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Axios, Ucraina sorpresa dall'annuncio di Trump per il diesel russo
In queste ore negoziatori ucraini sono a Miami per incontrare Witkoff e Kushner
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Zelensky, 'revoca delle sanzioni è debolezza, Putin ripagherà diesel con terrore'
'Gioca a favore della Russia, permettendole di uccidere di più'
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Teatro: al Golden di Roma al via " Ti posso spiegare", dal 22 ottobre al 1° novembre
Con Michele La Ginestra, Beatrice Fazi e Martina Pinto
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Ranucci, 'rispetto la sentenza e la accetto serenamente'
'Io per l'autonomia delle toghe, ma decisione abbraccia un'idea di pressione mediatica'
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Toti a Spinelli: «Ti vengo a trovare prima delle elezioni. Ti chiedo un po’ di robe» Ecco le immagini degli incontri sullo yacht
Le parole del governatore ligure all'imprenditore: «Come al solito, di questi tempi» Spinelli a Signorini: «A 83 anni non mi possono fare niente»Le parole del governatore ligure all'imprenditore: «Come al solito, di questi tempi» Spinelli a Signorini: «A 83 anni non mi possono fare niente»Le parole del governatore ligure all'imprenditore: «Come al solito, di questi tempi» Spinelli a Signorini: «A 83 anni non mi possono fare niente»
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IL SINDACO DI GENOVA Lo sfogo di Bucci: «Gioco al massacro, non ci sto. Chiedo chiarezza, pronto a parlare con i pm»
Il sindaco di Genova: «Le mie parole sui maiali intercettate? Per ogni area nel porto si scatena la rissa. I soldi del ponte Morandi per un favore a Spinelli? È una falsità, quei soldi non c’entrano nulla»Il sindaco di Genova: «Le mie parole sui maiali intercettate? Per ogni area nel porto si scatena la rissa. I soldi del ponte Morandi per un favore a Spinelli? È una falsità, quei soldi non c’entrano nulla»
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Ucciso a 24 anni a colpi di pistola mentre andava a lavorare: giallo in Calabria
Domenico Oppedisano, padre di una bambina di nemmeno un anno, raggiunto da diversi proiettili. Era incensurato. Indagano i carabinieri. L’ipotesi di un regolamento di conti nell’ambito del controllo del legname
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Clima, la sfida dei 6 ragazzini contro l’Europa. Ecco perché la sentenza di domani può fare la storia (e ci sarà anche Greta)
La denuncia alla Corte dei diritti per l’uomo: «Non è stato fatto abbastanza per scongiurare la peggiore minaccia all’umanità». Se vincessero la sentenza avrebbe valore di trattato e obbligherebbe a prendere misure drastiche
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Ranucci, il tribunale rigetta ricorso per il reintegro a Report. «Decisione Rai presa per risolvere tensioni interne alle redazione»
A 14 giorni dall'udienza, il tribunale del Lavoro di Roma ha rigettato il ricorso in via urgente presentato dal giornalista Sigfrido Ranucci con cui chiedeva il reintegro alla conduzione della...
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Sanzioni alla Cpi, la reazione Usa dopo il Nobel a Pillay. Il tribunale: «Attacco a Stato di diritto». Italia contraria
Donald Trump impone sanzioni alla Corte Penale Internazionale e apre un nuovo fronte di scontro con l'Europa, che compatta fa muro in difesa del tribunale dell'Aja. L'annuncio...
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Aida Yespica, incidente a Roma: schianto contro cassonetti e due auto. «Ha insultato i carabinieri e rifiutato l'alcol test»
Incidente per Aida Yespica, la modella venezuelana che nelle prime ore dell'alba è stata protagonista di un incidente nel quartiere Parioli di Roma. Secondo una prima ricostruzione dei...
ilmessaggero.it - roma
Roma eventi weekend. "Haring" a Braschi, "Pontormo" alle Scuderie del Quirinale, le Giornate del Fai e tanto altro
Sal Da Vinci all'Auditorium Conciliazione, performance straordinaria di Sophie Calle al Cimitero Acattolico, le nuove mostre all'Accademia di Francia. Sono tanti gli eventi del fine...
Il Sole 24 ORE - Italia
Recuperi Iva sprint: in arrivo le prime 1.400 lettere del Fisco
Il Fisco ora presenta il conto dell’Iva dovuta a chi ha emesso fatture o trasmesso scontrini elettronici (corrispettivi) per operazioni rilevanti ma, essendone obbligato, non ha presentato la dichiarazione sull’imposta...
Il Sole 24 ORE - Italia
Legge elettorale, la partita di Vannacci con le nuove regole
Il partito del generale Roberto Vannacci, con la nuova legge elettorale, si può iscrivere d’ufficio, al momento, nello schieramento dei tifosi del “pareggio”. Futuro Nazionale (al 7-8% in...
Il Fatto Quotidiano
Israele, lo storico Marzano: “La Palestina è la grande assente di questa campagna elettorale. Netanyahu? Manca un’alternativa politica reale”
Una rimozione collettiva. “I palestinesi sono i grandi assenti di questa campagna elettorale. Se ne discute solo come un problema di sicurezza, come un elemento esterno fastidioso”. A tre settimane dalle elezioni israeliane che decideranno il futuro del primo ministro Benjamin Netanyahu, lo storico Arturo Marzano, professore di Storia contemporanea all’Università Roma Tre, traccia un quadro del paese chiamato al voto. Dove tra spaccature interne, estremismi e spinte belliciste, i morti di Gaza e le violenze in Cisgiordania non esistono. E dove manca un’alternativa politica, che includa la fine dell’occupazione e consideri i palestinesi come reali interlocutori. Come descriverebbe oggi il Paese? Innanzitutto spaventato. Il 7 ottobre ha riaperto diversi traumi e tutte le guerre volute da Netanyahu sono state sostenute dalla popolazione con l’idea che non ci fossero alternative per garantire la sicurezza del paese. C’è inoltre la preoccupazione per il crescente antisemitismo e per l’isolamento nella comunità internazionale. Israele è poi fortemente diviso e polarizzato, e Netanyahu è una delle principali cause di questo. Com’è cambiato il consenso intorno a Netanyahu in questi tre anni? Subito dopo il 7 ottobre gli analisti erano convinti che la sua parabola fosse vicina alla fine. Chi amava Netanyahu lo ama, indipendentemente dal 7 ottobre, e chi odiava Netanyahu lo odia. Il problema è che i partiti che lo contestano non hanno nessun altro collante, sono divisi su tantissimi temi. Dopo il 7 ottobre, Netanyahu ha giocato le carte molto bene perché è un abilissimo politico. Se populismo significa dialogare col popolo, interpretando la pancia e svuotando le istituzioni democratiche, allora lui è un esempio di populismo molto chiaro. Ha fatto in modo che le guerre contro Hezbollah e contro l’Iran fossero unificanti. È andato alle Nazioni Unite agitando un cercapersone, perché sa che avrebbe fatto breccia in vari contesti internazionali. Ha ricordato agli israeliani che è stato capace di eliminare Nasrallah e Khamenei, che ha sconfitto il nemico. Ha fatto una guerra costante contro tutti: Libano, Siria, Iran, Qatar, Yemen. L’idea che la sicurezza si basa sulla forza armata è un punto centrale dell’identità israeliana e Netanyahu la sollecita sempre. In questo contesto, dove si colloca la questione palestinese? I 74mila morti di Gaza, la Striscia rasa al suolo e le violenze dei coloni in Cisgiordania? I palestinesi non esistono per gli israeliani. Sono i grandi assenti, e questo è incomprensibile. Le manifestazioni dopo il 7 ottobre sono state per gli ostaggi (sacrosante) e solo una piccolissima parte del Paese è scesa in piazza per Gaza. E ora, in questa campagna elettorale, non si discute di Palestina. La gran parte degli israeliani continua a considerarla solo come un problema di sicurezza, come un elemento esterno fastidioso. Anche se si torna indietro nella storia, escludendo una parentesi negli anni Novanta, i palestinesi compaiono sempre molto poco nell’orizzonte politico israeliano. Nel 2011, per esempio, ci furono molte manifestazioni contro il carovita e l’impoverimento della classe media, ma l’occupazione non compariva. Quali margini esistono oggi per una leadership israeliana diversa, che consideri anche la questione palestinese e ponga fine all’occupazione? Nessuno, purtroppo. Se vincesse l’opposizione, ci sarebbe un maggiore rispetto delle garanzie democratiche. Ma varrebbero solo per i cittadini ebrei. Al contempo, verrebbe approvata una legge per arruolare gli ultraortodossi. Ma non cambierebbe la politica verso i palestinesi: l’occupazione e la colonizzazione della Palestina proseguirebbero, come accade da sei decenni. L’ostacolo alla fine dell’occupazione e delle violenze quindi non è solo Netanyahu? Da un lato Netanyahu ha seguito lo spostamento a destra del paese e dall’altro lato lo ha favorito. È responsabile della polarizzazione e di aver favorito l’estrema destra suprematista a cui ha dato carta bianca. Ma ha il sostegno di almeno metà del paese. In particolare su alcuni temi come la guerra in Iran. Il problema non è lui, ma la progressiva torsione etno-nazionalista e militarista che il movimento sionista aveva, peraltro, già dentro di sé. Va detto che lo spostamento a destra è stato aiutato dal terrorismo suicida palestinese che ha contribuito a eliminare progressivamente quel pezzo di sinistra dialogante, lasciando campo aperto alla destra e all’estrema destra. Nelle ultima settimane sono uscite diverse ricostruzioni, secondo cui Netanyahu ha ignorato le allerte e gli allarmi ricevuti da più fonti prima del 7 ottobre. Qual è il suo parere? L’elemento che ho trovato più rilevante è il tentativo del leader di Hamas Yahya Sinwar di negoziare prima del 7 ottobre. Nell’ottobre del 1973, prima di attaccare Israele, Sadat provò a dialogare con Israele ottenendo un no. Così è successo 50 anni dopo. Anche Sinwar ha trovato una chiusura. Ferma restando la mia totale condanna del 7 ottobre, è chiaro che senza una strategia politica che preveda una trattativa con i palestinesi, Israele non avrà mai la sicurezza cui agogna e ha diritto. Di fronte a continue violazioni del diritto internazionale, in questi tre anni abbiamo assistito all’incapacità del’Unione Europea di adottare misure economiche per far pressione su Israele. Mi pare che dal punto di vista di normative power, l’Europa non esista più da molto tempo. Come trattiamo i migranti, ad esempio, la dice lunga su questo. Io penso che non ci sia altra alternativa a sanzioni mirate. L’Unione Europea deve chiedere il rispetto dei diritti umani e del diritto internazionale, pena il blocco dell’Accordo di associazione. Ma questo non avviene e temo non avverrà a breve. Lei ha scritto un libro dedicato alla Storia di Gaza. In questi giorni cade il primo anniversario del cessate il fuoco, ma la situazione è ancora catastrofica e i palestinesi continuano a morire sotto le bombe. Quale futuro auspica per questa terra? Il governo israeliano sta bloccando la ricostruzione perché non può permettere che siano gettate le basi di un autogoverno a Gaza e di un’unità politica tra questa e la Cisgiordania. Sta facendo quello che ha fatto dal 2007 al 2022, cioè strangolare la Striscia nel disinteresse internazionale. Questo sul lungo periodo è ovviamente controproducente perché non risolve i problemi e porterà nuova violenza. Io spero prima di tutto che a Gaza entrino cibo, acqua potabile, medicinali e che vengano ripristinate fognature e infrastrutture. Mentre, nel lunghissimo periodo, auspico la realizzazione di un visionario progetto ideato da palestinesi e israeliani che si chiama “Una terra per tutti”. Prevede un territorio diviso fra cantoni, con stati federati che si intrecciano, con pari diritti per tutti. È molto complicato ma perché non provarci? L'articolo Israele, lo storico Marzano: “La Palestina è la grande assente di questa campagna elettorale. Netanyahu? Manca un’alternativa politica reale” proviene da Il Fatto Quotidiano.
Il Fatto Quotidiano
Post contro Mattarella e i migranti, l’ex consigliere di FdI a Mantova condannato per vilipendio e istigazione all’odio
Luca De Marchi, ex consigliere comunale di Fratelli d’Italia a Mantova, è stato condannato il 5 ottobre a 13 mesi di reclusione – con sospensione della pena e non menzione nel casellario giudiziale – per istigazione all’odio razziale e offesa all’onore e al prestigio del presidente della Repubblica. A riferirlo nei giorni scorsi è stato il giornale Mantova Uno. “Pessimo presidente, nemico del popolo e della Costituzione”, aveva scritto De Marchi in riferimento a Sergio Mattarella, sulla sua pagina Facebook “Sovranista mantovano Luca De Marchi”. In un altro post aveva suggerito il suo personale metodo per risolvere l’emergenza in Italia, causata dagli sbarchi: “Prima una raffica di mitragliatrice a qualche metro dalla prua, se continuano ma non credo, si speronano e si arresta l’equipaggio!” L’ex consigliere invece è stato assolto per l’iniziativa “Frittelle gratis al luna park, solo per i bimbi italiani”. Nel 2019 aveva proposto di regalare dolci solo ai bambini italiani, perché gli extracomunitari “beneficiano già di numerose agevolazioni”. Giorgia Meloni, non ancora premier, aveva preso le distanze, chiedendogli di scusarsi pubblicamente. De Marchi era inizialmente iscritto alla Lega Nord, ma era stato allontanato nel 2017 per le sue posizioni ritenute “troppo radicali” dal Carroccio. L’anno successivo è stato cacciato anche da CasaPound, a cui si era avvicinato, a causa della sua gay pride. Nel febbraio di due anni fa ha lasciato Fratelli d’Italia “alla luce delle strategie adottate dal partito, ben lontane, a livello sia provinciale che nazionale, dalle promesse elettorali”. Nel maggio 2026 si è candidato autonomamente a sindaco di Mantova con una lista civica L’arrivo del suo caso in Tribunale si deve alle segnalazioni di Aleksandra Matikj, presidente del Comitato per gli immigrati e contro ogni forma di discriminazione di Genova, che ha fatto costituire parte civile nella causa anche l’associazione stessa. L’avvocato Iacopo Rebecchi, che difende De Marchi, ha dichiarato che probabilmente farà appello: “Aspettiamo di leggere le motivazioni della sentenza ma ritengo che le dichiarazioni, seppur forti, rientrino nel diritto di critica politica e di libertà di espressione”. L'articolo Post contro Mattarella e i migranti, l’ex consigliere di FdI a Mantova condannato per vilipendio e istigazione all’odio proviene da Il Fatto Quotidiano.
BBC News
Russian search engine Yandex struggles after Ukrainian strikes on data centres
Often dubbed "Russia's Google", the tech firm admits customers may experience disruption to digital services due to the attacks.
BBC News
France promises 3,000 extra teachers in first step to calm student protests
Education minister Edouard Geffray makes the offer after another day of sometimes violent demonstrations by high-school students.
Al Jazeera – Breaking News, World News and Video from Al Jazeera
Africa Cup of Nations may stay as a biennial event, says CAF chief Motsepe
CAF had declared the Africa Cup of Nations would be held every four years, but may reverse that decision.
Al Jazeera – Breaking News, World News and Video from Al Jazeera
Manchester United vs Tottenham: Premier League – teams, prediction, lineups
Man United and Tottenham Hotspur managers under increasing pressure ahead of Premier League clash at Old Trafford.