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Il Tiangong Ultra migliora il tempo, dopo che il primato di Bolt era già stato battuto
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Raid ucraini in Russia, due morti e un ferito
Colpiti una casa privata e un centro logistico di Wildberries
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Oltre mille persone per la prima cena dei facchini di Santa Rosa
Il ricavato andrà alla Viterbo Colombiana terremotata e all'ambulatorio sociale
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Spin Time, smontate le tende davanti allo stabile e riaperta la strada
Campidoglio, la viabilità in via di Santa Croce in Gerusalemme è stata ripristinata
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Toti a Spinelli: «Ti vengo a trovare prima delle elezioni. Ti chiedo un po’ di robe» Ecco le immagini degli incontri sullo yacht
Le parole del governatore ligure all'imprenditore: «Come al solito, di questi tempi» Spinelli a Signorini: «A 83 anni non mi possono fare niente»Le parole del governatore ligure all'imprenditore: «Come al solito, di questi tempi» Spinelli a Signorini: «A 83 anni non mi possono fare niente»Le parole del governatore ligure all'imprenditore: «Come al solito, di questi tempi» Spinelli a Signorini: «A 83 anni non mi possono fare niente»
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IL SINDACO DI GENOVA Lo sfogo di Bucci: «Gioco al massacro, non ci sto. Chiedo chiarezza, pronto a parlare con i pm»
Il sindaco di Genova: «Le mie parole sui maiali intercettate? Per ogni area nel porto si scatena la rissa. I soldi del ponte Morandi per un favore a Spinelli? È una falsità, quei soldi non c’entrano nulla»Il sindaco di Genova: «Le mie parole sui maiali intercettate? Per ogni area nel porto si scatena la rissa. I soldi del ponte Morandi per un favore a Spinelli? È una falsità, quei soldi non c’entrano nulla»
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Ucciso a 24 anni a colpi di pistola mentre andava a lavorare: giallo in Calabria
Domenico Oppedisano, padre di una bambina di nemmeno un anno, raggiunto da diversi proiettili. Era incensurato. Indagano i carabinieri. L’ipotesi di un regolamento di conti nell’ambito del controllo del legname
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Clima, la sfida dei 6 ragazzini contro l’Europa. Ecco perché la sentenza di domani può fare la storia (e ci sarà anche Greta)
La denuncia alla Corte dei diritti per l’uomo: «Non è stato fatto abbastanza per scongiurare la peggiore minaccia all’umanità». Se vincessero la sentenza avrebbe valore di trattato e obbligherebbe a prendere misure drastiche
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Accise, nuovi mini-sconti in arrivo: ecco per chi saranno. Prorogato il taglio al 5 settembre
Il risveglio non è dei migliori. Con i rincari dei carburanti al galoppo, incuranti dell'andamento dei prezzi internazionali del petrolio che invece scendono giù in picchiata. Un...
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Cosa c'è dietro la missione del capo della Cia a Mosca, il nuovo canale riservato tra Usa e Russia
Un gigantesco aereo militare americano atterra a Mosca, un convoglio di automobili con targa diplomatica corre verso il centro scortato dalla polizia russa, e poche ore dopo lo stesso velivolo...
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Pasquale Iannotta, maestro di ballo in strada a Testaccio: «Se prima eravamo in due, adesso balla tutto il quartiere»
Sui social funziona così: se vedi qualcuno concentrato a fare bene una cosa, non importa cosa, rimani incollato a vedere come va a finire. Anche se conosci già la canzone, un grande...
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Scuola a Roma, personale Ata mancante. Maxi convocazione di precari, oltre duemila
Le assunzioni stabili non sono bastate a riempire tutte le caselle vuote. Così, per correre incontro alle esigenze delle scuole della Capitale, è partita la maxi chiamata dei precari...
Il Sole 24 ORE - Italia
In arrivo nuova ondata di calore sul Centro-Sud, sarà la più violenta dell’estate
Una nuova ondata di calore - la quinta dell’anno - sta per colpire il paese. La fiammata non durerà molto (già nella seconda parte del weekend il quadro potrebbe migliorare)...
Il Sole 24 ORE - Italia
Morto Pietro Rescigno, grande maestro del diritto civile italiano
Il giurista Pietro Rescigno, uno dei grandi maestri del diritto civile italiano, considerato uno dei più autorevoli civilisti del Novecento, autore di una monumentale opera sul diritto privato, è morto...
Il Fatto Quotidiano
Una garanzia non regala una casa: il Mutuo tricolore di Vannacci può trovare i soldi, ma perde contatto con la realtà
Una politica può trovare i soldi e perdere la realtà. Anche una misura interamente coperta può fallire se famiglie, imprese e mercati reagiscono in modo diverso da quello immaginato. La legge scrive il nome del beneficiario; l’economia decide chi incassa davvero. È questo, più ancora dei costi che bisognerà discutere, il test che attendono molte proposte pubbliche del nuovo partito Futuro Nazionale. La Base ideologica e programmatica di Vannacci guarda al decennio 2027-2032 ed è dichiaratamente ancora in costruzione. È legittimo. Ma un programma comincia a diventare governo quando mostra il ponte tra il desiderio e il risultato: chi cambia comportamento, chi guadagna, chi perde, quali promesse possono convivere e quali no. Tra le proposte economiche finora annunciate, il ‘mutuo tricolore’ è forse la più riconoscibile e, per quanto è dato sapere attualmente, una delle più importanti: garanzia dello Stato sulla prima casa, tasso molto agevolato e ulteriore riduzione al crescere dei figli. L’immagine è potente. La prima sorpresa però è che la garanzia pubblica esiste già. Il Fondo Prima Casa, gestito da Consap, copre mutui fino a 250 mila euro e privilegia under 36, giovani coppie, famiglie monogenitoriali e nuclei numerosi. Dall’avvio ha garantito 568mila mutui, per 67,4 miliardi. Il ‘mutuo tricolore’, almeno nella parte annunciata, non inventa dunque la presenza dello Stato: promette di ampliarla e di aggiungervi un tasso legato ai figli. Ma una garanzia non regala una casa. Riduce il rischio della banca e può consentire prestiti che altrimenti non partirebbero; la banca conserva però la decisione sul mutuo. E se il Fondo interviene perché la famiglia non paga, il debito non scompare: lo Stato può rivalersi sul mutuatario. Il tricolore può stare sulla garanzia. L’obbligazione resta sulla famiglia. Qui l’intenzione può rovesciarsi. Un credito più economico aumenta ciò che le famiglie possono offrire; se le case disponibili non aumentano, più denaro insegue gli stessi immobili e una parte dell’aiuto può finire ai venditori. Una ricerca della Banca d’Italia, su città italiane nel periodo 2003-2015, stima che un aumento del 10 per cento dei mutui faccia salire i prezzi dell’1 per cento in media. Nelle città più dense, con poco suolo edificabile e offerta rigida, l’effetto è quasi il doppio. Il tasso scende, il rogito può salire. Non è una condanna preventiva: è il rischio che una politica seria dovrebbe misurare prima di promettere. La stessa inversione attraversa le misure per la famiglia: quoziente familiare, riduzioni fiscali per figlio, vantaggi nei concorsi, pensionamento più favorevole per le madri. Molte intervengono quando i figli ci sono già. Ma la natalità non comincia dal terzo figlio. Comincia prima, quando una coppia guarda un contratto, un affitto, un nido e decide se il futuro è abitabile. Nel 2025 i nati sono scesi a 355 mila e la fecondità a 1,14 figli per donna; nel 2024 il tasso di occupazione femminile era il 57,4 per cento, contro il 76,8 maschile. Un premio dopo la nascita non sostituisce il reddito, il servizio e il tempo che la rendono possibile. Anche piena occupazione, rilocalizzazione industriale e forte riduzione dell’immigrazione devono attraversare l’aritmetica demografica. Altrimenti il processo diventa insostenibile. Nel primo semestre 2026 le imprese hanno giudicato difficile coprire il 44,8 per cento delle assunzioni programmate. L’Istat prevede che la popolazione tra 15 e 64 anni scenda da 37,2 milioni nel 2024 a meno di 30 nel 2050. Si può volere meno immigrazione, certo. Ma bisogna dire quali inattivi saranno messi nelle condizioni di lavorare, quali competenze verranno formate, quali mansioni automatizzate e chi assisterà una popolazione sempre più anziana. I confini non formano infermieri, tecnici e operai specializzati. Il problema non è che Futuro Nazionale non abbia idee. È che un partito che alcune rilevazioni collocano ormai vicino all’8 per cento con oltre due milioni di potenziali votanti non può più abitare la zona protetta degli ideali. Proprio per rispetto di quei potenziali elettori, sarebbe utile disporre di una documentazione più ampia: platee, costi, coperture, tempi, effetti sui prezzi, sul lavoro femminile, sulla domanda di competenze e sui flussi migratori. Non per ridurre la politica a ragioneria, ma per restituirle credibilità. Un programma diventa adulto quando accetta di essere verificato. Il futuro non si governa accumulando desideri. Si governa accettando che ogni scelta ne esclude un’altra, che ogni beneficio ha un prezzo e che la realtà non obbedisce alle formule. Un programma senza rinunce può sedurre. Ma finché non dichiara il costo, gli effetti e i limiti delle proprie promesse, non è ancora una scelta di governo! L'articolo Una garanzia non regala una casa: il Mutuo tricolore di Vannacci può trovare i soldi, ma perde contatto con la realtà proviene da Il Fatto Quotidiano.
Il Fatto Quotidiano
Ranucci: “Il mio sogno sarebbe stato finire in Rai. Lavitola? Dirò tutto ai magistrati, ma se avessi percepito un vero rischio l’avrei denunciato”
“Sono nato in Rai e il mio sogno sarebbe stato quello di finire in Rai, continuando a condurre e soprattutto continuando a far crescere una squadra che ha già delle qualità importanti”. Sigfrido Ranucci, a Cerveteri per il suo spettacolo Diario di un trapezista, parla così del suo futuro mentre in Rai si discute proprio del suo prossimo incarico. Il giornalista non ha nascosto la volontà di rimanere nella tv pubblica e di continuare il lavoro cominciato alla guida di Report: “Non vedo perché bisognerebbe ricorrere a figure esterne che non hanno la memoria del programma”. Durante l’incontro con i giornalisti si è parlato anche del rapporto con Valter Lavitola, con Ranucci che ha spiegato: “Io non sono puro. Sono abituato a guardare le grandi città, le più belle città, dalle grate di un tombino perché faccio questo mestiere. Se potessi andare a cena con Totò Riina, io ci andrei”. E ancora sulla vicenda legata a Lavitola, Ranucci ha scelto invece di rinviare ogni spiegazione agli inquirenti: “Questa roba la spiego agli inquirenti. Per rispetto ai magistrati, quello che ho da dire lo dico ai magistrati”. Poi ha precisato: “Se avessi percepito un rischio vero dalle parole di Lavitola, l’avrei denunciato. Ho sempre denunciato anche cose che riguardavano me”. Intanto il suo futuro è al centro delle discussioni ai vertici di Viale Mazzini. La decisione dovrebbe arrivare nei prossimi giorni: “Non credo che sia questa l’intenzione”, dice rispondendo alla domanda sulla possibilità di una sua permanenza nel programma. Per il giornalista, però, un eventuale spostamento avrebbe un significato preciso: “Un eventuale ridimensionamento o uno spostamento ad altre testate della Rai per me sarebbe un tornare indietro. Vediamo quali sono le offerte che faranno e farò le mie valutazioni, certo non torno indietro dopo la mia storia, lo devo alla mia famiglia e a tutto quello che ha dovuto subire, compresa la bomba sotto casa”, ha spiegato il giornalista. Poi difende il gruppo di lavoro: “La squadra di Report è composta da persone che hanno mostrato la loro lealtà nei pezzi e nelle inchieste. Non è importante la lealtà nei miei confronti, è importante la lealtà nei confronti del pubblico e della trasmissione”. Per Ranucci, quella in corso non sarebbe la prima volta in cui qualcuno tenta di interrompere il suo percorso in Rai. “Non è la prima volta che tentano di mandarmi via”. Poi ricorda alcuni episodi: “Hanno chiesto il mio licenziamento nel 2000 quando ritrovai l’intervista di Borsellino. Hanno tentato di farlo con l’inchiesta su Fallujah nel 2005, poi con la storia dell’Autogrill e adesso ci riprovano”. Nonostante le indiscrezioni sul suo futuro, Ranucci dice di non essere preoccupato. “Non sono preoccupato, sono tranquillissimo perché ho la coscienza a posto. Sono 35 anni che sono in Rai, sono nato come assistente al programma, non ho avuto sponsor politici né di sindacato. Ho fatto il mio percorso grazie alle persone che ho incontrato sulla mia strada, Roberto Morrione e Milena Gabanelli”. Il giornalista mette poi in evidenza i risultati ottenuti nel corso della sua carriera: “Report è la trasmissione più premiata, io sono il giornalista più premiato della storia della Rai”. E aggiunge: “Ho attraversato indenne oltre 240 atti di citazione, querele e mediazioni. Ho tenuto alto l’onore della Rai mettendo a repentaglio la mia vita, quella dei miei cari e anche dei miei inviati”. Sul possibile nuovo incarico, Ranucci risponde con ironia: “Ma meglio di Report cosa c’è? Sanremo?”. Il giornalista ha parlato anche della solidarietà ricevuta nelle ultime settimane: “Personalmente ne ho ricevuta tantissima”. E alla domanda se in Rai si sia sentito isolato ha risposto: “Ho tanti amici clandestini che mi scrivono, hanno paura anche”. Ora la decisione spetta alla Rai. Ranucci, intanto, ribadisce quale sarebbe il suo scenario ideale: rimanere nella tv pubblica, continuare a condurre e far crescere una squadra che considera parte fondamentale del progetto di Report. “Sono nato in Rai e il mio sogno sarebbe stato quello di finire in Rai, continuando a condurre e soprattutto continuando a far crescere una squadra che ha già delle qualità importanti”. L'articolo Ranucci: “Il mio sogno sarebbe stato finire in Rai. Lavitola? Dirò tutto ai magistrati, ma se avessi percepito un vero rischio l’avrei denunciato” proviene da Il Fatto Quotidiano.
BBC News
CIA chief travels to Moscow for unannounced talks, US media reports
Flight tracking data confirms an American military aircraft travelled to Russia from the US via Latvia on Tuesday.
BBC News
Germany's Merz warns attackers will 'pay price' after drone incident
A drone attack on Leipzig Airport highlights the "very real threat" faced by the country, the German chancellor says.
Al Jazeera – Breaking News, World News and Video from Al Jazeera
Dozens killed in rebel attacks on Sudan’s Kordofan, medical group says
Sudan Doctors Network says SPLM-N rebels killed 27 people in South Kordofan, including four children.
Al Jazeera – Breaking News, World News and Video from Al Jazeera
Instagram chief testifies at Meta trial, says few teens used safety feature
Meta is on trial over claims it hooked young users on its platforms despite mental health risks.