Latest Rome News
RSS di Ultima ora - ANSA.it
Addio a Clive Davis, il talent scout della musica americana
Da Columbia Records ad Arista, scopri' Whitney Houston e innumerevoli altre star
RSS di Ultima ora - ANSA.it
Borsa: l'Europa chiude in ordine sparso, Parigi -0,25%
Francoforte +0,62%, Londra +0,72%
RSS di Regione Lazio - ANSA.it
Sorelle scomparse, il papà 'sono pieno di rabbia e felicità'
'Ho notizie opposte riguardo a ciò che dice la madre'
RSS di Regione Lazio - ANSA.it
Marcello Fois, 'lo Strega non è un tribunale etico, giudica i libri'
Lo scrittore nella cinquina de Il Campiello 2026 era stato candidato allo Strega
Corriere.it - Homepage
Toti a Spinelli: «Ti vengo a trovare prima delle elezioni. Ti chiedo un po’ di robe» Ecco le immagini degli incontri sullo yacht
Le parole del governatore ligure all'imprenditore: «Come al solito, di questi tempi» Spinelli a Signorini: «A 83 anni non mi possono fare niente»Le parole del governatore ligure all'imprenditore: «Come al solito, di questi tempi» Spinelli a Signorini: «A 83 anni non mi possono fare niente»Le parole del governatore ligure all'imprenditore: «Come al solito, di questi tempi» Spinelli a Signorini: «A 83 anni non mi possono fare niente»
Corriere.it - Homepage
IL SINDACO DI GENOVA Lo sfogo di Bucci: «Gioco al massacro, non ci sto. Chiedo chiarezza, pronto a parlare con i pm»
Il sindaco di Genova: «Le mie parole sui maiali intercettate? Per ogni area nel porto si scatena la rissa. I soldi del ponte Morandi per un favore a Spinelli? È una falsità, quei soldi non c’entrano nulla»Il sindaco di Genova: «Le mie parole sui maiali intercettate? Per ogni area nel porto si scatena la rissa. I soldi del ponte Morandi per un favore a Spinelli? È una falsità, quei soldi non c’entrano nulla»
Corriere.it - Cronache
Ucciso a 24 anni a colpi di pistola mentre andava a lavorare: giallo in Calabria
Domenico Oppedisano, padre di una bambina di nemmeno un anno, raggiunto da diversi proiettili. Era incensurato. Indagano i carabinieri. L’ipotesi di un regolamento di conti nell’ambito del controllo del legname
Corriere.it - Cronache
Clima, la sfida dei 6 ragazzini contro l’Europa. Ecco perché la sentenza di domani può fare la storia (e ci sarà anche Greta)
La denuncia alla Corte dei diritti per l’uomo: «Non è stato fatto abbastanza per scongiurare la peggiore minaccia all’umanità». Se vincessero la sentenza avrebbe valore di trattato e obbligherebbe a prendere misure drastiche
ilmessaggero.it - Home
Caldo record, domani bollino rosso in 15 città: quando arriva il picco di afa e quanto durerà
Caldo record. Inizio settimana in salita sul fronte dell'afa per buona parte dell'Italia. Come atteso, si entra nel vivo dell'ondata di calore in corso e il numero di città che...
ilmessaggero.it - Home
Francia, due bambini di 2 e 4 anni trovati morti in un'auto parcheggiata. «Entrati nel veicolo all'insaputa della madre»
Tragedia in Francia. Oggi pomeriggio, a Carpentras, località del Vaucluse in Provenza, sono stati ritrovati in un'auto parcheggiata i corpi senza vita di due bambini di due e quattro...
ilmessaggero.it - roma
Roma, incidente in moto: muore sul colpo un 42enne. Lo schianto contro un'auto in via di Tor Pagnotta
Ancora un morto sulle 2 ruote a Roma: un italiano di 42 anni è deceduto in un grave incidente stradale avvenuto in via di Tor Pagnotta, a Roma. E' intervenuta la Polizia Locale di Roma...
ilmessaggero.it - roma
Valerio Serra morto a 16 anni, fatale un incidente auto-moto sulla via del Mare fuori Roma. Grave un altro centauro
Tragedia della strada nella notte tra sabato e ieri a Pomezia. A perdere la vita Valerio Serra, 16 anni, studente dell'istituto superiore Largo Brodolini che aveva da poco terminato il terzo...
Il Sole 24 ORE - Italia
Previdenza complementare: da luglio nuove regole e rendite
In edicola giovedì 25 giugno con Il Sole 24 Ore al prezzo complessivo di 3 euro
Il Sole 24 ORE - Italia
La nuova piattaforma 24 ORE NextMed entra nella sua piena dimensione multimediale
Così il Gruppo Il Sole 24 ORE accende un faro strategico permanente sul futuro del Mediterraneo allargato. Dal 22 giugno debutta online l’hub digitale 24orenextmed.com con contenuti esclusivi in italiano, inglese e arabo. Il 24 giugno parte il podcast “Nome in codice”, il 25 giugno la serie video “Confini” su IlSole24OreTV.
Il Fatto Quotidiano
Sanzioni, lo yacht sequestrato all’oligarca? Ora bisogna pagare pure il tagliando: la spesa totale sale a 40 milioni
“Un caso raro di sanzioni contro se stessi”. C’è tutto lo spirito triestino, caustico e irriverente, nella battuta che senti sul molo San Carlo (chiamato anche Audace) all’ora del tramonto. Lì davanti, in mezzo al golfo, ecco l’oggetto dell’ironia: il più grande yacht a vela del mondo. “A”, si chiama, giusto una lettera. Secondo le autorità italiane la sua proprietà sarebbe riconducibile all’oligarca Andrey Melnichenko, nato in Bielorussia e vissuto in Russia. Ormai è diventato parte del paesaggio di Trieste. Il tre alberi lungo 142 metri da quattro anni è ormeggiato in rada. Sequestrato dalle autorità italiane come sanzione contro Vladimir Putin e i suoi amici dopo l’aggressione all’Ucraina. Una vicenda interminabile, una serie infinita di corsi e ricorsi giudiziari. Tonnellate di carte da bollo. Fino alle novità degli ultimi giorni: la Corte di Giustizia Europea ha stabilito che il congelamento dei beni degli oligarchi è legittimo – tra questi la barca (o forse sarebbe giusto chiamarla nave) di Melnichenko – sempre che sia dimostrata la proprietà riconducibile agli imprenditori russi. Questione di lana caprina, però, perché qui ci sono di mezzo trust con sede in tutto mondo. Quindi, in attesa di altre pronunce sull’effettiva proprietà, il super yacht per adesso resta al suo posto. A Trieste, appunto. Una vittoria per lo Stato italiano, ma forse soltanto sulla carta, come vedremo. Ma c’è una seconda novità: come ha riportato il quotidiano Il Piccolo, “A” richiede un tagliando che dovrà essere effettuato entro gennaio. Tutto sommato una procedura di routine per qualsiasi imbarcazione, ma, parlando di una nave di queste dimensioni, ci ballano milioni che – essendo la barca sotto sequestro – rischiano di finire sul groppone dello Stato italiano. Quindi del contribuente. Cioè noi. Ecco il senso della battuta raccolta sul molo San Carlo: mantenere un’imbarcazione come A costa. Tantissimo. Parliamo di 24.600 euro al giorno fanno 9 milioni l’anno. E in totale sono già 40, euro più euro meno. Adesso si aggiungeranno i milioni previsti per il tagliando che non può essere evitato. Pena la necessità di tirare in secco la nave: operazione perfino più onerosa. Intanto ecco che i lavori accendono gli appetiti delle ditte specializzate: per partecipare alla gara si sono fatte avanti imprese di Trieste e Genova. Ma qui si apre un’ulteriore rogna: una volta compiuto il tagliando, il super yacht probabilmente sarebbe destinato a restare nel porto dove saranno realizzati i lavori. E le autorità portuali triestine e genovesi non sono così smaniose di ospitare il colosso. Bisogna, infatti, conservare con la massima cura un gioiello varato nel 2015 e costato 530 milioni, perché, se mai ci fossero dei danni, si rischierebbe di doverli pagare al proprietario. “A”, ricordano le cronache, è opera di uno dei designer più famosi del mondo, Philippe Starck. Per lo scafo è stata utilizzata una speciale vernice scintillante che pare d’argento. I tre alberi rotanti di carbonio sono alti come un palazzo di 8 piani. La superficie velica sfiora i 4 mila metri quadrati. Metà di un campo di calcio regolamentare. Dall’11 marzo 2022 – poco dopo lo scoppio della guerra in Ucraina – “A” è trattenuto a Trieste. Le autorità italiane infatti ritengono che la proprietà sia riconducibile a Melnichenko o a sua moglie. Parliamo di quello che, secondo Forbes, grazie alle sue attività nel commercio di fertilizzanti e carbone, nel 2022 era al 117° posto nella classifica degli uomini più ricchi del mondo con un patrimonio di 27,5 miliardi. In fondo per uno come lui privarsi dello yacht non è una tragedia. La vicenda rischia di essere più dolorosa per le esangui casse pubbliche italiane. Al punto da spingere perfino Matteo Salvini, ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, a prendere posizione sulla questione: “Che follia! Quanti soldi sta costando agli italiani, non ai russi… Noi per fare un danno ai russi stiamo pagando con i soldi degli italiani”. Paradossi della politica: Salvini, ministro del Governo Meloni che vuole le sanzioni, si schiera contro. Ennesima sparata del leader leghista oppure segnale di una questione più serie e più profonda: il diverso atteggiamento nella maggioranza nei confronti di Russia e Ucraina. Anche la politica estera incrocia la rotta dello yacht. Ma l’Italia non è l’unico paese che rischia di pagare di tasca propria le sanzioni che ha inflitto contro navi e panfili dei Paperoni russi. Sono almeno dieci i maxi yacht (da 156 a 38 metri), forse riconducibili a proprietà russe, trattenuti da autorità europee. Il record spetta alla Germania che nei suoi porti ha bloccato il Dilbar, sesto yacht a motore più grande del mondo. Una Versailles galleggiante: 156 metri di lunghezza e 15.917 tonnellate di stazza lorda per 3.800 metri quadrati di spazi abitabili. Per adesso, come ha deciso la Corte di Giustizia Europea, l’Italia ha vinto: potrà tenersi ancora “A”. Ma chissà se sia davvero una vittoria oppure una condanna. Se continua così, dopo i lavori previsti entro gennaio, il conto rischia di arrivare a 50 milioni. Il triestino Umberto Saba proprio al molo San Carlo dedicò una poesia: “Vedo navi il cui nome è già un ricordo d’infanzia”. Chissà cosa scriverebbe oggi guardando la sagoma argentea dello yacht “A”. L'articolo Sanzioni, lo yacht sequestrato all’oligarca? Ora bisogna pagare pure il tagliando: la spesa totale sale a 40 milioni proviene da Il Fatto Quotidiano.
Il Fatto Quotidiano
Nella riforma Crosetto un messaggio ai giovani: il Paese si difende con l’addestramento alle armi
Nel libro Paura liquida Zygmunt Bauman spiegava che “tante paure arrivano nella nostra vita già con i loro rimedi prima ancora che i mali che essi promettono di curare abbiano fatto in tempo a spaventarci”. La paura, in particolare dell’Altro trasformato in nemico, non è solo marketing elettorale particolarmente in voga in questo momento storico, ma un elemento strutturale del potere, anche in funzione formativa. Lo aveva descritto mirabilmente Franz Kafka nel racconto Durante la costruzione della muraglia cinese: “Sono immagini che facciam vedere ai bambini che fanno i cattivi, e allora essi ci si buttano subito al collo piangendo. Ma non sappiamo altro di questi nordici. Non li abbiamo mai veduti” (I racconti, 2021). Lo sperimentiamo nella quotidiana militarizzazione del linguaggio, studiata da Federico Faloppa: “Non esiste conflitto armato che non sia stato prima preparato, giustificato e normalizzato dal linguaggio” (Disarmare il discorso, 2026). Lo abbiamo analizzato a più mani nel recente volume collettaneo Poteri e nonviolenza (Nerbini, 2026), anche in riferimento al potere militare (Pugliese, Il potere militare nelle società contemporanee). Oggi ne fornisce un’ulteriore prova la “riforma Crosetto” del sistema militare, esaminata in un accurato documento da Rete Italiana Pace e Disarmo: si tratta di due disegni di legge complementari che delineano “uno Stato sempre più predisposto a fare della guerra una possibilità permanente e organizzata”, riducendo la complessità del concetto di sicurezza ai soli termini militari. Il primo “supera il modello dell’esercito professionale puro e costruisce una forza multilivello. Accanto ai reparti militari permanenti si istituisce un sistema di riserve: una operativa, una territoriale e una specialistica” che portino ad aumentare di oltre 40.000 soldati l’apparato militare italiano, rivolgendosi ai giovani come soggetti da formare e arruolare al bisogno, con un costo di aggiuntivi 8 miliardi annui di spese militari. “Si compie così un salto di qualità verso la warfare society – scrive Rete Italiana Pace e Disarmo – una società militarizzata non solo dagli armamenti, ma anche attraverso un sistema di incentivi, organizzazione del lavoro, formazione e cultura pubblica che spingono verso una società-caserma”. Il secondo disegno di legge completa il primo sul versante dell’organizzazione strutturale delle Forze Armate. Prevede infatti la centralizzazione del comando interforze, il riconoscimento ufficiale della guerra ibrida e del dominio cyber (con la possibilità di condurre operazioni anche in tempo di pace), l’introduzione sistematica di droni e sistemi autonomi senza richiamo esplicito al principio del controllo umano significativo, oltre a deroghe ambientali per le infrastrutture militari e una notevole autonomia negoziale e industriale per il settore della Difesa. Tutto ciò comporterà un sensibile indebolimento del controllo parlamentare e delle amministrazioni competenti su numerosi aspetti. Il baricentro dell’intero sistema rischia così di spostarsi in modo preoccupante dal principio del controllo democratico alla disponibilità militare operativa continua. Facendo una prima valutazione del possibile impatto educativo sui più giovani, la riforma promossa dal ministro Crosetto assume un significato preciso sul piano culturale. L’incremento degli effettivi, la costituzione di riserve operative, territoriali e specialistiche, il rafforzamento del legame tra società civile e apparato bellico non rappresentano solo una scelta tecnica di potenziamento delle Forze Armate, ma rinforzano una pedagogia implicita: educare i giovani a considerare la preparazione armata come unica forma di difesa del paese, normalizzando l’idea che i conflitti si risolvano con la guerra alla quale essere sempre pronti. E’ l’applicazione pratica del modello culturale già entrato in molti contesti formativi: la sicurezza come deterrenza armata, la minaccia del nemico come orizzonte inevitabile, l’obbedienza gerarchica e la disponibilità all’uso della violenza organizzata come virtù civiche. Si trasmette così alle giovani generazioni il messaggio che la responsabilità verso il proprio Paese passa attraverso l’addestramento alle armi anziché dalla prevenzione dei conflitti e dalle politiche attive di pace. Radicalmente alternativo è il modello disegnato dalla proposta di legge per la Difesa civile, non armata e nonviolenta. L’impatto educativo di questa scelta – che prevede un Dipartimento per la difesa civile non armata e nonviolenta, i Corpi civili di pace e un Istituto di ricerca per la pace e il disarmo – coinvolge il sistema formativo nel suo complesso, attraverso la piena legittimazione culturale e politica dei saperi della nonviolenza. Comunicazione nonviolenta, mediazione dei conflitti, analisi delle radici strutturali della violenza, monitoraggio dei diritti umani, pratiche di solidarietà sociale, tecniche di disobbedienza civile, diplomazia popolare e riconciliazione post-conflitto diventano saperi del cittadino difensore civile del paese, che non si sottrae al “sacro dovere” di difesa consegnandolo ai soli militari, ma lo declina in riferimento alle reali minacce del tempo presente. Nel quale la guerra è il problema non la soluzione: una civiltà che ripudi la guerra “non significa fare una scelta utopistica, ma orientarsi verso l’unico realismo possibile nell’era dell’Antropocene, nell’età atomica e nel tempo della complessità”, scrivono Mauro Ceruti e Francesco Bellusci (Per una civiltà della terra, 2026) e sapevano già i Costituenti. Per questo è necessario sottoscrivere qui la proposta di legge di iniziativa popolare. L'articolo Nella riforma Crosetto un messaggio ai giovani: il Paese si difende con l’addestramento alle armi proviene da Il Fatto Quotidiano.
BBC News
Red heat alerts issued in France, Italy and Spain as 40C temperatures forecast
The heatwave conditions are forecast to intensify in the coming days across central and western Europe.
BBC News
Russian troop build-up threatens city seen as key to seizing Ukraine's Donbas
If Kostyantynivka falls, Russian forces would be able push towards Ukraine's last remaining strongholds in the east.
Al Jazeera – Breaking News, World News and Video from Al Jazeera
Lebanon Latest: Israeli attacks surge despite ceasefire efforts
Israeli attacks intensify across southern Lebanon despite ongoing diplomatic efforts.
Al Jazeera – Breaking News, World News and Video from Al Jazeera
US partially lifts Iran oil sanctions amid ‘encouraging’ talks
The move, expected under the MoU, comes as Vice President JD Vance says there's a 'good foundation' for a final deal.