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Roma, impianti fotovoltaici e di climatizzazione per oltre mille scuole
L'assemblea approva la delibera 'scuole verdi'. Segnalini, si avvia il programma
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Toti a Spinelli: «Ti vengo a trovare prima delle elezioni. Ti chiedo un po’ di robe» Ecco le immagini degli incontri sullo yacht
Le parole del governatore ligure all'imprenditore: «Come al solito, di questi tempi» Spinelli a Signorini: «A 83 anni non mi possono fare niente»Le parole del governatore ligure all'imprenditore: «Come al solito, di questi tempi» Spinelli a Signorini: «A 83 anni non mi possono fare niente»Le parole del governatore ligure all'imprenditore: «Come al solito, di questi tempi» Spinelli a Signorini: «A 83 anni non mi possono fare niente»
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IL SINDACO DI GENOVA Lo sfogo di Bucci: «Gioco al massacro, non ci sto. Chiedo chiarezza, pronto a parlare con i pm»
Il sindaco di Genova: «Le mie parole sui maiali intercettate? Per ogni area nel porto si scatena la rissa. I soldi del ponte Morandi per un favore a Spinelli? È una falsità, quei soldi non c’entrano nulla»Il sindaco di Genova: «Le mie parole sui maiali intercettate? Per ogni area nel porto si scatena la rissa. I soldi del ponte Morandi per un favore a Spinelli? È una falsità, quei soldi non c’entrano nulla»
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Ucciso a 24 anni a colpi di pistola mentre andava a lavorare: giallo in Calabria
Domenico Oppedisano, padre di una bambina di nemmeno un anno, raggiunto da diversi proiettili. Era incensurato. Indagano i carabinieri. L’ipotesi di un regolamento di conti nell’ambito del controllo del legname
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Clima, la sfida dei 6 ragazzini contro l’Europa. Ecco perché la sentenza di domani può fare la storia (e ci sarà anche Greta)
La denuncia alla Corte dei diritti per l’uomo: «Non è stato fatto abbastanza per scongiurare la peggiore minaccia all’umanità». Se vincessero la sentenza avrebbe valore di trattato e obbligherebbe a prendere misure drastiche
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Iran, l?errore strategico di uccidere l?Ayatollah. E ora il regime è ancora più agguerrito
Siamo ormai nel dopo-Khamenei: l'approccio del regime iraniano è diverso rispetto a prima della guerra. Lo si vede nell'espansione degli obiettivi strategici e nell'audacia con...
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I prezzi del petrolio ignorano l?escalation, ma i carburanti rimangono in zona rossa
Smaltita la sbornia di opzioni e derivati (è bastato un giorno), i prezzi del petrolio sono tornati a scendere (con il Brent a 75 dollari al barile e il Wti a quota 71 dollari). Anche se...
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Infezione dopo l'intervento a Roma, il chirurgo Paolo Signorini rischia due anni: operazione al seno «senza autorizzazione»
Ha effettuato un intervento di lipofilling al seno su una paziente nel suo studio privato, «del tutto inidoneo e privo di qualsivoglia autorizzazione», secondo l'accusa. Per questo...
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San Lorenzo, presi a calci e accoltellati dal branco. «La lite per una sigaretta»
Aveva appena finito il turno di lavoro al ristorante, doveva raggiungere l?amico che lo aspettava davanti al cinema Tibur, accanto a piazza dell?Immacolata, nel cuore della movida di...
Il Sole 24 ORE - Italia
Pd: alle imprese rimborso fino all’80% delle spese per migliorare la sicurezza sul lavoro
Istituire un Fondo nazionale da 500 milioni di euro l’anno per il triennio 2027-2029 per sostenere le imprese che investono in formazione, prevenzione, dispositivi di protezione, innovazione tecnologica e sicurezza...
Il Sole 24 ORE - Italia
Gramegna (Mes): «Con ripresa tensioni in Iran possibile inflazione al 5%»
«Qualora entrambi i rischi della ripresa delle tensioni in Medio Oriente e di una potenziale forte rivalutazione degli asset statunitensi si concretizzassero, l’area euro registrerebbe una crescita più debole e...
Il Fatto Quotidiano
Chi è Arthur Fery, il britannico che da wild card sogna la finale a Wimbledon: il padre presidente nel calcio, la mamma tennista e la casa accanto all’All England Club
La favola di Wimbledon cresciuto a cinque minuti da Wimbledon. A Londra da alcuni giorni tutti parlano di Arthur Fery, numero 114 del mondo ancora per pochi giorni (è virtualmente n. 36 del ranking), semifinalista ai Championships dopo una cavalcata incredibile, che partita dopo partita si è trasformata in una sorta di missione personale. Prima di questo Wimbledon aveva vinto solo quattro partite su erba a livello Atp. Tra lui e il sogno della finale c’è adesso Alexander Zverev, fresco vincitore del Roland Garros e numero 3 della classifica mondiale. Ostacolo troppo grande da superare? Sì, forse. Ma chi è Arthur Fery? Alto 175 centimetri, Fery ha nella risposta e nella mobilità le sue armi principali. Solido sia con il diritto che con il rovescio, mentre il servizio è preciso nonostante l’altezza. La capacità di variare altezze e direzioni è ottima. Il tutto associato a una notevole personalità. Quella che permette di ricevere una wild card per poi arrivare al penultimo atto del torneo più importante del mondo, estromettendo Grigor Dimitrov e Flavio Cobolli sul Centre Court e ricalcando il cammino di Goran Ivanišević nel 2001. Solo che il croato aveva alle spalle tre finali a Wimbledon; Fery nemmeno un titolo Atp. Eppure qualcuno aveva già notato qualcosa. Taylor Fritz aveva avuto a che fare con il britannico prima delle Atp Finals del 2024: “Mi sono allenato con lui. Stavo giocando bene, la settimana successiva sarei arrivato in finale a Torino. Lui però mi batteva praticamente ogni giorno. Non mi sorprende che stia ottenendo risultati”. Il legame con Wimbledon è fortissimo, ma non è qui che nasce Arthur Fery. La data è il 12 luglio 2002 e la località è Sevres, in Francia. A solo tre chilometri c’è il Roland Garros. Possiede quindi anche la cittadinanza francese, la stessa dei genitori. Papà Loic è un uomo d’affari molto conosciuto. È il presidente del Lorient, squadra di calcio che milita in Ligue 1. Mamma Olivia (Gravereaux) invece è un’ex tennista, che nel 1991 disputò il torneo di doppio al Roland Garros, toccando in singolare al massimo la posizione 225. Pochi mesi dopo la sua nascita la famiglia decide di trasferirsi in Inghilterra, per poi avvicinarsi all’All England Club quando Arthur ha due anni. La passione per la racchetta scoppia a cinque anni, ma è a dodici che il tennis inizia ad avere un peso importante. Wimbledon è il centro del suo mondo. Qui c’è la sua casa, la sua passione e il prestigioso Kings College School, che frequenta. Studia anche all’Università di Stanford in California, dove, oltre a studiare, gioca nelle competizioni universitarie statunitensi di tennis. Da juniores non brilla molto in singolare, ma l’esperienza californiana si rivela preziosa. È lì che Fery inizia il suo lento percorso verso il professionismo. Alle Atp Finals 2020 fa da sparring partner a Novak Djokovic e Stefanos Tsitsipas, mentre nel 2021 arriva il primo momento di svolta: riceve una wild card per le qualificazioni di Wimbledon. Sorprendendo tutti, sfiora il tabellone principale, sconfitto al turno decisivo da Tallon Griekspoor. Un exploit a cui non segue la crescita attesa. Gli anni passano ma Fery non riesce a compiere il definitivo salto di qualità. Nel circuito ITF le soddisfazioni non mancano ma il grande tennis appare lontano, quasi irraggiungibile. Solo l’amato Wimbledon gli concede delle chance. Sia nel 2023 che nel 2024 Fery ottiene la wild card per giocare nel main draw, ma entrambe le volte viene subito eliminato, prima da Daniil Medvedev e poi da Daniel Altmaier. Poi arriva il 2025 e tutto comincia a prendere una piega diversa. Fery vince il titolo Challenger di Barranquilla, esordisce con la squadra britannica di Coppa Davis, debutta in un match Atp e soprattutto ottiene la prima vittoria a livello Slam. E il posto non poteva che essere Wimbledon: 6-4 6-1 4-6 6-4 al numero 20 del mondo Alexei Popyrin. Risultati che gli hanno consentito di iniziare questa stagione poco distante dalla top 200. Fery si ripete anche all’Australian Open 2026. Passa le qualificazioni e vince in tre set, anche a Melbourne, contro Cobolli. Lo stesso avversario che ora lo ha messo definitivamente al centro del mondo tennistico britannico. Impensabile solo due settimane fa. L'articolo Chi è Arthur Fery, il britannico che da wild card sogna la finale a Wimbledon: il padre presidente nel calcio, la mamma tennista e la casa accanto all’All England Club proviene da Il Fatto Quotidiano.
Il Fatto Quotidiano
Riforma Bernini sul reclutamento universitario, avanzo una proposta radicale: abolire i concorsi
La riforma del reclutamento universitario della ministra Anna Maria Bernini va discussa senza pregiudizi. Bernini conosce l’università non solo come esponente politico, ma anche come docente dell’Università di Bologna, e ha individuato alcuni nodi reali del reclutamento accademico. La riforma abolisce l’Abilitazione Scientifica Nazionale, attribuisce maggiore responsabilità agli atenei, mantiene commissioni con una forte componente esterna, introduce una prova didattica nei concorsi per l’accesso alla docenza e prevede una valutazione dei neoassunti da parte dell’Anvur dopo tre anni. L’obiettivo dichiarato è ridurre la burocrazia, responsabilizzare le università e contrastare il localismo. Entrato all’università come studente nel 1971, ne sono uscito nel 2021 come prof. ordinario, per rientrarvi nel 2025 come prof. emerito: più di cinquant’anni di vita accademica. Ho visto susseguirsi innumerevoli riforme, tutte accomunate dall’obiettivo di migliorare il sistema. Se l’università continua a essere riformata, ovviamente i risultati non hanno soddisfatto le aspettative. Però… se i nostri laureati trovano facilmente lavoro all’estero, significa che la loro preparazione è adeguata. Se molti dei migliori se ne vanno, significa invece che il sistema Paese non è capace di valorizzare il capitale umano che forma. Questo, per me, resta il problema numero uno, e la riforma non lo affronta, affrontando il problema numero due: il localismo. I professori italiani troppo spesso nascono, si laureano e fanno carriera nella stessa città. Il mio caso è anomalo: nato e laureato a Genova, ho trascorso la maggior parte della mia carriera a Lecce, per poi trasferirmi alla Federico II di Napoli. Ho lavorato a lungo in centri di ricerca che spaziano dalla California alla Papuasia, coordinato progetti nazionali e internazionali, partecipato a moltissime commissioni di concorso, compresa quella dell’Abilitazione Scientifica Nazionale, e ho fatto parte del primo Gruppo di Esperti di Valutazione della neonata Anvur. Conosco dall’interno questo sistema e la sua storia. E conosco molte realtà universitarie non italiane. Riconosco alla riforma Bernini il merito di semplificare il reclutamento abolendo l’ASN e restituendo agli atenei una maggiore responsabilità. Apprezzo anche il ritorno della prova didattica: sostenni il mio primo concorso da professore associato con una lezione pubblica e la discussione dei titoli. Fu un’ottima esperienza. Proprio questa lunga esperienza mi porta però a una conclusione diversa, e la sparo grossa: io abolirei del tutto i concorsi. Ogni università dovrebbe poter scegliere, in piena autonomia, chi chiamare a far parte del proprio corpo docente, assumendosene completamente la responsabilità. La riforma introduce una valutazione dei neoassunti dopo tre anni. L’idea di verificare il lavoro svolto dopo alcuni anni non è nuova. Anch’io, come tutti i professori della mia generazione, sono stato “straordinario” per tre anni prima di diventare ordinario, e lo stesso valeva per ricercatori e associati. La vera novità non dovrebbe essere la valutazione del singolo docente, ma la valutazione dell’istituzione che lo ha scelto: l’università deve rispondere della qualità del proprio reclutamento. Mi lamentai con la ministra Giannini che le risorse premiali assegnate agli atenei sulla base della valutazione della ricerca non sempre venissero redistribuite internamente secondo il merito. Mi rispose che l’autonomia universitaria impediva al ministero di interferire, ma che chi avesse fatto scelte sbagliate ne avrebbe pagato le conseguenze. Il suo ministero istituì i Dipartimenti di Eccellenza. Non si valuta il singolo professore, ma la capacità di un dipartimento di costruire nel tempo un corpo docente competitivo. I dipartimenti migliori ricevono finanziamenti aggiuntivi, e il numero di Dipartimenti di Eccellenza costituisce uno dei principali indicatori della qualità scientifica complessiva di un ateneo. La graduatoria è poco pubblicizzata. Le università dovrebbero essere giudicate per la qualità delle persone che reclutano: se scelgono mediocri, devono perdere reputazione, finanziamenti e capacità di attrarre studenti. Se scelgono bene, devono essere premiate. Negli Stati Uniti le università migliori si contendono i docenti migliori. Una mia amica, allora professore associato a Stanford, ricevette un’offerta da un’altra università che comprendeva, altre alla promozione ad ordinario, anche un posto per il marito, professore in Italia. Stanford, per farla restare, la promosse a ordinario e assunse anche il marito, dopo averne verificato direttamente il valore scientifico. Non fecero un concorso. Difesero un patrimonio, e lo arricchirono. Noi continuiamo a perfezionare le procedure. Le commissioni continueranno ad essere preoccupate di redigere verbali inattaccabili per evitare ricorsi. Temo che, anche dopo questa riforma, il dibattito continuerà a concentrarsi sui meccanismi concorsuali, mentre dovremmo giudicare le università dai risultati delle loro scelte. La responsabilità non sta nei verbali. Sta nella qualità del corpo docente che un’università riesce a costruire nel tempo, e non dovrebbe delegare le sue scelte ad un gruppo di professori di altre Università, dovendo pagare le conseguenze di loro scelte errate. 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BBC News
Ukrainian agent accused of murdering Monaco bomb suspect changes story
Two men with links to Ukraine's security services are accused of killing Anastasiia Berezovska and dumping her body in woods.
BBC News
Ukraine strikes Russian ships near Crimea, escalating attacks on fuel supplies
The attacks appear to be the latest phase of Ukraine's bid to choke off supplies and routes into and out of occupied Crimea.
Al Jazeera – Breaking News, World News and Video from Al Jazeera
Tense standoff at an anti-migrant protest in a South African town
Locals at an anti-migrant protest wielded sticks in an attempt to evict suspected undocumented residents of Alexandra.
Al Jazeera – Breaking News, World News and Video from Al Jazeera
Venezuela’s turn to Israel is about survival, not conviction
Delcy Rodriguez is courting Israel only to secure Washington’s support and undercut her main rival.