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Le parole del governatore ligure all'imprenditore: «Come al solito, di questi tempi» Spinelli a Signorini: «A 83 anni non mi possono fare niente»Le parole del governatore ligure all'imprenditore: «Come al solito, di questi tempi» Spinelli a Signorini: «A 83 anni non mi possono fare niente»Le parole del governatore ligure all'imprenditore: «Come al solito, di questi tempi» Spinelli a Signorini: «A 83 anni non mi possono fare niente»
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IL SINDACO DI GENOVA Lo sfogo di Bucci: «Gioco al massacro, non ci sto. Chiedo chiarezza, pronto a parlare con i pm»
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Ucciso a 24 anni a colpi di pistola mentre andava a lavorare: giallo in Calabria
Domenico Oppedisano, padre di una bambina di nemmeno un anno, raggiunto da diversi proiettili. Era incensurato. Indagano i carabinieri. L’ipotesi di un regolamento di conti nell’ambito del controllo del legname
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Spagna, l'Italia: Schengen sospeso fino al 31 agosto. L'Ue tenta la mediazione, ma passa la linea dura di Meloni
Avviso ai naviganti: meglio tenere il passaporto a portata di mano. Perché la corrida diplomatica e politica tra Italia e Spagna nell'arena di Schengen è destinata a durare....
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Famiglie italiane bloccate a Minorca. «Stop al gate per la carta d'imbarco di un bambino, la politica ci ha rovinato la vacanza»
All?aeroporto di Fiumicino, tra le persone in partenza per Madrid, Malaga, Barcellona e Ibiza, la novità dei controlli decisi dalla Spagna solleva soprattutto voci critiche. La...
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Party per brindare al divorzio, è boom a Roma: dal lancio dell?anello alla torta spezzata in due, 40mila euro per un evento
Un trend nato negli Stati Uniti, esploso nella sfavillante Las Vegas, diventato virale sui social, ora in piena corsa in Europa: il divorce party non poteva che approdare anche nella Capitale....
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«Così abbiamo salvato il nostro compagno colpito dal fulmine». Il racconto degli scout e la tragedia sfiorata sul Monte Livata
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Campi Flegrei, 813 nuclei familiari allontanati dalle loro abitazioni
Sono 813 i nuclei familiari allontanati dalle loro abitazioni a Pozzuoli a seguito delle verifiche avviate dopo la scossa del 31 luglio scorso per un totale di 2.129 persone, di...
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Sindaco di Milano, Vannacci lancia Carmelo Burgio per Futuro nazionale. Ecco chi è
Sarà Carmelo Burgio il candidato di Futuro nazionale per le prossime elezioni comunali di Milano. Ad annunciarlo è stato Roberto Vannacci dal palco della Versiliana spiegando già chi è e...
Il Fatto Quotidiano
Non mi piace vedere quei due estintori accanto al ceppo per Carlo Giuliani: memoria o apologia?
Chi scrive è un missionario di ‘professione’ e antropologo, originario di Casarza Ligure. Ho avuto il privilegio di attraversare ed essere attraversato da molte frontiere. La Costa d’Avorio, l’Argentina, la Liberia e infine il Niger da dove sono tornato l’anno scorso a quest’epoca. In questi ‘attraversamenti’ ho visto e esperimentato la guerra (in) civile in Liberia e quella, ancora in atto nel Sahel anche ad opera di gruppi armati di ispirazione salafista . So cosa significhi la sicurezza di persone e beni. Un mio confratello è stato rapito per oltre due anni da uno di questi gruppi. Non potevo uscire da Niamey senza scorta armata. Non potrò dimenticare la sofferenza di ciò che i miei occhi hanno visto da cui sono rimasti feriti. Migliaia di sfollati, rifugiati e contadini che avevano perso tutto. Casa, campi e passato per salvare la vita propria, quella dei figli e un incerto futuro per tutti. Per me, dunque, sentire parlare, non da oggi, di ‘insicurezza’ delle nostre città fa riflettere e affiorare la certezza di una pretestuosa fabbricazione della paura. Non sappiamo da quale pericolo dovremmo difenderci e in quale contesto detta percezione giustifichi la strategia della sorveglianza. Sappiamo per esperienza che la realtà è organizzata secondo interessi e motivazioni calcolate. Il contesto ben noto è quello di una regione e una città, ad esempio quella di Genova, in declino economico e demografico da anni. Vorrei condividere quanto segue a partire dall’eredità ricevuta. Figlio di un partigiano e dal mio stesso vissuto. Operaio metalmeccanico, sindacalista, alter- mondialista e migrante per oltre trent’anni. Col privilegio di aver partecipato attivamente al Genoa Social Forum del 2001 e alle celebrazioni del suo venticienquesimo nel capoluogo ligure. il mese scorso. Un regime democratico è basato sui dettami di una costituzione che garantisce ad ogni persona o gruppo la libertà di espressione e la partecipazione alla vita pubblica. Ciò che la nostra costituzione vieta, all’articolo 12 delle disposizioni finali, è la ricostituzione e dunque l’apologia del partito fascista. E’ dunque legittimo esprimere il proprio pensiero politico in tutta libertà così come è legittimo esprimere il proprio dissenso rispetto al pensiero dell’altro. Il tutto in un contesto di rispetto e di reale pluralismo. Chi scrive non ha simpatie per chi parla di ‘remigrazione’ o altre facezie simili. Non è neppure ingenuo nell’osservare che al governo attuale di questo Paese ci sono persone di mai negate ispirazioni politiche ‘post fasciste’. Sono convinto assertore che la libertà di espressione costituisca la democrazia e dunque il dibattito che la contraddistingue. La forza delle idee è diversa delle idee della forza. Credo controproducente impedire o disturbare una manifestazione che esprima posizioni diverse dal nostro pensiero. Si frustra la democrazia e si rischia di trasformare le persone bersagliate dagli contestazione violenta in eroi. Ci ricordava Bertold Brecht che è “sventurata la terra che ha bisogno di eroi”. Infine, a costo di essere frainteso, credo che in una democrazia, imperfetta come ogni democrazia, c’è modo e modo di esprimere il proprio dissenso. Non aiuta la democrazia attaccare persone e danneggiare beni pubblici anche se questo si giustifica come risposta ad una violenza reale più grave o perscepita tale. Il rispetto per ogni persona è alla base della nostra Costituzione. Il fatto che essa ci ricordi che la Repubblica sia fondata sul lavoro implica, tra l’altro, anche la salvaguardia di quanto è il frutto del lavoro e dunque di patrimonio comune. Lo sappiamo anche per esperienza storica: rispondere con la violenza alla violenza è deleterio per tutti e contribuisce a perpetuarne la spirale. Chi scrive lo ha visto e può testimoniarlo. Infine, per rianere nel nostro ambito genovese, vorrei riferirmi al cippo che è stato posto in Piazza Alimonda a l’occasione del giorno memoriale per l’uccisione del giovane Carlo Giuliani. Non è mia intenzione addentrarmi nelle giustificate polemiche sull’uso strumentale della violenza specie da parte delle forze dell’ordine. Hanno probabilmente eseguito ordini (non sono i soli, peraltro). Il segno per ricordare che lì è accaduto qualcosa e qualcuno, credo sia comprensibile e doveroso. Dove non condivido la memoria è la presenza, accanto al cippo, di due estintori. Sappiamo cosa significhino e possiamo anche comprendere la ragione di questa presenza. Capire non significa condividere la scelta. In qualche modo la memoria diventa anche apologia di violenza come risposta ad altra violenza. Sappiamo che l’estintore era nella mani di colui che poi sarebbe stato drammaticamente ucciso. Non era necessario mettere in luce questo oggetto. E’ come cogliere un momento particolare della vita di Giuliani che non rappresenta ciò che suo padre disse di lui e della sua vita (“Papà, noi dobbiamo aiutare i poveri, i deboli, mi ripeteva”, frase pronunciata da Giuliano Giuliani nei giorni immediatamente successivi alla morte del figlio). In ogni caso non mi rappresenta e credo non rappresenti parte di coloro che hanno partecipato al citato Genoa Social Forum del 2001. Quanto poi all’uso della memoria chi scrive, pur avendo vissuto per vari anni a Genova, ha ‘scoperto’ solo quest’anno cos’era accaduto in uno spazio ben identificato della nota ‘Casa dello Studente’ in Corso Aldo Gastaldi. Ci sono stanze e sotterranei dove i nazi-fascisti hanno torturato, deportato e ucciso partigiani e insorti alla dittatura che poi sarebbe crollata alcuni mesi più tardi. Non un cippo visibile dall’esterno è stato finora posto. Solo dopo parecchio tempo, il luogo in questione è ridiventato visitabile ma non realmente ‘visibile’. Come sempre nella storia accade quello che scrisse a suo tempo George Orwell. Chi controlla il presente controlla il passato e chi controlla il passato controlla il futuro. Genova, agosto 2026 L'articolo Non mi piace vedere quei due estintori accanto al ceppo per Carlo Giuliani: memoria o apologia? proviene da Il Fatto Quotidiano.
Il Fatto Quotidiano
“Vedrete: l’umorista Morelli fa sbellicare, con lui non ci annoia mai!”
Da un racconto apocrifo di Sergio Tofano. L’invito del marchese de Bellis era stato cortese, ma perentorio: “Mio caro amico, qui al castello ci annoiamo. Venite a distrarci. Contiamo su di voi”. E così Gianni Morelli, il noto umorista, era partito da Salsomaggiore, dove si trovava con la moglie per un ciclo di trattamenti idroterapici, con quest’idea fissa: divertire l’anfitrione e i suoi amici. Altrimenti che ne sarebbe stato, della sua fama d’uomo spiritoso? La marchesa l’accolse con gioia e lo presentò ai suoi amici: il conte e la contessa Vallardi, l’industriale Savoldi e consorte, la signorina Linda Higgins e il visconte di Bassano. Gli parvero tutti lugubri: il conte sussiegoso, sua moglie bigotta; l’industriale credeva che il Pireo fosse uno scrittore, l’americanina capiva l’italiano a rovescio e per giunta non aveva orecchi che per le insulsaggine del visconte, il quale era meno brillante del cane del marchese, un labrador. A pranzo la marchesa ebbe per lui attenzioni squisite. Gli chiese notizie di sua moglie e s’interessò della sua cura nella stazione termale, mentre il marchese non cessava di vantarne l’immaginazione bizzarra e lepidissima. “Vedrete” disse con fare d’intesa. “Morelli fa sbellicare. Non ci si annoia con lui, ve l’assicuro. Avete letto il suo ultimo romanzo umoristico, ‘Questo lo dice lei’? Da sbellicarsi!” Morelli protestava: qualunque uomo a cui si dà l’appellativo di spiritosissimo delude coloro che l’ascoltano. E la gente seduta a tavola già lo considerava a priori un semidio della risata. Ma al dessert nessuno dei suoi aneddoti aveva ancora smosso la congrega. La marchesa, per cortesia, ogni tanto accennava un sorriso. Gli altri erano rimasti impassibili. “E’ affaticato dal viaggio” spiegò il marchese, battendogli cordialmente la mano sulla spalla. “Domani sarà più in forma”. E come si manda a nanna un bambino di cinque anni che non ha saputo dire la sua poesia, il marchese lo condusse di buon’ora in camera, consigliandogli di dormire per rimettersi in forma. L’indomani Morelli fece l’impossibile per far ridere i convitati. Pescò nella memoria storielle di Frattini e Fraccaroli, tratti di spirito di Zucca e Folgore, poesie di Trilussa e Ragazzoni. Non ottenne alcun successo. Passavano i pomeriggi, passavano le serate, e non c’era modo di far ridere gli ospiti del marchese. Morelli aveva ormai perduto ogni speranza quando una mattina ebbe un lampo di genio. Il portalettere che giungeva al cancello gli fece venire in mente una vecchia verità psicologica: che nulla diverte come le corna altrui. Prese dunque una cartolina postale e contraffacendo la calligrafia si indirizzò le seguenti parole: “Povero amico! Mentre tu sei a Roma, a Salsomaggiore tua moglie t’inganna col tuo agente di cambio. Un amico sincero”. Al castello i domestici mettevano le lettere sul tavolo nel vestibolo, dove gli ospiti andavano poi a prendersele. Morelli collocò bene in evidenza la cartolina anonima e filò nel parco: le parole cubitali di quella falsa cartolina non potevano passare inosservate. Rientrò per la colazione. Uno sguardo gettato sugli amici del marchese gli fece capire che il colpo era riuscito. Il conte aveva un sorriso mefistofelico, il visconte giocherellava col monocolo, la signora Savoldi si mordeva le labbra per non scoppiare a ridere. “Avete visto la posta?” gli domandò il marchese, sforzandosi di restare serio. “C’è posta per me?” rispose Morelli, facendo il vago. “Mi pare. Credo di aver visto il vostro nome”. Morelli uscì e si diresse verso il vestibolo; quindi si fermò dietro la porta, in ascolto. Sentì la risata più franca mai echeggiata fra le mura vetuste di qualunque castello. Trionfante, rientrò nella sala da pranzo e andando a sedersi esclamò: “Ah ah ah! Finalmente avete riso!“. Quelli ammutolirono imbarazzati, ma la marchesa s’accostò al suo orecchio e, con aria d’intesa, come per consolarlo, gli disse: “Lo sapevamo da tempo, noi”. L'articolo “Vedrete: l’umorista Morelli fa sbellicare, con lui non ci annoia mai!” proviene da Il Fatto Quotidiano.
BBC News
Spain imposes border controls against Italy as row over Ceuta migrant influx intensifies
Italy introduced border controls following an influx of about 78,000 migrants from Morocco into the neighbouring Spanish exclave of Ceuta.
BBC News
Spanish police arrest 78 people in bust of 'one of largest' smuggling networks
The group moved synthetic drugs from Spain to Algeria, then used the return journey to smuggle migrants and weapons.
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Iran seeks way out of ‘neither war nor peace’ stalemate with US
Iran President Pezeshkian said he hopes talks with Oman can end the “neither war nor peace” state of relations with US.
Al Jazeera – Breaking News, World News and Video from Al Jazeera
Ghana’s cashew apples get a second life
A fruit long left to rot could become a new source of income for Ghana’s cashew farmers.