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'Usa lanciano una nuova ondata di attacchi contro l'Iran'
Ad un'ora dall'entrata in vigore del blocco dei porti iraniani
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Tajani, il voto un incidente di percorso, si va avanti
Non sarebbe dovuto accadere, bisognerà riflettere
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Rinasce Villa Lante a Bagnaia, dopo restauro-recupero riaprono i giardini
Borgonzoni: 'Grazie a fondi Pnrr restituito alla collettività un luogo straordinario'
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Agguato al bus, legale Pellecchia 'nessuna certezza che abbia lanciato il sasso'
'Gip ha ritenuto che non sussistano elementi per mantenere la misura cautelare in carcere'
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Toti a Spinelli: «Ti vengo a trovare prima delle elezioni. Ti chiedo un po’ di robe» Ecco le immagini degli incontri sullo yacht
Le parole del governatore ligure all'imprenditore: «Come al solito, di questi tempi» Spinelli a Signorini: «A 83 anni non mi possono fare niente»Le parole del governatore ligure all'imprenditore: «Come al solito, di questi tempi» Spinelli a Signorini: «A 83 anni non mi possono fare niente»Le parole del governatore ligure all'imprenditore: «Come al solito, di questi tempi» Spinelli a Signorini: «A 83 anni non mi possono fare niente»
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IL SINDACO DI GENOVA Lo sfogo di Bucci: «Gioco al massacro, non ci sto. Chiedo chiarezza, pronto a parlare con i pm»
Il sindaco di Genova: «Le mie parole sui maiali intercettate? Per ogni area nel porto si scatena la rissa. I soldi del ponte Morandi per un favore a Spinelli? È una falsità, quei soldi non c’entrano nulla»Il sindaco di Genova: «Le mie parole sui maiali intercettate? Per ogni area nel porto si scatena la rissa. I soldi del ponte Morandi per un favore a Spinelli? È una falsità, quei soldi non c’entrano nulla»
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Ucciso a 24 anni a colpi di pistola mentre andava a lavorare: giallo in Calabria
Domenico Oppedisano, padre di una bambina di nemmeno un anno, raggiunto da diversi proiettili. Era incensurato. Indagano i carabinieri. L’ipotesi di un regolamento di conti nell’ambito del controllo del legname
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Clima, la sfida dei 6 ragazzini contro l’Europa. Ecco perché la sentenza di domani può fare la storia (e ci sarà anche Greta)
La denuncia alla Corte dei diritti per l’uomo: «Non è stato fatto abbastanza per scongiurare la peggiore minaccia all’umanità». Se vincessero la sentenza avrebbe valore di trattato e obbligherebbe a prendere misure drastiche
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Maranza, Piantedosi: «Fermo preventivo esteso a minorenni durante movida»
Il Consiglio dei ministri ha approvato il disegno di legge con disposizioni in materia di sicurezza e per la prevenzione del disagio giovanile, nonché di ordinamento, organizzazione e...
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Caldo, fine in arrivo: temperature giù di 8 gradi e rischio eventi estremi. Ecco quando e dove, la mappa
«Si potrebbero perdere anche oltre 6-8 gradi». Il caldo estremo rischia di avere i giorni contati con l'aria fredda in arrivo dal Nord Europa, è questo l'avvertimento di...
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Carta d'identità elettronica a Roma: open day sabato 18 e domenica 19 luglio. Quali sono i Municipi e gli ex Pit aperti e come prenotare
Terzo e penultimo weekend di luglio: a Roma vanno avanti gli open day per chiedere la carta d'identità elettronica. Per coloro che ancora non sono riusciti a ottenere la nuova...
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Caldo, a Roma 26 notti tropicali di fila: giornate con 35 gradi e non piove da un mese (e non è finita)
Ventiquattro giorni consecutivi con temperature superiori a 35 gradi e 26 notti tropicali. A Roma il caldo non concede tregua e la pioggia continua a non arrivare. A oltre venti giorni...
Il Sole 24 ORE - Italia
Fs amplia a 4,5 miliardi la linea di credito revolving sustainability-linked
Ferrovie dello Stato “ha perfezionato l’ampliamento della propria Sustainability-Linked Revolving Credit Facility, il cui importo complessivo passa da 3,5 a 4,5 miliardi di euro, mantenendo invariata la scadenza prevista a...
Il Sole 24 ORE - Italia
Sì del Cdm al nuovo Ddl sicurezza, ok ad avvio nomina Stazi presidente Consob
Il ministro dell’Interno Piantedosi: fermo di prevenzione esteso anche a minorenni durante movida
Il Fatto Quotidiano
Legge elettorale, è caccia ai franchi tiratori nel centrodestra dopo la sconfitta: sono circa 30. Scambio di accuse tra FdI, Lega e FI
Il colpo di scena si è giocato su un voto di differenza: 188 a 187. Ma quanti deputati del centrodestra si sono schierati con l’opposizione e contro la volontà di Giorgia Meloni, che si è spesa in prima persona per far approvare l’emendamento sulle preferenze (al netto dei capilista) nella nuova legge elettorale? Almeno 30. Vediamo perché. Le pregiudiziali di costituzionalità presentate dalle opposizioni – il primo voto in Aula – sono state bocciate con 214 no della maggioranza. Maggioranza che, con gli stessi identici numeri, ha detto no anche al primo voto segreto di un emendamento soppressivo a prima firma Pd. Risultato? All’appello, quando c’è stato il patatrac in seno al centrodestra, sono mancati una trentina di voti, forse qualcosa di più. La conferma, peraltro, arriva da ambienti parlamentari della maggioranza. Nei capannelli che si riuniscono in Transatlantico a ridosso dell’Aula, i partiti azionisti di governo – off the record – si rimpallano le responsabilità, ma c’è una riflessione che accomuna diverse ricostruzioni: una protesta sotterranea e trasversale delle donne di centrodestra contro la mancata garanzia della parità di genere che potrebbe aver fatto saltare il banco. E, anche in questo caso, i numeri possono dare un indirizzo. A scrutinio segreto il primo subemendamento del centrosinistra che chiedeva che “i candidati capilista” non potessero “essere dello stesso genere in numero superiore al 50% del totale” è stato bocciato con un numero più basso di no: 207 a fronte di 155 sì. Nella ricerca del “colpevole” finiscono anche i vannacciani, che secondo qualche esponente di centrodestra, avrebbero tradito sulle preferenze. Ma il partito di Vannacci ha la risposta pronta: un video girato in Aula a testimonianza del via libera che viene mostrato all’occorrenza in Transatlantico. Poi, però, c’è anche lo scambio di accuse o, quanto meno, chi nega di avere avuto responsabilità. “Secondo il calcolo che abbiamo fatto noi, i franchi tiratori sono stati circa 31. Nessun franco tiratore della Lega” ha dichiarato Riccardo Molinari, capogruppo del Carroccio alla Camera. “Mi chiedete di Vannacci? Bisogna sempre vedere se FnV ha votato come ha dichiarato…”, ha tagliato corto. “Noi siamo stati presentissimi e solidissimi nel voto quindi non cercate tra di noi” ha detto il capogruppo di Forza Italia, Enrico Costa. “Franchi tiratori in Fratelli d’Italia? Non credo” è stato il commento del capogruppo meloniano Galeazzo Bignami. “Anche perché ci siamo confrontati a lungo e abbiamo elementi fondati per ritenere che non sia così”. “La maggioranza è andata sotto, e per la prima volta i deputati di FdI non seguono gli ordini di Meloni. Con quell’emendamento FI e Lega avrebbero eletto solo i capilista bloccati. I franchi tiratori sono di FdI, terrorizzati dalle preferenze”, è la ricostruzione di Matteo Ricci, europarlamentare PE. “Con l’emendamento c’erano i capilista bloccati, quindi i partiti piccoli avrebbero eletto solo loro mentre i partiti grandi, come FdI e Pd, avrebbero eletto anche con le preferenze. – spiega Ricci – Questo significa che, mentre le opposizioni hanno votato contro perché ritenevamo che l’emendamento non rispondesse davvero al tema della preferenze, essendo un bluff per pochi seggi, i veri franchi tiratori si sono rivelati quelli FdI che temono le preferenze e non FI e Lega”. L'articolo Legge elettorale, è caccia ai franchi tiratori nel centrodestra dopo la sconfitta: sono circa 30. Scambio di accuse tra FdI, Lega e FI proviene da Il Fatto Quotidiano.
Il Fatto Quotidiano
Processo Regeni, l’avvocata Ballerini: “È stato un percorso a ostacoli. Parole difese? Aggiungono dolore”
Dopo più di dieci anni di attesa per la famiglia di Giulio Regeni, oltre due anni di udienze e decine di testimoni ascoltati, dopo anni di ostruzionismo da parte dell’Egitto e di normalizzazione politica e commerciale nell’asse tra Roma e il Cairo, nel segno della realpolitik, si concluderà il prossimo 28 settembre, giorno nel quale è attesa la sentenza della prima Corte d’Assise di Roma, il processo sul sequestro, le torture e l’omicidio del ricercatore italiano, scomparso in Egitto il 25 gennaio 2016, e ritrovato senza vita, con visibili segni di tortura, il 3 febbraio seguente, lungo la strada tra il Cairo e Alessandria. Imputati sono quattro 007 del regime di Al Sisi. L’accusa ha chiesto una condanna all’ergastolo per Magdi Ibrahim Abdelal Sharif e una pena di 17 anni e sei mesi per gli altri tre appartenenti alla National Security Agency (Nsa, i servizi di sicurezza egiziani). Ovvero, Usham Helmi, il generale Sabir Tariq e il colonnello Athar Kamel Mohamed Ibrahim, accusati del reato di sequestro di persona pluriaggravato (al solo Sharif sono contestati anche i reati di concorso in lesioni personali aggravate e di concorso in omicidio aggravato, ndr). A respingere le ricostruzioni della Procura di Roma, ieri, dall’Aula bunker di Rebibbia erano stati i legali d’ufficio Paola Armellin, Filomena Pollastro e Tranquillino Sarno, che nel corso delle loro arringhe avevano negato i depistaggi egiziani, elogiato e e rivendicato una presunta collaborazione del Cairo, in realtà mai avvenuta, come più volte ricostruito nel corso del processo Regeni. E proposto anche tesi surreali per smentire il coinvolgimento dei loro assistiti: “Non vi era alcun interesse da parte di Al Sisi a rovinare i rapporti con l’Italia”, aveva rivendicato Armellin, legale di Tariq Sabir. Evocando come responsabili del sequestro, al contrario, “gruppi terroristici che operavano in Egitto in quegli anni per ostacolare la politica energetica dell’Italia” e sposando le tesi del regime nordafricano: “Le autorità egiziane hanno sempre negato responsabilità dei loro apparati”, aveva minimizzato. Spingendosi anche a sottolineare come, a suo dire, il ricercatore friulano sarebbe stato “considerato dai venditori ambulanti appartenenti ai Fratelli Musulmani come una spia degli apparati egiziani, una spia della polizia”. Oggi le arringhe delle difese si sono concluse con l’ultimo intervento, quello di Anna Lisa Ticconi, legale dello 007 imputato Sharif, contro il quale l’accusa ha chiesto il carcere a vita. Anche Ticconi ha rivendicato una presunta collaborazione egiziana, seppur “non esaustiva”, per poi definire come “inutilizzabili” i racconti dei testimoni palestinesi ex detenuti o “inattendibili” alcuni dei teste chiave dell’accusa, come Delta e Gamma, ascoltati nel corso del processo in modalità protetta. In particolare, il cittadino egiziano ribattezzato come teste Delta aveva raccontato in Aula – protetto da un paravento – di aver sentito Giulio Regeni “che veniva torturato”, in quello che definì come “il cimitero dei vivi”. Ticconi non ha risparmiato accuse nei confronti del teste, cercando di minarne la credibilità: “Era riuscito ad andare via dal carcere corrompendo, non è il migrante che arriva in Italia con il barcone, attraverso il Sahara. Lui dice di scappare dalle persecuzioni, poi arriva in Italia in aereo, con un documento di un’altra persona. Questa condotta, posta in atto da Delta, integra il reato di immigrazione clandestina in Italia, un reato gravissimo, per come la vedo io il teste Delta doveva stare a Rebibbia“, sono state le parole della legale. In Aula era stato lo stesso Delta a mostrare alla Corte i segni delle torture sul suo corpo, raccontando di essere ancora “terrorizzato” dopo anni di distanza: “Sentivo Giulio quando veniva picchiato: eravamo in stanze vicine. Quando si tratta di torturare le persone questi non fanno differenze, non sono razzisti. Ci hanno legato le mani, picchiato e poi hanno usato l’elettroshock”. Allo stesso modo la legale di Sharif ha cercato di smontare in Aula il racconto del teste Gamma, il libraio kenyota che rivelò in Aula: “Sentii dire dal maggiore Magdi Ibrahim Abdel Sharif: ‘Nel nostro paese abbiamo avuto il caso di un accademico italiano che pensavamo fosse della Cia, ma anche del Mossad. Era un problema perché era popolare fra la gente comune. Finalmente l’abbiamo preso: lo abbiamo fatto a pezzi, lo abbiamo distrutto. Io l’ho colpito”. “Ritengo che il bagaglio probatorio sia privo della forza necessaria per giustificare le condanne contro gli imputati”, ha invece tagliato corto Ticconi, contestando l’impianto accusatorio. La parola passerà ora alla Corte, che emetterà una sentenza attesa da anni dopo l’estate, il 28 settembre: “È stato un percorso interminabile, a ostacoli, in salita. Ma siamo resistenti e quindi arriviamo a sentenza a breve”, ha sottolineato prima dell’ultima udienza la legale di parte civile, Alessandra Ballerini, con accanto i genitori di Giulio, Claudio Regeni e Paola Deffendi. La legale della famiglia ha espresso amarezza dopo le arringhe difensive ascoltate: “Diciamo che è stata per noi una giornata molto dolorosa. È come dire, ovviamente dolore che si aggiunge a dolore. E poi il fatto che giustamente tra le regole processuali non possiamo replicare è un dolore che si condensa dentro di noi”. Ballerini ha anche richiamato il caso di Nessy Guerra, l’italiana fermata nei giorni scorsi in Egitto, manifestando solidarietà e preoccupazione. “Noi abbiamo imparato a conoscere e riconoscere le manovre di regime. Immaginiamo, anche per le tempistiche, che loro pensino in qualche modo di manovrare l’Italia facendo pressioni su questa donna, minacciando questa donna. Noi abbiamo imparato a conoscere loro. Sicuramente invece il regime egiziano non ha imparato a capire come funziona una democrazia. Da noi c’è la separazione dei poteri. Nessuna loro manovra può in qualche modo intaccare”. Se nel corso delle arringhe dei legali degli 007 a Rebibbia non erano poi mancate anche accuse alla stampa, colpevole secondo le difese di aver sposato le “suggestioni” dell’accusa, nell’ultima udienza è stata invece Anna Lisa Ticconi a scagliarsi direttamente contro il Fatto Quotidiano, bollato come “certa stampa“, con una irrituale dichiarazione al termine dell’udienza, di fronte alla Corte: “Questa mattina ho visto un articolo del Fatto Quotidiano. Ho letto l’ennesimo articolo che un giornale ha scritto sugli interventi dei miei colleghi. Sono amareggiata. Sono stati trattati male, come ci trattano male dall’inizio di questa vicenda“. E ancora: “Vorrei dire a certa stampa che nella diffusione dell’informazione c’è un solo limite, quello di non voler ascoltare, di non voler conoscere. Perché dovrebbe capire che la verità sta nel dubbio. È nel dubbio che si può capire quello che è accaduto. E non nell’aderire in modo fideistico a un’impostazione”. L'articolo Processo Regeni, l’avvocata Ballerini: “È stato un percorso a ostacoli. Parole difese? Aggiungono dolore” proviene da Il Fatto Quotidiano.
BBC News
Six people found dead in lift shaft after fire in central Brussels building
The bodies were recovered in a rescue operation that lasted several hours, officials say.
BBC News
German man, 68, charged over alleged serial rapes of drugged women
Prosecutors say he had been charged with raping 14 women, but was suspected of attacking dozens more.
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US risks falling into ‘escalation trap’ if it deploys troops in Iran
Analyst Alex Alfirraz Scheers says the US risks falling into an escalation trap if it launches a ground assault in Iran.
Al Jazeera – Breaking News, World News and Video from Al Jazeera
Trump pivots from 20 percent Strait of Hormuz fee amid Iran war escalation
Donald Trump backs away from fee, says regional countries will instead invest in US in return for transit protection.