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Ok dal Parlamento turco a legge storica per un'amnistia limitata ai militanti Pkk
Il testo non specifica quale sarà il destino del leader Ocalan, che si trova in carcere
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Shakira, 'il mio cuore è con tutti coloro che hanno sentito il terremoto'
'In questi momenti noi colombiani sappiamo come unirci e sostenerci a vicenda'
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Gip, 'da Lavitola attentato per accrescere popolarità di Ranucci'
L'arrestato voleva "accelerare i suoi progetti in ambito politico"
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Spin Time, 120 persone ospitate in alloggi, alcuni rifiutano 'troppo lontani'
Gli attivisti, 'tre strutture sono fuori dal Raccordo. Circa 150 ancora in strada'
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Toti a Spinelli: «Ti vengo a trovare prima delle elezioni. Ti chiedo un po’ di robe» Ecco le immagini degli incontri sullo yacht
Le parole del governatore ligure all'imprenditore: «Come al solito, di questi tempi» Spinelli a Signorini: «A 83 anni non mi possono fare niente»Le parole del governatore ligure all'imprenditore: «Come al solito, di questi tempi» Spinelli a Signorini: «A 83 anni non mi possono fare niente»Le parole del governatore ligure all'imprenditore: «Come al solito, di questi tempi» Spinelli a Signorini: «A 83 anni non mi possono fare niente»
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IL SINDACO DI GENOVA Lo sfogo di Bucci: «Gioco al massacro, non ci sto. Chiedo chiarezza, pronto a parlare con i pm»
Il sindaco di Genova: «Le mie parole sui maiali intercettate? Per ogni area nel porto si scatena la rissa. I soldi del ponte Morandi per un favore a Spinelli? È una falsità, quei soldi non c’entrano nulla»Il sindaco di Genova: «Le mie parole sui maiali intercettate? Per ogni area nel porto si scatena la rissa. I soldi del ponte Morandi per un favore a Spinelli? È una falsità, quei soldi non c’entrano nulla»
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Ucciso a 24 anni a colpi di pistola mentre andava a lavorare: giallo in Calabria
Domenico Oppedisano, padre di una bambina di nemmeno un anno, raggiunto da diversi proiettili. Era incensurato. Indagano i carabinieri. L’ipotesi di un regolamento di conti nell’ambito del controllo del legname
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Clima, la sfida dei 6 ragazzini contro l’Europa. Ecco perché la sentenza di domani può fare la storia (e ci sarà anche Greta)
La denuncia alla Corte dei diritti per l’uomo: «Non è stato fatto abbastanza per scongiurare la peggiore minaccia all’umanità». Se vincessero la sentenza avrebbe valore di trattato e obbligherebbe a prendere misure drastiche
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Ceuta, l'allerta degli 007 italiani: moto d'acqua e settemila euro, così i migranti vanno in Spagna
ROMA Un «ponte marittimo clandestino». Barchini e gommoni agili che sfuggono ai controlli della polizia e attraversano lo Stretto di Gibilterra «in meno di un?ora»,...
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Lavitola, la bomba a Ranucci per lanciarlo in politica: arrestato l'imprenditore. Il Gip: «È il mandante, tra loro nessun accordo»
«Sarò arrestato per qualche anno, è molto facile. Sono sicuri che io ho messo questa bomba per questo mio amico. La loro idea è che io l'ho fatto per aiutarlo e non...
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San Lorenzo, alcol e maxi-rissa tra bande di giovanissimi: i residenti svegliati dalla violenza e dalle «urla in strada»
Alcol, musica a tutto volume e risse tra giovanissimi: dopo Trastevere, scatta (l'ennesimo) allarme per malamovida anche a San Lorenzo. Ieri, poco dopo le quattro del mattino, lungo via degli...
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Stadio Lazio, conferenza dei servizi chiusa: per il Flaminio il nodo dei vincoli, sotto la lente i parcheggi e la mobilità
La conferenza di servizi preliminare sul progetto presentato dalla Lazio per la rinfunzionalizzazione dello stadio Flaminio è finita. Formalmente, la chiusura era prevista per il...
Il Sole 24 ORE - Italia
Migranti, perché la Germania ha riaperto il caso dublinanti con l’Italia
La crisi di Ceuta sembra aver riaperto il vaso di Pandora sul dossier dell’immigrazione che per qualche tempo in Europa era rimasto sottotraccia. E per l’Italia la partita...
Il Sole 24 ORE - Italia
Bonus nuovi nati, per le domande c’è tempo fino a mercoledì 12 agosto
Per i bambini nati o adottati tra il 1° gennaio 2026 e il 14 aprile c’è tempo fino a mercoledì 12 agosto, per richiedere all’Inps il bonus nuovi...
Il Fatto Quotidiano
Il Pnrr si giudica soprattutto dal giorno dopo: quanti investimenti diventeranno veri servizi?
Il Pnrr non si giudica solo dal numero dei cantieri chiusi. Si giudica il giorno dopo: quando un edificio deve diventare servizio, un posto letto deve diventare diritto allo studio, una Casa della comunità deve diventare cura reale. Il futuro non vive nel taglio del nastro. Vive nella manutenzione, nel personale, nei bilanci ordinari, nella capacità di far funzionare ogni mattina ciò che si è costruito una volta. La cifra era enorme: 194,4 miliardi di Pnrr dopo la riprogrammazione, più 30,6 miliardi del Piano nazionale complementare. Il solo Pnrr vale circa l’8,6 per cento del Pil 2025; con il Piano complementare si arriva a circa un decimo della ricchezza prodotta in un anno dal Paese. Una massa così grande non poteva essere trattata come una corsa alla spesa. Doveva diventare una scelta di architettura: quali infrastrutture, quali servizi, quale capacità pubblica lasciare all’Italia dopo il 2026. Il vizio originario è stato il tempo. Il dispositivo europeo ha imposto una disciplina necessaria: traguardi, obiettivi, scadenze, pagamenti legati al risultato. Tutto doveva chiudersi entro il 31 agosto 2026, con pagamenti finali entro dicembre. Senza questo vincolo, in Italia molte cose non sarebbero mai partite. Ma un Paese non si trasforma con il cronometro in mano. Cinque anni sono il tempo dell’emergenza; dieci anni sarebbero stati il tempo della costruzione. Le infrastrutture vere hanno bisogno di cantieri, certo. Ma anche di personale, manutenzione, gestione, utenti, competenze, responsabilità. È qui che il Pnrr mostra il suo limite più profondo. Troppo spesso la domanda è stata: come arriviamo al target? Troppo poco: quale capacità permanente stiamo costruendo? La rendicontazione europea vede se una promessa formale è stata rispettata. I cittadini misureranno se quella promessa diventa servizio. Il caso degli alloggi universitari mostra la differenza tra contare letti e costruire diritti. L’obiettivo originario era creare 60mila nuovi posti, portando l’offerta da circa 40mila a oltre 100mila; dopo la revisione del Pnrr, il target entro giugno 2026 è sceso ad almeno 30mila. Per salvare e rilanciare la misura è stato creato un fondo da 599 milioni gestito da Cassa Depositi e Prestiti, il braccio finanziario pubblico controllato dal Ministero dell’Economia, aperto a iniziative sia pubbliche sia private. Ai gestori sono previsti fino a 20mila euro per posto letto, canoni almeno del 15 per cento sotto il mercato, il 30 per cento dei posti riservato agli studenti meritevoli privi di mezzi e un vincolo di destinazione universitaria per 12 anni. Utile, certo. Ma non basta. Se dopo 12 anni quei posti possono tornare alla logica del mercato, non abbiamo costruito una vera infrastruttura del diritto allo studio: abbiamo comprato una tregua abitativa. E una tregua non è ancora una politica pubblica. Lo stesso nodo si vede nella sanità territoriale. Le Case della comunità dovevano essere la prova che il Pnrr non costruiva solo muri, ma cambiava il modo di curare: meno ospedale come unica risposta, più prossimità, presa in carico, integrazione tra sanità e sociale. L’investimento vale 2 miliardi, ma il target minimo europeo è stato rimodulato da 1.350 a 1000 strutture circa, anche per l’aumento dei costi dei materiali e i ritardi legati alla ricerca di finanziamenti aggiuntivi. Adesso molte di queste opere (non sempre nuove) sono attualmente chiuse. Una Casa della comunità senza medici, infermieri, orari certi e servizi integrati non è sanità territoriale: è edilizia sanitaria in attesa di diventare Stato. Da qui nasce la domanda più scomoda: quanta parte del Pnrr ha creato capacità nuova e quanta ha semplicemente accelerato, coperto o rinominato ciò che era già previsto? Nelle architetture iniziali del Piano, i ‘progetti in essere’ arrivavano a circa 51,4 miliardi: interventi già avviati o finanziati prima, poi ricondotti dentro il perimetro Pnrr. Se un’opera utile era ferma, finanziarla può essere sensato. Ma allora bisogna chiamare le cose con il loro nome: non tutta la spesa straordinaria ha inventato futuro. Una parte ha dato benzina a motori già accesi. Lo stesso interrogativo vale, con una storia diversa e molto più controversa, per i bonus edilizi. Superbonus e Bonus facciate richiederebbero uno spazio a parte. Openpolis, su dati Corte dei conti e ReGiS, indica 96.082 progetti Pnrr in capo agli enti territoriali, per circa 60,8 miliardi di valore complessivo e 47,5 miliardi di risorse Pnrr. Con una massa finanziaria così grande, il disegno avrebbe dovuto essere più selettivo. Meno pulviscolo, più dorsali. Meno fotografie del cambiamento, più infrastrutture capaci di cambiare la vita economica per vent’anni: ferrovie ad alta capacità dove riducono davvero tempi e isolamento; reti idriche in territori dove nella distribuzione per usi civili si perde in media il 41 per cento dell’acqua e il 51 per cento al Sud; asili nido che restano aperti perché c’è personale; studentati davvero pubblici o stabilmente accessibili; sanità territoriale che non sia solo edilizia sanitaria. Il Pnrr non va processato con cinismo. Ha mosso cantieri, amministrazioni, procedure, investimenti. Ma va studiato come una lezione. Ci ha ricordato che il denaro straordinario non sostituisce uno Stato ordinario capace. E un Paese che non sa mantenere ciò che costruisce non ha davvero investito. L'articolo Il Pnrr si giudica soprattutto dal giorno dopo: quanti investimenti diventeranno veri servizi? proviene da Il Fatto Quotidiano.
Il Fatto Quotidiano
L’algoritmo per determinare l’Isee è stato stravolto (ancora): è necessaria una operazione verità
di Filippo Bonazza L’Isee è l’autocertificazione con cui in Italia viene definito lo status economico e finanziario di ricchezza di un individuo o di una famiglia. Ad oggi è il principale indicatore cui vari enti pubblici/privati si riferiscono per la determinazione dell’accesso o meno alla fruizione di varie prestazioni e agevolazioni (es: Assegno Unico, borse di studio e tasse scolastiche, Rette Rsa, cure odontoiatriche, accesso Erp). In sintesi, l’indicatore che suggella il grado di povertà o ricchezza di un nucleo famigliare riconosciuto dallo Stato Italiano. Viene calcolato attraverso un complesso algoritmo, ora è proprio la determinazione di questo algoritmo e il peso specifico delle sue voci che è stato stravolto negli anni e ha portato ad uno sbilanciamento dei pesi ponderati delle componenti finanziare e di reddito a danno delle classi più povere. Ad oggi i criteri penalizzano i redditi da lavoro e privilegiano le rendite di posizione quali il possesso di un immobile o asset finanziari. E’ diventato strumento scarsamente rappresentativo della ricchezza attuale e futura di una famiglia, provocando distorsioni nell’accesso ai veri bisognosi e un fallimento nel contrasto alla vera povertà economica. A dare il colpo di grazia l’ultima riforma, voluta dall’attuale governo, nel silenzio generalizzato delle cosiddette parti sociali (sindacati, associazioni di categoria, partiti). Da inizio 2026 infatti, al calcolo di questo indicatore sono state introdotte delle importanti franchigie ulteriori sul possesso della prima casa (fino a 120mila euro su base catastale) e di una parte di investimenti del nucleo, anche se solo per alcune prestazioni. Il messaggio che si manda alla società è chiaro. Chi oggi possiede una prima casa risulterà molto più povero di una famiglia in affitto, che regge le proprie forze solitamente sul reddito da lavoro. Chi possiede titoli di stato/postali fino a 50mila euro risulterà molto più povero di una famiglia che vive dei redditi di cui sopra. Un nucleo con casa di proprietà ha una franchigia che può arrivare fino a 500mila euro, mentre la franchigia prevista per un nucleo in locazione, solitamente rappresentante la fascia più povera e più ricattabile della popolazione, è di soli settemila euro. Da una parte persone che hanno accesso privilegiato al mercato del credito (garanzie fidejussorie) o alle quali è stato donato un immobile si trovano a risultare legalmente molto più povere di un nucleo che vive in locazione. Altra distorsione, solitamente un nucleo famigliare che vive in locazione spesso è composto da più persone che possono avere un reddito da lavoro ma comunque non potersi permettere autonomia rispetto alla famiglia originaria, a causa dei canoni di locazione fuori mercato o al vincolo di liquidità per l’eventuale accesso al mercato dei mutui. La famiglia possidente invece potrà garantire per i propri cari (fidejussione) e permettere l’acquisto di un immobile, creando un nuovo altro nucleo possidente, con le medesime franchigie di cui sopra. Stessa famiglia, una possiede due immobili, l’altra nessuno. Le prime due famiglie, in modalità aggregata, appaiono agli occhi dello Stato più povere della famiglia in locazione. Risultato? Un incremento della spirale di povertà delle fasce che sostengono la maggiore fatica al loro sostentamento. Quindi lo strumento cardine sul quale si basa la lotta alla povertà e ad una società giusta privilegia le classi più abbienti. Ed è tutto legale. Una domanda sorge: perché un povero dovrebbe rispettare il sistema legale che è lo stesso che lo opprime? Esiste un detto: “Non esiste niente di peggio di una legge sbagliata”, a mio avviso non esiste niente di peggio dell’ipocrisia di Stato. E’ necessaria un’operazione verità. Basta dirlo: poveri, vi odiamo e lavoreremo perché voi e i vostri figli siate i subalterni per molto tempo a venire alle nostri classi di elettori di riferimento. E lo faremo a suon di leggi. La legalità! Benvenuti alla guerra sociale silente. Il blog Sostenitore ospita i post scritti dai lettori che hanno deciso di contribuire alla crescita de ilfattoquotidiano.it, sottoscrivendo l’offerta Sostenitore e diventando così parte attiva della nostra community. Tra i post inviati, Peter Gomez e la redazione selezioneranno e pubblicheranno quelli più interessanti. Questo blog nasce da un’idea dei lettori, continuate a renderlo il vostro spazio. Diventare Sostenitore significa anche metterci la faccia, la firma o l’impegno: aderisci alle nostre campagne, pensate perché tu abbia un ruolo attivo! Se vuoi partecipare, al prezzo di “un cappuccino alla settimana” potrai anche seguire in diretta streaming la riunione di redazione del giovedì – mandandoci in tempo reale suggerimenti, notizie e idee – e accedere al Forum riservato dove discutere e interagire con la redazione. L'articolo L’algoritmo per determinare l’Isee è stato stravolto (ancora): è necessaria una operazione verità proviene da Il Fatto Quotidiano.
BBC News
At least 13 killed in Ukrainian drone strike deep into Russia
Russian officials say another 75 people were injured by the attack - one of the deadliest Ukrainian drone attacks since Moscow's full-scale invasion.
BBC News
Russian court bars only anti-war party from standing in parliamentary elections
Russia's only liberal, anti-war party will not be able to take part in next month's parliamentary elections, a Moscow court rules.
Al Jazeera – Breaking News, World News and Video from Al Jazeera
Family watches helplessly as Colombia quake destroys home
A family documents the moment a magnitude 7.4 earthquake hits, and destroys their home.
Al Jazeera – Breaking News, World News and Video from Al Jazeera
Trump’s media company reports $238m loss
Trump Media & Technology Group earns less than $2m in Q2.