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L'Inter sbarcata a Roma, domani dal Papa e poi sfida con la Lazio
A Fiumicino accolti da tifosi fra selfie e autografi
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Toti a Spinelli: «Ti vengo a trovare prima delle elezioni. Ti chiedo un po’ di robe» Ecco le immagini degli incontri sullo yacht
Le parole del governatore ligure all'imprenditore: «Come al solito, di questi tempi» Spinelli a Signorini: «A 83 anni non mi possono fare niente»Le parole del governatore ligure all'imprenditore: «Come al solito, di questi tempi» Spinelli a Signorini: «A 83 anni non mi possono fare niente»Le parole del governatore ligure all'imprenditore: «Come al solito, di questi tempi» Spinelli a Signorini: «A 83 anni non mi possono fare niente»
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IL SINDACO DI GENOVA Lo sfogo di Bucci: «Gioco al massacro, non ci sto. Chiedo chiarezza, pronto a parlare con i pm»
Il sindaco di Genova: «Le mie parole sui maiali intercettate? Per ogni area nel porto si scatena la rissa. I soldi del ponte Morandi per un favore a Spinelli? È una falsità, quei soldi non c’entrano nulla»Il sindaco di Genova: «Le mie parole sui maiali intercettate? Per ogni area nel porto si scatena la rissa. I soldi del ponte Morandi per un favore a Spinelli? È una falsità, quei soldi non c’entrano nulla»
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Ucciso a 24 anni a colpi di pistola mentre andava a lavorare: giallo in Calabria
Domenico Oppedisano, padre di una bambina di nemmeno un anno, raggiunto da diversi proiettili. Era incensurato. Indagano i carabinieri. L’ipotesi di un regolamento di conti nell’ambito del controllo del legname
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Clima, la sfida dei 6 ragazzini contro l’Europa. Ecco perché la sentenza di domani può fare la storia (e ci sarà anche Greta)
La denuncia alla Corte dei diritti per l’uomo: «Non è stato fatto abbastanza per scongiurare la peggiore minaccia all’umanità». Se vincessero la sentenza avrebbe valore di trattato e obbligherebbe a prendere misure drastiche
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Sempio: «Quando sono andato io il sangue non c'era. Chiara una str... non doveva mettere giù il telefono». Le ultime intercettazioni
Il 26 febbraio 2025 Andrea Sempio viene intercettato a bordo della sua Panda. Sbuffa rumorosamente. «Ancora con sta storia, porca... Atto giudiziario. Quindi, cosa mi devo aspettare?...
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Garlasco, cosa c'è nelle agende horror di Sempio: foto di nascosto e note su satanismo e cadaveri. Gli appunti: riaperta indagine, mamma in panico
Tutto ruota attorno a un "no". Secondo la ricostruzione della Procura di Pavia e dei carabinieri del Nucleo investigativo di Milano, è stata una risposta negativa a scatenare la...
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Roma, morsi all'orecchio e alla spalla per rapinare un turista spagnolo, choc a Termini: tre fermati
Quando la polizia li ha trovati stavano ciondolando in via Amendola, a poche decine di metri dal punto in cui avevano circondato e morso all'orecchio e alla spalla un turista spagnolo di 30...
ilmessaggero.it - roma
Addio a Piero Migliacci, il celebre barbiere di via della Vite. Da Woody Allen a Fellini, le sue poltrone hanno accolto i grandi
«Leggo le vite degli altri, forse sono un po' psicologo». Così due anni fa aveva sintetizzato in una intervista sul Messaggero una vita di lavoro e di successi. Il maestro...
Il Sole 24 ORE - Italia
Giovani romani e futuro: salute mentale, educazione e casa al centro delle preoccupazioni
In occasione dell’European of Innovation for Sustainability Summit 2026, dedicato ai segnali emergenti di un futuro che è già qui, è stata condotta una ricerca, realizzata da EIIS in collaborazione...
Il Sole 24 ORE - Italia
Premio Guido Carli, festa di chi non è indifferente
Una festa del successo etico, con un filo conduttore: l’impegno sociale. Sul palco della XVII Edizione del Premio Guido Carli, nella Sala Sinopoli dell’Auditorium Parco della Musica di Roma, sono...
Il Fatto Quotidiano
Se volete capire come funziona il calcio oggi, ‘Romanzo mondiale’ di Marco Niro è il libro giusto
Mancano poche settimane al fischio d’inizio dei mondiali negli Stati Uniti e l’aria è già satura di retorica sportiva e marketing aggressivo. In questo scenario, Marco Niro decide di pubblicare Romanzo mondiale. Il gioco sporco del potere (Garrincha Edizioni), un’operazione editoriale che non lascia spazio a interpretazioni rassicuranti: il libro è un resoconto lucido e privo di concessioni sulla struttura economica che regge il calcio professionistico. Niro, con un passato solido nel collettivo Tersite Rossi, adotta qui lo schema del noir civile. La trama si sposta tra Zurigo, la Nigeria, Roma e Lisbona, ma il centro di gravità è unico: il denaro e la gestione brutale del consenso. La narrazione parte dal 2010 a Zurigo, dove i voti per assegnare i mondiali si comprano con la stessa naturalezza con cui si acquista un bene di consumo. Qui incontriamo lo Schiavo, figura che incarna il faccendiere moderno, privo di morale e orientato esclusivamente al risultato economico. Il contrasto netto arriva con la storia di Rashidi, che nel 2017 lascia la Nigeria per Petrolia. Niro descrive la transizione dal sogno sportivo alla realtà del lavoro forzato. Rashidi finisce a costruire stadi in condizioni di schiavitù. Questo è il punto in cui il romanzo smette di essere solo intrattenimento e diventa un atto di accusa contro lo sportwashing. L’autore riporta l’attenzione sui dati reali, come i seimila morti nei cantieri del Qatar, trasformando le statistiche in volti e storie individuali. A Lisbona troviamo Sentenza, il campione ossessionato dal record personale e dal declino fisico. Rappresenta la faccia pulita e patinata del sistema, quella che serve a vendere i diritti televisivi e a nascondere le macerie sociali su cui poggiano gli stadi. La contrapposizione con il Mago, il suo eterno rivale, non è solo sportiva ma funzionale a un mercato che vive di dualismi costruiti a tavolino. C’è poi la linea narrativa romana, con Rita ed Ernesto. Sono due teatranti che hanno fallito nel sistema culturale ufficiale e decidono di tentare un sabotaggio politico sfruttando una somiglianza fisica. È la parte più acida del libro, dove la satira colpisce l’incapacità dei movimenti di opposizione di incidere realmente sulle grandi dinamiche globali, pur mantenendo un’integrità ideale che manca a tutti gli altri protagonisti. Lo stile di Niro è asciutto, rapido, quasi giornalistico nella sua precisione documentale. Non usa figure retoriche per abbellire il racconto perché la realtà che descrive è già sufficientemente cruda. Il calcio è utilizzato come strumento per osservare le dinamiche del capitalismo contemporaneo, dove il talento individuale è trasformato in un marchio e i lavoratori sono considerati costi da abbattere. Questo libro appartiene a pieno titolo alla categoria degli “oggetti narrativi non identificati”. Ibrida l’inchiesta con la finzione per costringere il lettore a guardare ciò che solitamente viene ignorato durante la visione di una partita. Niro scrive un’autopsia di un sistema che considera morto dal punto di vista etico, anche se continua a generare profitti immensi. È una lettura necessaria per chi non vuole limitarsi al ruolo di consumatore passivo di eventi sportivi. Romanzo mondiale non offre soluzioni facili o finali consolatori, ma fornisce gli strumenti per capire quanto sangue e quanta corruzione servano per tenere in piedi il grande spettacolo del pallone. Se cercate la poesia del calcio, guardate altrove. Se volete capire come funziona il mondo oggi, questo è il libro giusto. L'articolo Se volete capire come funziona il calcio oggi, ‘Romanzo mondiale’ di Marco Niro è il libro giusto proviene da Il Fatto Quotidiano.
Il Fatto Quotidiano
È mancato il coraggio della riappacificazione sociale dopo la lotta armata
di Giuseppe Caserta Erano tre gli inquilini nell’appartamento di Via Montalcini 8 int.1 che dal 16 Marzo al 9 Maggio 1978 hanno vissuto ininterrottamente insieme al prigioniero Aldo Moro, poi ucciso al termine di quei drammatici 55 giorni esattamente 48 anni fa. Si chiamavano Germano Maccari, nome di battaglia “Gulliver”, morto in carcere per un aneurisma celebrale nel 2001, Prospero Gallinari, nome di battaglia “Giuseppe”, morto nel 2013 per un arresto cardiaco e Anna Laura Braghetti, nome di battaglia “Camilla” l’ultima ad andarsene pochi mesi fa all’eta di 72 anni per un tumore. Quell’appartamento diventato così tragicamente famoso oramai dopo 48 anni è definitivamente vuoto. Anche il gruppo che partecipò all’agguato di Via Fani si è fatalmente assottigliato. Oltre al già nominato Prospero Gallinari, sono deceduti Barbara Balzerani e Raffaele Fiore. All’epoca dei fatti il più giovane del commando aveva 20 anni, il più anziano 31, provenivano da contesti sociali molto differenti tra loro. C’era uno studente di buona famiglia, un impiegato, un tecnico, un figlio di contadini, un artigiano, un operaio pugliese emigrato a Torino, una maestra di una scuola per bambini con disabilità. Il loro curriculum politico però era pressoché identico: fine anni 60, un movimento molto vasto di rottura e di contestazione nei confronti della cultura dominante, le prime lotte nelle scuole e nelle fabbriche e frequentazioni all’interno di gruppi di estrema sinistra quali Potere Operaio e Lotta Continua. Poi la svolta. Molti di loro si convinsero che imbracciare un’arma fosse l’unico modo per poter continuare la lotta che portasse ad un reale cambiamento nel Paese. Fatale per questa decisione, per loro stessa ammissione, fu la strage di Piazza Fontana di matrice fascista con la complicità di settori deviati dello Stato e anche il timore di un golpe come quello avvenuto nel Cile di Pinochet. Oggi questo timore farebbe sorridere più di qualcuno, ma nei primi anni 70 era molto più reale di quello che si può pensare, tanto da convincere lo stesso Berlinguer dell’impossibilità per il PCI di governare il Paese, fosse pure con il 51% dei voti e, di conseguenza, a partorire l’idea del compromesso storico con la DC. Come poi la storia di questi giovani sia finita è cosa nota. I vari “Gulliver” e “Camilla” hanno sparato, rapinato e ucciso in nome di una ideologia che li ha poi portati a scontare decine di anni nelle carceri speciali. Di fronte a questo fenomeno, quello della lotta armata degli anni 70 che ha coinvolto, tra condannati, inquisiti, indagati a vario titolo, circa 20.000 persone, lo Stato non ha saputo fare altro che dispensare ergastoli rinchiudendo qualunque discorso nelle aule dei tribunali ancora oggi che sono passati 48 anni. E’ di poco tempo fa la notizia di un rinvio a giudizio nei confronti di tre capi storici delle Brigate Rosse, Mario Moretti, Renato Curcio e Lauro Azzolini (rispettivamente 80, 83 e 82 anni) per un episodio avvenuto nel 1975. C’è stata una volontà granitica da parte della politica nel non voler affrontare da un punto di vista diverso, che non fosse il codice penale, il fenomeno che ha coinvolto centinaia di persone e che meriterebbe l’attenzione più degli storici che degli avvocati e dei giudici. Sarebbe stato utile, anni addietro, un provvedimento di riappacificazione sociale, come avvenne solo dopo pochi mesi dalla fine della guerra nel 1946, con la cosiddetta amnistia nei confronti dei fascisti, fortemente voluta da Palmiro Togliatti. Un simile atto, peraltro proposto anche da Cossiga ministro degli Interni all’epoca del sequestro Moro, nei confronti dei protagonisti della lotta armata, avrebbe aperto la porta ad una seria e serena riflessione su quegli anni, anche con gli stessi protagonisti (i pochi sopravvissuti), senza il timore che una frase in più portasse a ulteriori anni di galera. È mancato il coraggio. E così quella porta, dopo 48 anni, rimarrà chiusa per sempre proprio come quella di Via Montalcini n.8 int.1. Il blog Sostenitore ospita i post scritti dai lettori che hanno deciso di contribuire alla crescita de ilfattoquotidiano.it, sottoscrivendo l’offerta Sostenitore e diventando così parte attiva della nostra community. Tra i post inviati, Peter Gomez e la redazione selezioneranno e pubblicheranno quelli più interessanti. Questo blog nasce da un’idea dei lettori, continuate a renderlo il vostro spazio. Diventare Sostenitore significa anche metterci la faccia, la firma o l’impegno: aderisci alle nostre campagne, pensate perché tu abbia un ruolo attivo! Se vuoi partecipare, al prezzo di “un cappuccino alla settimana” potrai anche seguire in diretta streaming la riunione di redazione del giovedì – mandandoci in tempo reale suggerimenti, notizie e idee – e accedere al Forum riservato dove discutere e interagire con la redazione. L'articolo È mancato il coraggio della riappacificazione sociale dopo la lotta armata proviene da Il Fatto Quotidiano.
BBC News
Trump says Russia and Ukraine to observe three-day ceasefire
It comes as the two countries accused each other of violating separate ceasefires to cover the celebrations of the Soviet Union's victory over Nazi Germany.
BBC News
Anger and resignation in Tenerife as hantavirus ship approaches
Some on the Spanish island worry that the imminent arrival of the MV Hondius could pose a health risk.
Al Jazeera – Breaking News, World News and Video from Al Jazeera
Cambodians struggle with displaced lives amid tense ceasefire with Thailand
Families displaced by fighting fear new clashes with Thailand, say education among areas most affected by border war.
Al Jazeera – Breaking News, World News and Video from Al Jazeera
Iran war live: US expects Tehran’s reply to peace deal; ‘clashes’ in Hormuz
Israel killed 31 people in southern Lebanon on Friday, including a rescue worker, Lebanon's National News Agency said.