i requisiti stabiliti dalla sentenza Cappato”, ha spiegato l’avvocata Filomena Gallo, segretaria nazionale dell’Associazione Luca Coscioni. “Assumeva una corposa terapia farmacologica che senza assistenza continua non poteva assumere. I tribunali hanno confermato che questi sono requisiti che rientrano nei trattamenti di sostegno vitale. Lucia avrebbe voluto morire nella sua città dove è sempre vissuta. Invece è stata costretta ad andare all’estero”. Lucia Lucia aveva lavorato per anni come infermiera nel reparto di pneumologia di Trieste. Negli ultimi tempi, però, la malattia l’aveva resa completamente dipendente dagli altri per le attività quotidiane. Secondo quanto riferito dall’associazione, necessitava di assistenza costante e anche di procedure indispensabili come i clisteri per poter evacuare autonomamente. La donna aveva presentato una seconda richiesta di verifica dei requisiti, ma la risposta non era ancora arrivata quando ha deciso di partire. “Dopo Martina Oppelli, un’altra donna triestina è stata costretta ad andare a morire in Svizzera”, ha detto ancora Gallo. “Lucia aveva chiesto di poter accedere all’aiuto medico alla morte volontaria in Italia. Ne aveva pieno diritto, ma dopo il primo diniego non ha ricevuto una risposta in tempi compatibili con il progressivo aggravarsi della sua condizione”. Durissime anche le parole di Marco Cappato. “La Regione Friuli-Venezia Giulia ha di nuovo, dopo Martina Oppelli, negato l’aiuto medico alla morte volontaria a una persona che avrebbe invece avuto diritto ad essere aiutata a morire a casa propria”, ha affermato. “Oggi ci autodenunciamo per chiedere che sia fatta giustizia. La Procura della Repubblica di Trieste è tenuta ad accertare le responsabilità della morte sia di Martina Oppelli che di Lucia: o siamo colpevoli noi che le abbiamo aiutate ad andare in Svizzera, oppure chi le ha negato l’aiuto in Italia è responsabile di averle costrette a sottoporsi alla ulteriore tortura di un viaggio di centinaia di chilometri in condizioni di sofferenza insopportabile”. Gli attivisti Accanto a lui, gli attivisti che hanno accompagnato la donna ricordano le ore trascorse insieme durante quel viaggio. “Dopo il caso di Martina Oppelli ho deciso di unirmi a Soccorso Civile perché ritengo sia una atrocità ciò che le persone sono costrette a subire”, ha detto Antonella Lauvergnac. “Mentre la politica fa melina per interessi di parte, le persone continuano a soffrire, e a volte a morire, in attesa di vedere pienamente riconosciuto il diritto ad autodeterminarsi”, ha aggiunto Matteo D’Angelo. “Per questo disobbediamo, mettendo a rischio la nostra libertà personale, con viaggi estenuanti soprattutto per le persone malate”. Lucia è la decima persona accompagnata in Svizzera dall’Associazione Luca Coscioni nell’ambito di un’azione di disobbedienza civile. Ma dietro i numeri resta la storia di una donna che avrebbe voluto concludere la propria vita nella sua città e accanto al marito. E resta soprattutto il ricordo custodito dal figlio, quello degli ultimi istanti trascorsi insieme. Un addio consumato lontano da casa, dopo giorni di attesa imposti dalla procedura svizzera, e una videochiamata difficile con l’uomo con cui Lucia aveva condiviso una vita intera. “Confido che questa nostra testimonianza possa fare riflettere, cambiare i punti di vista e aiutare chi soffre nel più scuro silenzio” ha scritto Paolo. L'articolo “Mamma è morta tra le mie braccia”: il dolore del figlio di Lucia dopo il suicidio assistito in Svizzera. Poi l’autodenuncia di Cappato e degli attivisti proviene da Il Fatto Quotidiano.
Il Fatto Quotidiano
Da Haaland a Mou, la battaglia per il Real Madrid diventa uno show planetario: così Riquelme sfida Florentino Perez
Tempi eroici – si fa per dire – quelli in cui il comandante Achille Lauro, armatore e dirigente sportivo del Novecento, prima consigliere nazionale della Camera dei Fasci e delle Corporazioni, poi sostenitore dell’Uomo Qualunque e del Partito Monarchico, infine sindaco di Napoli, consegnava una scarpa sinistra ai potenziali elettori e quella destra solo dopo il voto. Lauro fu anche presidente del Napoli dal 1936 al 1969 e con l’acquisto dello svedese Hasse Jeppson, pagato 105 milioni, nel 1952 fece saltare il banco del mercato. Oggi c’è ben altro: la campagna elettorale del Real Madrid, in vista del voto del 7 giugno, per confermare Florentino Perez o lanciare l’imprenditore di Alicante Enrique Riquelme – magnate delle rinnovabili -, è diventata uno show planetario che sta provocando persino incidenti diplomatici, vedi la reazione furibonda del Manchester City dopo l’annuncio che lo sfidante vorrebbe strappare al club inglese Haaland e Rodri. A quel punto, replica immediata di Florentino: se vinco, squadra affidata a José Mourinho con un contratto triennale – concordato da tempo – e subito un rinforzo in difesa, lo svincolato Konaté, ex Liverpool. In una Spagna dove traballa la posizione del premier Sànchez, la battaglia per il nuovo boss del Real sta raggiungendo picchi di audience elevati. Tutto è cominciato con l’annuncio a sorpresa del voto anticipato da parte di Florentino Perez, 79 anni, presidente dei Blancos dal 2009, dopo esserlo già stato tra 2000 e 2006 – l’era dei Galàcticos -, patrimonio che lo colloca tra gli uomini più ricchi della patria di Cervantes e 37 trofei conquistati nelle sue gestioni madridiste. La mossa di Perez, dopo una stagione deludente, è stata quella di anticipare il potenziale rivale, Enrique Riquelme, da tempo al lavoro sottotraccia per mettere le mani sul club. Perez dal 2009 a oggi non ha avuto rivali. E’ stato rieletto per cinque volte. Ora, in un momento di difficoltà e di inevitabili cambiamenti, chiusa la pratica dolorosa e dispendiosa della ristrutturazione dello stadio Santiago Bernabeu – ben 1,76 miliardi di euro il costo del nuovo ingresso principale, dell’intera facciata, dell’aggiunta del tetto retrattile e del nuovo campo in erba -, Perez ha fatto l’ennesimo numero a effetto, ma l’avversario ha risposto annunciando Haaland e Rodri. Il Manchester City, che ha salutato Pep Guardiola e sta incoronando Enzo Maresca, sta valutando gli estremi per un’azione legale. Lo stesso Haaland e chi cura i suoi interessi, l’agente Rafaela Pimenta e il padre Alfie, hanno negato la cosa: “È tutto molto divertente, ma non c’è nulla di vero. Auguriamo a entrambi i candidati il meglio per le elezioni del Real Madrid”. La partita del voto è aperta. Due settimane fa, Florentino sembrava avviato verso la sesta incoronazione di fila, ma lo sfidante sta recuperando alla grande. I sondaggi lanciati dal giornale sportivo Marca lasciano intendere che il 7 giugno potrebbe addirittura scapparci un clamoroso ribaltone. Il 36% è infatti convinto che Riquelme possa sorprendere il rivale. Il 33% afferma che Florentino vincerà di misura. Il 65% sostiene che l’annuncio di voler strappare Haaland al City potrebbe condizionare le intenzioni di voto. Secondo l’82%, il ritorno di Mourinho non sarà sufficiente a Florentino per imporsi sul rivale. Riquelme sulla scelta del tecnico non si è sbilanciato, ma ha detto di voler “portare l’allenatore che tutti i tifosi sognano alla guida del Real”. Il nome in questione è quello di Jurgen Klopp, il più amato dai madridisti. Se però Riquelme non ha fatto apertamente il nome del tecnico tedesco, dal 2024 coordinatore delle attività calcistiche del gruppo Red Bull, la ragione è molto semplice: non sarà facile convincerlo a tornare in panchina. In Germania sono sicuri che Klopp sia il candidato numero uno per la nazionale, in caso di flop al mondiale. Haaland, Rodri, Klopp, Mourinho (senza offesa per Konaté): l’universo Real è questo, non c’è da stupirsi. L’unica vera sorpresa, semmai, sarà il trionfo di Riquelme, CEO delle rinnovabili Cox Energy, soprannominato il “Re del Sole”, patrimonio stimato di 460 milioni di euro e ben 187 messi a disposizione nella battaglia per il club. Florentino è un abile imprenditore, ma potrebbe pentirsi di aver sottovalutato il suo avversario. L'articolo Da Haaland a Mou, la battaglia per il Real Madrid diventa uno show planetario: così Riquelme sfida Florentino Perez proviene da Il Fatto Quotidiano.
BBC News
Ukraine accused of killing four in occupied Crimea
At least 10 people have been injured in the attacks, according to Russian-backed officials.
BBC News
Putin remains uncompromising on Ukraine, but is public discourse on war changing in Russia?
Russia is intensifying attacks in Ukraine but more than four years of war are causing concern even among Putin loyalists.