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Le parole del governatore ligure all'imprenditore: «Come al solito, di questi tempi» Spinelli a Signorini: «A 83 anni non mi possono fare niente»Le parole del governatore ligure all'imprenditore: «Come al solito, di questi tempi» Spinelli a Signorini: «A 83 anni non mi possono fare niente»Le parole del governatore ligure all'imprenditore: «Come al solito, di questi tempi» Spinelli a Signorini: «A 83 anni non mi possono fare niente»
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IL SINDACO DI GENOVA Lo sfogo di Bucci: «Gioco al massacro, non ci sto. Chiedo chiarezza, pronto a parlare con i pm»
Il sindaco di Genova: «Le mie parole sui maiali intercettate? Per ogni area nel porto si scatena la rissa. I soldi del ponte Morandi per un favore a Spinelli? È una falsità, quei soldi non c’entrano nulla»Il sindaco di Genova: «Le mie parole sui maiali intercettate? Per ogni area nel porto si scatena la rissa. I soldi del ponte Morandi per un favore a Spinelli? È una falsità, quei soldi non c’entrano nulla»
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Ucciso a 24 anni a colpi di pistola mentre andava a lavorare: giallo in Calabria
Domenico Oppedisano, padre di una bambina di nemmeno un anno, raggiunto da diversi proiettili. Era incensurato. Indagano i carabinieri. L’ipotesi di un regolamento di conti nell’ambito del controllo del legname
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Clima, la sfida dei 6 ragazzini contro l’Europa. Ecco perché la sentenza di domani può fare la storia (e ci sarà anche Greta)
La denuncia alla Corte dei diritti per l’uomo: «Non è stato fatto abbastanza per scongiurare la peggiore minaccia all’umanità». Se vincessero la sentenza avrebbe valore di trattato e obbligherebbe a prendere misure drastiche
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Meloni e il caso scuola: «Mattarella da ministro per il tetto agli stranieri»
Cita un precedente. Ma suona quasi come un contrattacco. Perché il precedente in questione è di quelli illustri: una circolare firmata nel 1990 da Sergio Mattarella. Il presidente...
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Deficit, Meloni: «Istat sottostima gli italiani o il governo». Flessibilità, si tratta con l?Europa
ROMA Così sarà dura. La Manovra espansiva ed elettorale, il bollo auto e le tasse da tagliare, i fondi per la Difesa chiesti da Donald Trump e gli aiuti per il caro-energia chiesti...
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Roma, cade sui binari della Metro A e viene investito dal convoglio in arrivo: grave un 67enne
Tragedia sfiorata ieri pomeriggio alla stazione Giulio Agricola della metro A, dove un uomo di 67 anni è stato investito da un convoglio che procedeva verso Anagnina. L'allarme è...
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Roma, i truffatori sfidano la sanità: «Veniamo a farle il vaccino». Ma quel ?dottore? è fasullo
«Signora, è iniziata la campagna di vaccinazione antinfluenzale, veniamo noi a farle il vaccino a casa. Può pagare in contanti». «Salve, chiamo dalla clinica, suo...
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Nucleare, lo smantellamento degli impianti supera il 47%. Sogin verso il rinnovo del Cda
Tre bilanci consecutivi in utile, il programma di smantellamento arrivato quasi a metà e un’assemblea dei soci rinviata cinque volte. Sogin, la società pubblica incaricata del decommissioning degli impianti nucleari...
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Rai: torna l’ipotesi di taglio al canone, stop delle opposizioni
Il canone Rai può scendere. I soldi alla Rai, invece, no. È intorno a questa distinzione che si riapre, al Senato, una partita politica e soprattutto finanziaria che accompagna da...
Il Fatto Quotidiano
“Drill, Giorgia, drill!” – La transizione ecologica non si fa trivellando il mare
La transizione ecologica non si fa trivellando il mare
“Drill, baby, drill!” – Trivella, baby, trivella: Donald Trump ha trasformato queste tre parole nello slogan della sua politica energetica, rilanciando petrolio e gas e contrapponendoli esplicitamente alle fonti rinnovabili.
Ora anche il governo italiano vuole accelerare la ricerca e l’estrazione di petrolio e gas. La motivazione è comprensibile: se ne abbiamo bisogno, produrli in casa significa dipendere meno dalle importazioni. Ma questo significa che intendiamo continuare ad averne bisogno! Il problema climatico non deriva dal fatto che compriamo petrolio dagli altri. Deriva dal fatto che lo bruciamo. Una transizione non avviene istantaneamente: continueremo ancora per qualche tempo a usare petrolio e gas e in alcuni settori sostituirli sarà più difficile che in altri, come trasporto stradale pesante, aviazione, navigazione. Ma proprio lì dobbiamo concentrare ricerca e innovazione per trovare alternative.
E lo stesso vale per la petrolchimica. La plastica è un prodotto straordinariamente versatile del petrolio, ma ne abbiamo prodotta talmente tanta, spesso per oggetti destinati a essere usati per pochi minuti, che il mare ne è diventato uno dei grandi recettori. Raccogliere ciò che è già finito in mare non basta. Bisogna chiudere il rubinetto a monte: ridurre gli usi inutili, riutilizzare, riciclare e soprattutto fare ricerca su materiali e processi alternativi. La transizione, quindi, non riguarda soltanto il modo in cui produciamo energia. Riguarda anche il modo in cui produciamo le cose.
Per anni ci è stato detto che le rinnovabili erano una bella aspirazione, ma non avrebbero mai fornito quantità importanti di energia. Oggi sappiamo che non è così. Nel 2025 hanno prodotto il 34% dell’elettricità mondiale, contro il 23% di dieci anni prima. Nell’Unione Europea le rinnovabili hanno prodotto quasi metà dell’elettricità; sole e vento, da soli, il 30%, superando tutte le fonti fossili messe insieme. A queste si aggiunge il nucleare, con circa il 23%.
Questo non significa che le rinnovabili non abbiano impatti. Non esistono pasti gratis in ecologia. Significa però che non sono più una promessa: stanno già trasformando il sistema energetico.
E continuiamo a porci la domanda sbagliata: dove troveremo tutta l’energia che ci servirà? Proviamo a rovesciarla: come possiamo aver bisogno di meno energia?
Edifici, trasporti, industrie, reti e tecnologie possono fornire gli stessi servizi consumando meno. Efficienza significa ridurre insieme costi, dipendenza dall’estero, consumo di risorse e impatto ambientale. La fonte energetica con il minore impatto è quella di cui non abbiamo bisogno.
E poi… continuiamo a presentare la transizione ecologica soprattutto come un costo, quando rappresenta una delle più grandi opportunità economiche e industriali del nostro tempo. L’innovazione nasce dalla ricerca e dallo sviluppo, dagli investimenti e dalla capacità di trasformare conoscenza in tecnologia e tecnologia in industria. La Cina lo ha capito. Ha investito in eolico, fotovoltaico, batterie, auto elettriche e nelle loro filiere, conquistando posizioni dominanti in mercati che stanno crescendo rapidamente.
L’Europa aveva una delle industrie automobilistiche più forti del mondo, ma è rimasta indietro proprio mentre l’automobile diventava batterie, elettronica e software. Nel 2024 l’automotive europeo ha investito 87 miliardi di euro in ricerca e sviluppo, ma questi investimenti sono cresciuti appena dello 0,8 per cento, contro quasi il 12 per cento delle imprese cinesi.
E ora l’Europa programma un’altra grande trasformazione industriale: quella militare. La Roadmap europea per la difesa al 2030 prevede aumento delle capacità produttive, ricerca, innovazione e la riqualificazione di 200.000 lavoratori per l’industria della difesa.
La sicurezza è un problema reale e spetta alla politica decidere quante risorse dedicarle. Ma la domanda è inevitabile: che futuro stiamo pianificando?
Se siamo capaci di mobilitare capitali, ricerca, competenze e lavoratori per sviluppare rapidamente l’industria militare, perché non dovremmo mostrare almeno la stessa determinazione nel conquistare i mercati delle tecnologie che trasformeranno il sistema energetico mondiale?
La scelta non è tra ambiente ed economia. È tra economie diverse. Possiamo investire per prolungare il sistema energetico del Novecento, cercando nuovi giacimenti di petrolio e gas. Possiamo investire massicciamente nell’industria militare. Oppure possiamo investire nella ricerca e nelle industrie che ci permetteranno di consumare meno energia, produrla diversamente, usare meno materie prime e trovare alternative a prodotti che oggi consideriamo insostituibili.
La Cina ha capito che la transizione ecologica è anche politica industriale. Noi rischiamo di accorgercene quando tecnologie, fabbriche e mercati saranno già degli altri.
E nel frattempo torniamo a trivellare il mare. Proprio il mare ci sta mostrando alcune delle conseguenze del cambiamento climatico: riscaldamento, cambiamenti nella distribuzione delle specie, nella stagionalità, nella biodiversità. E al mare che registra le conseguenze dell’uso dei combustibili fossili chiediamo di fornircene ancora. Una cosa è utilizzare, durante una transizione, ciò da cui stiamo cercando di uscire. Un’altra è cercare nuove riserve per continuare a utilizzarle in futuro. Nel primo caso stiamo abbandonando un modello. Nel secondo investiamo per prolungarne la vita.
Se continuiamo a cercare petrolio e gas ovunque possiamo trovarli, investendo per estrarli anche in futuro, stiamo dicendo una cosa molto semplice: quel modello di sviluppo non siamo ancora disposti a cambiarlo.
Trump almeno lo dice chiaramente: “Drill, baby, drill”. Ma allora non chiamiamola transizione ecologica. Perché la transizione ecologica non si realizza trivellando il mare. L'articolo “Drill, Giorgia, drill!” – La transizione ecologica non si fa trivellando il mare proviene da Il Fatto Quotidiano.
Il Fatto Quotidiano
Di Battista in video a La7: “Sto bene, sempre meglio. Tornerò prestissimo”
Camicia celeste, parlata fluente, capelli ancora cortissimi con l’inquadratura che non nasconde la cicatrice dell’operazione alla sommità della fronte. Alessandro Di Battista spiega che “sto bene, sempre meglio e tornerò prestissimo. Ogni giorno mi sento meglio di quello prima”. L’ex parlamentare consegna a un breve video trasmesso in apertura della puntata di stasera di diMartedì (La7) i suoi ringraziamenti ai medici di Cuba che lo hanno curato e alla comunità della trasmissione di La7 che gli ha fatto sentire la vicinanza con una quantità di messaggi. “Mi sarebbe piaciuto essere lì già da questa sera, ma forse è un po‘ presto. Comunque tornerò prestissimo, anche perché mi va di raccontare quello che mi è accaduto e anche quello che sta accadendo a Cuba. Sfruttare spazi mediatici che mi sono gentilmente concessi, la libertà che Giovanni (Floris) mi ha sempre concesso per fare denunce, fa parte della mia vita, e quindi raccontare quello che sta accadendo, questo assedio medievale che sta subendo Cuba, il popolo cubano, da parte degli Stati Uniti d’America – anche oggi Trump ha detto frasi da bullo indecoroso – è qualcosa che mi va, ancor di più perché non è retorica, ma perché i medici cubani mi hanno salvato la vita. E dunque tornerò presto”. E ancora: “Io mi sento meglio, più in forze. Ogni giorno mi sento meglio, oggi mi sento meglio di ieri e domani starò meglio di oggi. Insomma, avremmo tempo di parlare di tanti argomenti che mi mancano”, aggiunge l’ex deputato del Movimento 5 stelle, che poi conclude con i ringraziamenti “alla comunità di DiMartedì perché mi avete scritto decine di migliaia di messaggi, e io tutto questo affetto l’ho sentito e ringrazio Giovanni per lo spazio che mi ha sempre dato e che mi darà e per la libertà che mi ha sempre concesso, totale, di dire tutto quello che ho sempre ritenuto opportuno e doveroso dire”. Nei giorni scorsi Di Battista – con un post social – aveva annunciato di esser uscito dal policlinico Gemelli. Il 12 settembre era stato ricoverato all’ospedale romano dopo essere rientrato in Italia da Cuba con un’aeroambulanza. Il 4 settembre, data in cui inizialmente sarebbe dovuto ripartire per l’Italia, Di Battista era stato operato d’urgenza a L’Avana nel reparto di Neurochirurgia dell’Hospital Clínico Quirúrgico Hermanos Ameijeiras. Il primo ricovero è avvenuto il 28 agosto nell’ospedale di Santa Clara dopo che è stato colpito da un malore. Subito dopo, un’équipe di medici del Policlino Gemelli era stata in missione a Cuba per valutare il quadro clinico e organizzare il rientro. L’ex deputato M5s si trovava a Cuba per un reportage per Il Fatto Quotidiano e Tv Loft. L'articolo Di Battista in video a La7: “Sto bene, sempre meglio. Tornerò prestissimo” proviene da Il Fatto Quotidiano.
BBC News
US to build two military bases in Greenland under new deal with Denmark
The defence deal signed at the UN General Assembly also re-affirms Denmark's sovereignty over its semi-autonomous Arctic territory.
BBC News
Ukraine anger as EU removes Russian oligarchs from sanctions list
Alisher Usmanov and Mikhail Fridman both have close ties to President Putin, and Kyiv said the move sent Moscow the wrong signals.
Al Jazeera – Breaking News, World News and Video from Al Jazeera
Sri Lanka convicts 15 people over 2019 Easter Day bombings
Fifteen people have been convicted over Sri Lanka’s 2019 Easter Sunday bombings, which killed 279 people.
Al Jazeera – Breaking News, World News and Video from Al Jazeera
Venezuelans protest interim leader Delcy Rodriguez at UN headquarters
Venezuelans protested in New York against interim President Delcy Rodriguez's participation in the UN General Assembly.