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Pm, intascava mazzette da imprenditori in cambio di favori
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Al via il 'Bando Idea innovativa, la nuova imprenditorialità al femminile'
Contributi da 5mila euro ai 6 progetti "in rosa" più originali
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'Radici', Daniele De Rossi e l'Ostiamare nella docuserie in arrivo su Sky
Dal 19 novembre. Racconta il suo ritorno nella società dilettantistica dove ha iniziato
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Toti a Spinelli: «Ti vengo a trovare prima delle elezioni. Ti chiedo un po’ di robe» Ecco le immagini degli incontri sullo yacht
Le parole del governatore ligure all'imprenditore: «Come al solito, di questi tempi» Spinelli a Signorini: «A 83 anni non mi possono fare niente»Le parole del governatore ligure all'imprenditore: «Come al solito, di questi tempi» Spinelli a Signorini: «A 83 anni non mi possono fare niente»Le parole del governatore ligure all'imprenditore: «Come al solito, di questi tempi» Spinelli a Signorini: «A 83 anni non mi possono fare niente»
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IL SINDACO DI GENOVA Lo sfogo di Bucci: «Gioco al massacro, non ci sto. Chiedo chiarezza, pronto a parlare con i pm»
Il sindaco di Genova: «Le mie parole sui maiali intercettate? Per ogni area nel porto si scatena la rissa. I soldi del ponte Morandi per un favore a Spinelli? È una falsità, quei soldi non c’entrano nulla»Il sindaco di Genova: «Le mie parole sui maiali intercettate? Per ogni area nel porto si scatena la rissa. I soldi del ponte Morandi per un favore a Spinelli? È una falsità, quei soldi non c’entrano nulla»
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Ucciso a 24 anni a colpi di pistola mentre andava a lavorare: giallo in Calabria
Domenico Oppedisano, padre di una bambina di nemmeno un anno, raggiunto da diversi proiettili. Era incensurato. Indagano i carabinieri. L’ipotesi di un regolamento di conti nell’ambito del controllo del legname
Corriere.it - Cronache
Clima, la sfida dei 6 ragazzini contro l’Europa. Ecco perché la sentenza di domani può fare la storia (e ci sarà anche Greta)
La denuncia alla Corte dei diritti per l’uomo: «Non è stato fatto abbastanza per scongiurare la peggiore minaccia all’umanità». Se vincessero la sentenza avrebbe valore di trattato e obbligherebbe a prendere misure drastiche
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Meghan Markle, arrestato il padre in Florida dopo le indagini per pedopornografia
Thomas Markle, il padre di Meghan, è stato arrestato dagli agenti dell'Fbi in Florida dopo essere stato trovato in possesso di materiale pedopornografico. Lo riporta il Daily Mail...
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Allarmi bomba sui voli in tutta Europa, email rivendica attacchi: ?«È solo l'inizio, presto nuova ondata. Faremo esplodere aerei, navi, stazioni e treni»
«Questo è solo l'inizio. Quello che è successo questa settimana è soltanto una piccola parte di ciò che attende l'Europa nel prossimo futuro. Molto presto...
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Gianmarco Emiliani morto in Vespa a Roma, aveva 24 anni: denunciata una 21enne fuggita in auto dopo lo scontro
ROMA - È stata denunciata dalla Polizia Locale di Roma Capitale una giovane italiana di 21 anni, coinvolta nell?incidente stradale avvenuto ieri, in via del Foro Italico, nel quale...
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«Un'ora al giorno nel traffico, affitti a 1000 euro e sicurezza "peggiorata" in 5 anni». Ma l'85% dei romani ama il proprio quartiere
Roma piace ai romani, soprattutto quando la si guarda da vicino, attraverso le strade, i negozi e le relazioni del proprio quartiere. Ma quando lo sguardo si allarga all'intera metropoli...
Il Sole 24 ORE - Italia
Exit tax, come funziona la tassa anti-fuga in manovra e come potrebbe essere trasformata
Partire costerà, ma solo a chi ha un portafoglio sopra gli 800mila euro. La manovra introduce dal 2027 un’imposta sui guadagni finanziari maturati e non ancora incassati da chi trasferisce...
Il Sole 24 ORE - Italia
Pensioni, Cida: per pensionati dirigenza fino a 200mila euro persi in 14 anni
La Confederazione chiede la soppressione dell’articolo 55 del disegno di Legge di Bilancio, invitando il Governo a valutare una diversa allocazione delle risorse già previste dalla manovra
Il Fatto Quotidiano
L’Ilva di Taranto è spenta: finisce un’era di lavoro e inquinamento. Il futuro? Nessuna idea
Il gigante d’acciaio ha smesso di sbuffare nuvole nere nel cielo. Dopo 62 anni di acciaio, inquinamento e polemiche, gli altiforni dell’Ilva sono stati spenti venerdì mattina all’alba di un giorno che è nuovo solo per metà. A Taranto si è chiusa un’era di lavoro e ricchezza da un lato, di malattie e inquinamento dall’altra. L’acciaieria più grande d’Europa, che non lo era ormai più tempo, ha iniziato un lungo sonno, eterno salvo miracoli. Dopo aver trasformato milioni e milioni di tonnellate di minerale di ferro, carbone e calcare in ghisa, poi ripulita con l’ossigeno e modellata in bramme a loro volta laminate e modellate fino a costruire auto, elettrodomestici, ponti e tutto ciò che d’acciaio è fatto, cioè quanto di più resistente abbiamo al mondo, l’Ilva è morta e con lei, da oggi, sono in quiescenza i novemila operai partecipi di questo processo, a loro volta spesso figli di altri metalmeccanici, in molti casi nipoti di quei metalmezzadri che finito il turno in fabbrica andavano a coltivare la terra lasciata per una tuta blu, promessa di futuro ed emancipazione economica. Da oggi quei novemila sono metalcassintegrati e il loro tempo non sarà scandito, nemmeno per metà, dal canglore della fabbrica. Perché quel perimetro grande due volte la città inquina ancora, hanno sentenziato i giudici, e rischia di far danni anche a loro. Sai mai, un altro incidente simile a quello del maggio 2025 quando l’altoforno 2 quasi saltò per aria. Perché in quei camini visibili da decine di chilometri di stanza c’è ancora amianto, rinchiuso tra i mattoni certo, ma gli impianti sono messi così male che nulla può essere escluso. Così l’Ilva si è fermata e da oggi l’aria di Taranto sarà certamente almeno un po’ più pulita, abbassando il rischio di contrarre malattie collegate all’inquinamento. Anche in età nelle quali certi problemi dovrebbero essere ipotesi dell’irrealtà. A Lorenzo Zaratta, morto a cinque anni, trovarono particelle metalliche nel cervello durante l’autopsia. A ucciderlo era stato un astrocitoma, un tumore cerebrale infantile. “Zona di sacrificio”, disse a un tratto l’Onu. È finita, quindi, ma senza vincitori. I danni dell’Ilva – scoperchiati dalla maxi-inchiesta Ambiente Svenduto nel 2012 che oggi langue, svuotata di senso e taccuini a raccontarla, in un’aula del Tribunale di Potenza – continueranno a riverberarsi ancora nel tempo e nessuno in questi anni è riuscito a trovare una soluzione che desse una prospettiva di ambientalizzazione salvaguardando, almeno in parte, l’occupazione dei dipendenti e delle altre decine di migliaia dell’indotto. Così, giunto il tempo della giustizia, tardiva eppure arrivata, resta aperta la questione del lavoro. Chi aiuterà redditi diminuiti, decurtati, azzerati per mesi e mesi, forse anni? Ora la corsa è affannosa, il governo in panne sul dossier ha bussato alla porta di Fincantieri, Leonardo e Rfi, la triplice delle partecipate buone in ogni stagione, specie se elettorale, affinché si accollino i lavoratori in eccedenza. Ma intanto in due anni, nonostante fosse chiaro dal 2024 come sarebbe finita dopo la pronuncia della Corte di Giustizia Ue, non è riuscito a trovare uno straccio di compratore con un progetto credibile e finanze solide che desse loro una prospettiva vera. Tra poco più di 48 ore scade la gara per la vendita di ciò che resta dell’Ilva e non si sa se e chi proporrà di caricarsi il fardello. Al momento, sostengono Fiom e Uilm, finanche sulla cassa integrazione, il sottominimo sindacale, “non ci sono le condizioni per divenire ad alcun tipo di accordo se non ci garantiscono un futuro per riprendere con il lavoro”. L’Ilva è spenta, ma le sue tossine circoleranno a lungo e resta molta polvere da tentare di nascondere sotto i tappeti dei governi precedenti, dei magistrati cattivi, dei sindacati rompiscatole, del sindaco che rifiutava la nave rigassificatrice e degli ambientalisti, ingrati, incapaci di vedere tutte quelle migliorie salvifiche annunciate, pubblicizzate, strombazzate e smentite da analisi e sentenze. Si sapeva sarebbe arrivato questo momento, ma nessuno ha programmato il dopo che ora è qui e così, nonostante il gigante abbia smesso di sputare diossine e ogni altra porcheria, le nuvole nere sono ancora all’orizzonte. L'articolo L’Ilva di Taranto è spenta: finisce un’era di lavoro e inquinamento. Il futuro? Nessuna idea proviene da Il Fatto Quotidiano.
Il Fatto Quotidiano
Forfettario a 100mila euro, Iva a 85mila: il tetto è europeo, la burocrazia è italiana
Dal 1° gennaio una parrucchiera che quest’anno incassa 90.000 euro potrà restare nella flat tax del 15%, come la collega che ne incassa 80.000, ma sui tagli dovrà applicare l’Iva, con registri, liquidazioni periodiche e dichiarazione annuale. La manovra 2027 alza a 100mila euro la soglia del regime forfettario solo per le imposte sui redditi, mentre per l’Iva la lascia a 85.000, “in attesa dell’autorizzazione dell’Unione europea”, scrive il Governo. Per l’esenzione Iva, ha detto Giorgia Meloni, “abbiamo un anno per negoziare con la Commissione europea”. Sembra il solito vincolo di Bruxelles, ma l’Italia ha già accettato quel tetto, l’inflazione lo ha oramai eroso e gli obblighi che fa scattare sono decisi a Roma. La manovra non aggiunge adempimenti: con le regole di oggi la parrucchiera uscirebbe dal regime e applicherebbe l’Iva comunque. Le concede, anzi, lo sconto sui redditi. L’Iva, però, pesa sui prezzi. Sull’acconciatura è al 22%, l’aliquota ordinaria, senza riduzioni: se la collega chiede 50 euro per un taglio, la nostra parrucchiera, per guadagnare altrettanto, deve incassarne poco meno di 61, perché l’Iva sugli acquisti di shampoo e tinte lei la detrae e chi è in franchigia no. Per questo l’Unione pone un tetto: la franchigia, scriveva la Commissione nel 2018, va circoscritta “alle imprese più piccole”, per “limitare i possibili effetti distorsivi dell’esenzione” sulla concorrenza. Per lo Stato, invece, quell’Iva vale poco. Quando nel 2023 la soglia salì da 65.000 a 85.000 euro, l’Italia stimò una perdita di 80,8 milioni, lo 0,06% del gettito Iva, e la Commissione europea giudicò l’effetto “trascurabile”. Sulla fascia fra 85.000 e 100.000 euro non c’è una stima ufficiale: verosimilmente, si tratta di qualche decina di milioni. Secondo la Corte di giustizia (C-97/09, Schmelz), la franchigia serve anche a bilanciare il costo dei controlli con le scarse entrate attese. Fin qui il buon senso sta con chi trova assurdo un adempimento per pochi spiccioli. Il vero difetto del tetto è un altro: è un numero fisso. Fino al 2024 la franchigia italiana si reggeva su autorizzazioni temporanee del Consiglio dell’Unione e quelle del 2008 e del 2020 consentivano di alzarla “al fine di mantenere il valore dell’esenzione in termini reali”, cioè di adeguarla all’inflazione. La direttiva (Ue) 2020/285, approvata all’unanimità e quindi senza il veto italiano, ha posto un tetto unico di 85.000 euro, privo di aggiornamenti e di revisioni. Ai prezzi italiani di oggi, gli 85.000 euro del 2020 corrispondono a circa 105.000: una franchigia a 100.000 euro resterebbe, in termini reali, sotto quel limite. Il Governo avrebbe un argomento serio. Sul punto, però, ha dato due versioni. Nel giugno 2025, rispondendo a un’interrogazione alla Camera, spiegava che con il tetto unico alzare il limite in deroga “non rientra nella disponibilità dei Governi nazionali”. Oggi parla invece di un’autorizzazione da negoziare con la Commissione, che però può soltanto proporla: a concederla sono i governi dei Ventisette, all’unanimità, e basta un no per bloccarla. La direttiva del 2020, poi, ha riscritto le soglie proprio per non correggerle più “mediante misure concesse a titolo di deroga”. Per il 2027 il doppio binario è dunque pressoché certo. Tutto il resto si decide a Roma, a cominciare dagli adempimenti. La direttiva Iva ammette un periodo d’imposta annuale (art. 252) e lascia agli Stati le date dei versamenti (art. 206). L’Italia ha già usato questi margini: dal 2001 al 2014 le nuove attività con ricavi fino a 31.000 o 62.000 euro, nei primi tre anni, applicavano l’Iva senza registri, liquidazioni né versamenti periodici (art. 13, l. 388/2000). Oggi fatture e scontrini elettronici consegnano i dati al Fisco: basterebbe un emendamento. Romana è anche l’iniquità. Nel 2022 l’Ufficio parlamentare di bilancio (Upb) osservava che l’allargamento di un regime nato “per la semplificazione degli adempimenti di soggetti marginali” coinvolgeva “prevalentemente i contribuenti più ricchi”. Fra 85.000 e 100.000 euro, del forfettario resta lo sconto, non la semplificazione dell’Iva. In una consultazione aperta fino al 18 novembre, il Dipartimento delle finanze chiede se lo si scelga per “semplificazione” o “convenienza economica”. La relazione tecnica ha già risposto: i circa 41.000 nuovi forfettari lo sceglieranno “per via di una convenienza economica in termini di minori imposte dovute”. Il costo per l’Erario si aggira sui 300 milioni l’anno, a regime. Romano, infine, è il conto dell’inflazione. La soglia del forfettario, fissata a fine 2018 in 65.000 euro, salirà a 100.000: il 54% in più, mentre i prezzi sono cresciuti di quasi il 24%. Per chi paga l’Irpef è andata al contrario: lo scaglione dei 50.000 euro, oltre il quale l’aliquota sale al 43%, è fermo dal 2021 e da allora ha perso circa il 17% del valore reale. Per recuperarlo dovrebbe salire intorno ai 60.500 euro; la manovra lo porta a 55.000 solo per il 2027. Con scaglioni fermi e prezzi in corsa, l’imposta cresce senza che nessuno l’abbia votata: è il drenaggio fiscale, che per l’Upb vale 1,6 miliardi per ogni punto d’inflazione. L’articolo 53 della Costituzione chiede a tutti di concorrere alle spese pubbliche “in ragione della loro capacità contributiva”, in un sistema “informato a criteri di progressività”. Per i forfettari la soglia si aggiorna e più dei prezzi, mentre per chi vive di stipendio o di pensione lo scaglione si sposta per un anno soltanto. Due metri per la stessa capacità contributiva e nessuno dei due viene da Bruxelles. Sulla franchigia decidono i Ventisette, Italia compresa. Sugli adempimenti decide Roma, e la Legge di bilancio (per ora) non li tocca. Roma può, ma resta “in attesa” di Bruxelles. L'articolo Forfettario a 100mila euro, Iva a 85mila: il tetto è europeo, la burocrazia è italiana proviene da Il Fatto Quotidiano.
BBC News
Russian extremist group denies sending hoax bomb threats
Scores of flights across Europe have received bomb threats this week, but no explosives have been found so far.
BBC News
Some media firms evacuated after hoax bomb threats
Gardaí say they are "aware of a threat made against media organisations here and in Europe".
Al Jazeera – Breaking News, World News and Video from Al Jazeera
Veto or deals: Can Trump find a way to work with Democrats?
Trump has three options to affect legislation, say analysts: veto legislation, enforce executive orders or make deals.
Al Jazeera – Breaking News, World News and Video from Al Jazeera
What a Trump-Xi-Putin summit could mean – and what it wouldn’t
A Trump-Xi-Putin meeting at APEC would be a coup for Moscow, analysts say, but Beijing appears lukewarm.