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Bosco in fiamme in Spagna, almeno 12 morti
Bilancio provvisorio. Ministro Sanz: 'Tragedia senza precedenti'
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Borsa: Tokyo, apertura in rialzo (+1,07%)
Tecnologia sugli scudi in attesa della stagione delle trimestrali
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Ostiamare, al lavoro per omologare lo stadio comunale di Ostia
Gualtieri, investimento importante. Onorato, la squadra di De Rossi giocherà in casa
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Roma, impianti fotovoltaici e di climatizzazione per oltre mille scuole
L'assemblea approva la delibera 'scuole verdi'. Segnalini, si avvia il programma
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Toti a Spinelli: «Ti vengo a trovare prima delle elezioni. Ti chiedo un po’ di robe» Ecco le immagini degli incontri sullo yacht
Le parole del governatore ligure all'imprenditore: «Come al solito, di questi tempi» Spinelli a Signorini: «A 83 anni non mi possono fare niente»Le parole del governatore ligure all'imprenditore: «Come al solito, di questi tempi» Spinelli a Signorini: «A 83 anni non mi possono fare niente»Le parole del governatore ligure all'imprenditore: «Come al solito, di questi tempi» Spinelli a Signorini: «A 83 anni non mi possono fare niente»
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IL SINDACO DI GENOVA Lo sfogo di Bucci: «Gioco al massacro, non ci sto. Chiedo chiarezza, pronto a parlare con i pm»
Il sindaco di Genova: «Le mie parole sui maiali intercettate? Per ogni area nel porto si scatena la rissa. I soldi del ponte Morandi per un favore a Spinelli? È una falsità, quei soldi non c’entrano nulla»Il sindaco di Genova: «Le mie parole sui maiali intercettate? Per ogni area nel porto si scatena la rissa. I soldi del ponte Morandi per un favore a Spinelli? È una falsità, quei soldi non c’entrano nulla»
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Ucciso a 24 anni a colpi di pistola mentre andava a lavorare: giallo in Calabria
Domenico Oppedisano, padre di una bambina di nemmeno un anno, raggiunto da diversi proiettili. Era incensurato. Indagano i carabinieri. L’ipotesi di un regolamento di conti nell’ambito del controllo del legname
Corriere.it - Cronache
Clima, la sfida dei 6 ragazzini contro l’Europa. Ecco perché la sentenza di domani può fare la storia (e ci sarà anche Greta)
La denuncia alla Corte dei diritti per l’uomo: «Non è stato fatto abbastanza per scongiurare la peggiore minaccia all’umanità». Se vincessero la sentenza avrebbe valore di trattato e obbligherebbe a prendere misure drastiche
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Iran, l?errore strategico di uccidere l?Ayatollah. E ora il regime è ancora più agguerrito
Siamo ormai nel dopo-Khamenei: l'approccio del regime iraniano è diverso rispetto a prima della guerra. Lo si vede nell'espansione degli obiettivi strategici e nell'audacia con...
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I prezzi del petrolio ignorano l?escalation, ma i carburanti rimangono in zona rossa
Smaltita la sbornia di opzioni e derivati (è bastato un giorno), i prezzi del petrolio sono tornati a scendere (con il Brent a 75 dollari al barile e il Wti a quota 71 dollari). Anche se...
ilmessaggero.it - roma
San Lorenzo, presi a calci e accoltellati dal branco. «La lite per una sigaretta»
Aveva appena finito il turno di lavoro al ristorante, doveva raggiungere l?amico che lo aspettava davanti al cinema Tibur, accanto a piazza dell?Immacolata, nel cuore della movida di...
ilmessaggero.it - roma
Roma, dilagano i tuffi proibiti nelle fontane: quest?anno multe quasi raddoppiate
I "nuovi barbari", i turisti irrispettosi dei monumenti di Roma, hanno colpito ancora: l'ultimo gruppo che ha violato una delle fontane storiche della Capitale è stato...
Il Sole 24 ORE - Italia
Gramegna (Mes): «Con ripresa tensioni in Iran possibile inflazione al 5%»
«Qualora entrambi i rischi della ripresa delle tensioni in Medio Oriente e di una potenziale forte rivalutazione degli asset statunitensi si concretizzassero, l’area euro registrerebbe una crescita più debole e...
Il Sole 24 ORE - Italia
Brt, la procura indaga per incendio doloso
Tutte le ipotesi al vaglio degli inquirenti. La ricerca del pacco da dove potrebbe essere partito il rogo
Il Fatto Quotidiano
Come il commissario Macchi ha risolto il caso dei quattro dipinti rubati
Se siete come me, e ve lo auguro, anche a voi piace leggere in vacanza, nel frastuono di una spiaggia romagnola o nel silenzio edenico delle Dolomiti. Io leggo gialli. In questo momento siete in vacanza? Allora buon divertimento con il commissario Macchi. 18) Il caso dei dipinti rubati. Dopo un decennio, le controversie legali sull’eredità della marchesa Cavalcanti erano finalmente terminate: vedova e senza figli, il suo ingente patrimonio stava per essere distribuito fra 23 litigiosi cugini di secondo grado quando quattro dipinti antichi di valore inestimabile furono rubati dalla sua collezione. Ma, appena due settimane dopo, una telefonata anonima conduceva l’amministratore del trust Cavalcanti, Scevola Minghetti, una persona silenziosa coi pomelli rossi come una bambola e un pomo d’Adamo appuntito, in una fattoria abbandonata nelle campagne di Monza, una cittadina sempre affollata di turisti cinesi manco fosse Ortisei: ci trovò, imballati e incassati con cura, i quattro dipinti. Minghetti telefonò al suo vecchio amico, il commissario Macchi, perché lo aiutasse a capire cosa cosa diavolo stesse succedendo. “Questa è opera di professionisti” disse l’agente scelto Mongiusti con una frase rubata a CSI, la sua serie preferita, appena arrivò sul posto col commissario e col collega Cascella. “E meno male!” esclamò Minghetti. “Sono nudi dipinti da Botticelli, Tiziano e Ghirlandaio. E quel giardino dell’Eden con Adamo ed Eva è attribuito al Verrocchio. Non riesco a credere che li abbiamo ritrovati. Sarebbe stata una perdita irreparabile”. Il suo sollievo si mutò in stupore quando Macchi li esaminò con una lente d’ingrandimento: “Qualcuno, con molta perizia, ha dipinto un teschio nell’ombelico di ogni nudo”. Minghetti sbiancò e dovette sedersi. Mongiusti gli allungò una fiaschetta contenente un cordiale di sua fabbricazione, una bevanda nauseabonda che non poteva essere sorseggiata senza un brivido violento, affidabile anche come insetticida. Macchi intanto aveva passato la lente a Cascella, che era un pittore della domenica e di certe cose se ne intendeva. “I teschi sono stati disegnati con inchiostro di china. Un Rapidograph, direi”, sentenziò Cascella. “Un restauratore non avrà difficoltà a rimuoverli”. Sulle gote di Minghetti tornò il colore, ma il poveretto continuava a non capacitarsi: “Vandalismo? Uno scherzo goliardico come quello delle finte teste di Modigliani? I ragazzi imparano presto il piacere speciale che deriva dal perculare le persone: esseri del tutto privi di potere, già alle medie inferiori ne ricavano un’illusione di dominio”. “No, credo di sapere il vero movente”, disse il commissario Macchi. “Anch’io, commissario!” esultò Cascella. “Allora spiegalo a Mongiusti, che mi sembra in difficoltà”, rise Macchi. Mongiusti abbassò gli occhi, mortificato. “Non è il caso di abbattersi, Mongiusti. Pensa a tutte le cose belle della vita”. “Ad esempio?” “Bè, non devi far altro che guardare dalla finestra”. C’erano distese e distese di capannoni anonimi della periferia industriale di Monza. “Come non detto. Chiama i Carabinieri della Tutela Patrimonio Culturale: sono certo che confermeranno la mia conclusione”. Cosa spiegò Cascella a Mongiusti? A quale conclusione era giunto il commissario Macchi? La soluzione è qua sotto. Soluzione. Il caso dei dipinti rubati. “Il furto dei quattro dipinti serviva a depistare gli investigatori dal furto vero, quello dell’opera attribuita al Verrocchio”, spiegò Macchi in centrale. “I pittori del Rinascimento dipingevano Adamo ed Eva senza ombelichi. Chi ha realizzato il falso ha dovuto dipingerli con gli ombelichi per far funzionare il depistaggio”. “E quindi chi ha commissionato il furto e il depistaggio?” domandò Mongiusti con le mani sui fianchi e la testa da una parte. “Molto probabilmente uno dei 23 litigiosi cugini di secondo grado”, rispose Macchi rompendo il cellophane di un altro pacchetto di Marlboro. “Ma ci penseranno i carabinieri”. La sera stessa Macchi tornava a esibirsi allo Zelig: “Sono un collezionista. Un collezionista particolare. Colleziono malati. Li tengo negli ospedali di tutto il mondo. Sono le mie gallerie d’arte. Vi piacerebbe visitarle? L’ingresso è gratis! Ma se vi chiedono spiegazioni, non fate il mio nome: chi vi conosce?” L'articolo Come il commissario Macchi ha risolto il caso dei quattro dipinti rubati proviene da Il Fatto Quotidiano.
Il Fatto Quotidiano
Vittorio Occorsio, in memoria di un magistrato ucciso dai neofascisti
La figura di Vittorio Occorsio parla ancora all’oggi soprattutto per la sua ferma lotta contro il neofascismo. Nato a Roma il 9 aprile del 1929, studi classici, in magistratura dal 1955, Occorsio venne trucidato il 10 luglio del 1976 da Pierluigi Concutelli, capo militare di Ordine Nuovo, il gruppo terrorista fondato da Pino Rauti. L’agguato lo colpì mentre era in macchina dentro la quale vennero gettati nove volantini di rivendicazione. I neofascisti lo freddarono perché Occorsio aveva capito la loro alleanza con la massoneria e le trame che stavano aggredendo la democrazia italiana attraverso tre grandi inchieste. Entrò nei meandri della strage di Piazza Fontana – era alla Procura della Capitale quando esplosero, contemporaneamente a quella di Milano, una bomba all’Altare della Patria e una alla Banca Nazionale del Lavoro – subendo il depistaggio dell’Ufficio Affari riservati; poi affrontò il ‘Piano Solo’ e lo scandalo Sifar: da coordinatore della Sezione reati a mezzo stampa si occupò della querela del generale De Lorenzo, capo del Sifar, contro il direttore de L’Espresso Eugenio Scalfari che aveva pubblicato nel maggio ’67 una inchiesta firmata da Lino Jannuzzi sul tentativo di colpo di Stato risalente a tre anni prima e coordinato da De Lorenzo. Occorsio svolse una ineccepibile istruttoria e si convinse che i due giornalisti avevano ragione, chiedendo egli stesso – l’iniziale accusatore (virtù della nostra giustizia secondo la Costituzione) – l’assoluzione e incriminando De Lorenzo; poi il Tribunale condannò i giornalisti e solo anni dopo vennero fuori le liste degli ‘enucleanti’, oltre 700 persone da arrestare subito dopo il blitz golpista, suggestive le pagine del Memoriale di Aldo Moro sul caso Sifar e sui tentativi, riusciti, di condizionare il suo centro-sinistra. Infine, l’ultima fondamentale e illuminata inchiesta di Vittorio Occorsio sulla P2 e le logge massoniche e quella mortale su Ordine nuovo, avviata nel 1971 per ricostituzione del partito fascista e che nel novembre del 1973 fu la base per lo scioglimento di Ordine nuovo, nonostante non fosse una sentenza definitiva: “non fu un atto dovuto”, disse infatti l’allora ministro dell’interno Paolo Emilio Taviani sottolineando la volontà politica che portò allo scioglimento del gruppo terrorista. Taviani, il ‘padre’ della Gladio italiana, antifascista, uomo fondamentale della resistenza ligure (lo racconta un bel documentario dal titolo “La Resistenza è un valore irrinunciabile” di Pietro De Gennaro e Pino Galeotti realizzato da Rai Storia per Rai Educational) ebbe un ruolo cruciale nel respingere l’allora teoria degli opposti estremismi e fu tra i più consapevoli della pericolosità dei gruppi neofascisti che avevano infestato il ministero dell’Interno, come scrisse nelle sue memorie: perciò portò in Consiglio dei ministri la proposta di scioglimento di Ordine nuovo, nel timore espresso da Mariano Rumor e Aldo Moro che fosse controproducente. Quella sera, raccontò egli stesso, Taviani uscì letteralmente di corsa da Palazzo Chigi per recarsi nel suo ufficio al Viminale e diramare l’ordine di arresto per i capi e militanti ordinovisti, temendo fughe di notizie che in effetti ci furono, come mandarono a dire dalla loro latitanza due capi come Clemente Graziani e Elio Massagrande attraverso un articolo di Panorama: pensava di fregarci ma noi avevamo talpe ovunque. Vittorio Occorsio fu determinante nel raccogliere gli elementi di accusa contro il neofascismo, intuendo anche l’alleanza criminale con le organizzazioni massoniche piduiste che tanta parte ebbero poi negli eventi destabilizzanti degli anni successivi. La sua vita e la sua morte si dispiegano dentro il cuore di un pezzo della storia criminale in Italia: la Repubblica democratica deve molto a persone integre come lui e come fu il suo successore Mario Amato, il magistrato che ne raccolse il testimone capendo il ruolo complessivo del neofascismo nel nostro paese, trucidato il 23 giugno del 1980 mentre aspettava l’autobus dai Nar di Valerio Giusva Fioravanti (i killer furono Gilberto Cavallini e Luigi Ciavardini, gli stragisti, insieme a Fioravanti, Francesca Mambro e Paolo Bellini, della Stazione di Bologna). PS. Nel recente Quel che resta del buio. Vittorio Occorsio nel cuore della Repubblica il saggista Daniele Piccione ripercorre l’impegno del giudice contro eversione e logge massoniche. Edito da Mimesis Edizioni, il libro ricostruisce la storia del magistrato nella sua lotta contro i poteri occulti. L'articolo Vittorio Occorsio, in memoria di un magistrato ucciso dai neofascisti proviene da Il Fatto Quotidiano.
BBC News
Ukrainian agent accused of murdering Monaco bomb suspect changes story
Two men with links to Ukraine's security services are accused of killing Anastasiia Berezovska and dumping her body in woods.
BBC News
Ukraine strikes Russian ships near Crimea, escalating attacks on fuel supplies
The attacks appear to be the latest phase of Ukraine's bid to choke off supplies and routes into and out of occupied Crimea.
Al Jazeera – Breaking News, World News and Video from Al Jazeera
Zelenskyy urges urgent efforts in Ukraine to start Patriot production
US President Donald Trump gave his blessing earlier this week to domestic Ukrainian production of the missiles.
Al Jazeera – Breaking News, World News and Video from Al Jazeera
Iran says strikes hit southern areas, but US denies it carried attacks
Iranian state media reported that military headquarters were hit by strikes in Bushehr province and the city of Konarak.