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Zelensky 'la prossima settimana nuovi contatti coi mediatori per la pace'
'L'Ucraina è sempre attiva sul piano diplomatico'
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Trump, 'sull'Iran sto mantendo un profilo basso'
Il tycoon ad Axios: 'Stiamo conducendo solo un negoziato parziale'
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Al porto di Civitavecchia primo rifornimento di Gnl a nave da crociera
Per comandante della Capitaneria Nicastro: 'Tappa storica'
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Da Roma Capitale 1,6 milioni per ampliare isola pedonale a piazza di Spagna
E per piazza Mignanelli integrale
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Toti a Spinelli: «Ti vengo a trovare prima delle elezioni. Ti chiedo un po’ di robe» Ecco le immagini degli incontri sullo yacht
Le parole del governatore ligure all'imprenditore: «Come al solito, di questi tempi» Spinelli a Signorini: «A 83 anni non mi possono fare niente»Le parole del governatore ligure all'imprenditore: «Come al solito, di questi tempi» Spinelli a Signorini: «A 83 anni non mi possono fare niente»Le parole del governatore ligure all'imprenditore: «Come al solito, di questi tempi» Spinelli a Signorini: «A 83 anni non mi possono fare niente»
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IL SINDACO DI GENOVA Lo sfogo di Bucci: «Gioco al massacro, non ci sto. Chiedo chiarezza, pronto a parlare con i pm»
Il sindaco di Genova: «Le mie parole sui maiali intercettate? Per ogni area nel porto si scatena la rissa. I soldi del ponte Morandi per un favore a Spinelli? È una falsità, quei soldi non c’entrano nulla»Il sindaco di Genova: «Le mie parole sui maiali intercettate? Per ogni area nel porto si scatena la rissa. I soldi del ponte Morandi per un favore a Spinelli? È una falsità, quei soldi non c’entrano nulla»
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Ucciso a 24 anni a colpi di pistola mentre andava a lavorare: giallo in Calabria
Domenico Oppedisano, padre di una bambina di nemmeno un anno, raggiunto da diversi proiettili. Era incensurato. Indagano i carabinieri. L’ipotesi di un regolamento di conti nell’ambito del controllo del legname
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Clima, la sfida dei 6 ragazzini contro l’Europa. Ecco perché la sentenza di domani può fare la storia (e ci sarà anche Greta)
La denuncia alla Corte dei diritti per l’uomo: «Non è stato fatto abbastanza per scongiurare la peggiore minaccia all’umanità». Se vincessero la sentenza avrebbe valore di trattato e obbligherebbe a prendere misure drastiche
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Morto Livio Berruti dopo un periodo di malattia, il campione olimpico a Roma 1960 aveva 87 anni
Addio a Livio Berruti. Dopo un periodo di malattia è morto a 87 anni in una clinica torinese il campione olimpico dei 200 metri a Roma 1960. Lo apprende l'ANSA da fonti vicine alla...
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Presenze in Parlamento, le pagelle dei politici: Antonio Angelucci maglia nera, male anche Marta Fascina. Battilocchio il più partecipe
Il Parlamento ha i suoi stacanovisti, ma anche i suoi grandi assenti. La fotografia delle presenze in Aula dall'inizio della legislatura, aggiornata con i dati di questa prima...
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Turista romano muore ad Ansedonia, malore mentre stava facendo il bagno in mare
E' un turista romano l'uomo morto oggi ad Ansedonia (Grosseto) stroncato da un improvviso malore mentre stava facendo il bagno in mare. L'uomo, che domani avrebbe compiuto 86 anni, si...
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Trastevere, maxi rissa a colpi di pietre e spray urticante tra nordafricani: 3 arresti
Una rissa tra quindici ragazzi nordafricani è stata segnalata intorno alle 3 di questa notte in vicolo del Bologna, a Trastevere. Diverse le chiamate al 112 da parte dei residenti,...
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Morto Livio Berruti, campione olimpico a Roma 1960
Addio a Livio Berruti. Dopo un periodo di malattia è morto a 87 anni in una clinica torinese il campione olimpico dei 200 metri a Roma 1960. Lo apprende l’Ansa...
Il Sole 24 ORE - Italia
Bianchedi in Nazionale, scoppia il caso. Botta e risposta tra Coni e Figc
La scelta di Diana Bianchedi come capodelegazione della Nazionale di calcio, annunciata dal presidente della Figc Giovanni Malagò in un’intervista alla «Gazzetta dello Sport», solleva subito un caso con puntualizzazioni...
Il Fatto Quotidiano
Radicalizzazione del dibattito, sostegno all’occupazione ed elezioni imminenti: perché Netanyahu ha bocciato il piano del Board of Peace
Nessuna promessa infranta, nessuna uscita a sorpresa: Benjamin Netanyahu he sempre promesso che non avrebbe mai lasciato la Striscia di Gaza senza il completo disarmo di Hamas. Così, arrivati al dunque, nel corso della riunione di gabinetto di domenica ha ribadito la sua posizione respingendo il piano di pace in 15 punti presentato dal Board of Peace: l’esercito non arretrerà finché Hamas non sarà “genuinamente”, e non “fittiziamente”, disarmato, armi pesanti e leggere comprese. Non si tratta, però, solo di una presa di posizione di principio, ma di un passo in avanti nella radicalizzazione dello scontro con la controparte palestinese. A favorire l’approccio rigido del primo ministro israeliano concorrono più fattori: dalle imminenti elezioni al rilancio delle posizioni più estremiste a destra del Likud, oltre ai reali piani di Bibi sul futuro rapporto tra lo Stato ebraico e la popolazione palestinese. Le posizioni di Netanyahu e del Board of Peace si scontrano sul metodo, più che sui principi. O meglio, sulle tempistiche. Il gruppo voluto dal presidente Usa Donald Trump, conscio che per arrivare a un’intesa col governo israeliano si debba puntare al disarmo del partito armato palestinese, ha pensato a concessioni reciproche, una sorta di ritiro secondo uno ‘stato di avanzamento dei lavori‘. In poche parole: ogni volta che Hamas dimostra di aver compiuto step prestabiliti nel suo processo di smilitarizzazione, anche Israele avrebbe dovuto mostrare la sua buona fede ritirandosi gradualmente dalla Striscia. Uno schema già ipotizzato nel processo di pace in più fasi. Per Netanyahu, però, questa formula non sembra più essere accettabile: prima Hamas dimostri di essersi disarmata completamente, è la sua visione, e solo successivamente Tel Aviv ritirerà i propri soldati dalla Striscia. Quanto il premier sia in grado rispettare questa promessa, però, non è chiaro. I dubbi sorgono se si osservano le politiche sui Territori Occupati introdotte o rafforzate dal suo governo, in special modo dopo il 7 ottobre 2023, con continui avanzamenti dei coloni in aree destinate invece alla popolazione palestinese, finanziamenti statali alla costruzione di insediamenti e sentenze di tribunali che legalizzano l’occupazione. Dopo anni di politiche così aggressive, e con diversi esponenti del suo governo che invocano una nuova occupazione di Gaza, è difficile per la controparte palestinese credere che un disarmo totale possa portare al ritiro delle truppe israeliane. A rafforzare questi timori ci sono poi le imminenti elezioni da tenersi entro il 27 ottobre. La tendenza della destra israeliana è evidentemente quella di radicalizzare ulteriormente il dibattito pubblico. Il ministro della Sicurezza Nazionale, Itamar Ben Gvir, sta promettendo occupazioni, cacciate di palestinesi, ha ottenuto la pena di morte per i terroristi che attentano alla vita degli ebrei ed è tornato a compiere le sue passeggiate sulla Spianata delle Moschee, uno dei luoghi più sacri dell’Islam e riservato solo alle preghiere dei musulmani. In un clima del genere, concessioni a Gaza rischierebbero di penalizzare la corsa elettorale del primo ministro più longevo della storia. Così, il completamento della cosiddetta fase 2 dell’accordo può aspettare, con anche tutto ciò che contiene: il trasferimento dei poteri civili e di sicurezza a un comitato transitorio, il dispiegamento di una forza internazionale di stabilizzazione e un comitato di verifica indipendente. Rimane da capire quale sarà la reazione di Trump all’ennesima frenata del suo alleato in Medio Oriente. L'articolo Radicalizzazione del dibattito, sostegno all’occupazione ed elezioni imminenti: perché Netanyahu ha bocciato il piano del Board of Peace proviene da Il Fatto Quotidiano.
Il Fatto Quotidiano
Vannacci contro il governo Meloni: “Segue l’agenda Draghi, ha le gomme forate ed è senza benzina. Io pronto a vincere a ogni costo”
In un affollato incontro al Caffè de La Versiliana di Marina di Pietrasanta, intervistato dal direttore di Libero Alessandro Sallusti, il leader di Futuro Nazionale Roberto Vannacci ha tracciato la sua rotta politica, definendo i confini di un progetto che non intende scendere a compromessi. Vannacci ha subito chiarito la sua posizione rispetto agli attuali equilibri del centrodestra, rispondendo ai rumors secondo cui Giorgia Meloni preferirebbe perdere le elezioni piuttosto che allearsi con lui: “Qualora dovesse essere vero, se la Meloni è pronta a perdere le elezioni, io invece sono pronto a vincerle a qualsiasi costo, da soli o in compagnia“. L’ex generale ha rigettato con forza la strategia del “voto utile” invocata dagli alleati di governo per marginalizzarlo, definendola una “dimostrazione della propria incapacità”. Per spiegare la situazione politica, ha fatto ricorso a una metafora automobilistica: “È come se noi dovessimo attraversare un deserto e Vannacci si presenta con un automezzo che potenzialmente ce la può fare. Dall’altra parte c’è un automezzo che ha le gomme forate, non ha più benzina, gli manca l’olio del motore. Dalla parte opposta c’è un triciclo“. Secondo il leader di Futuro Nazionale, chi siede oggi in poltrona chiede il voto solo per paura del “triciclo” del campo progressista, senza rendersi conto che con i mezzi attuali il deserto non verrà mai attraversato. L’accusa ricorrente di Vannacci è rivolta all’operato dell’attuale esecutivo, tacciato di essere in totale continuità con il passato: “Purtroppo è la politica dell’agenda Draghi e di una sinistra non alla moda. Questa è la realtà”. Dalla gestione del Green Deal alla politica estera, Vannacci vede un’Italia supina ai dettami europei che non portano benefici ai cittadini. Sul tema energetico, ha ricordato con sarcasmo il dilemma posto dall’ex premier Draghi: “Volete il condizionatore acceso oppure la pace? Oggi non abbiamo né l’una né la pace e non ci possiamo consentire il condizionatore acceso perché non abbiamo i soldi per pagare la bolletta” Respingendo le accuse di essere vicino a Mosca, Vannacci si è autodefinito “filo italiano”, criticando aspramente il sostegno incondizionato all’Ucraina che è costato all’Italia circa 13 miliardi di euro. Definendo i 90 miliardi concessi dall’Europa come un “regalo” e non un prestito, ha citato Einstein per sottolineare l’inefficacia della strategia attuale: “Follia è fare sempre la stessa cosa aspettandosi risultati diversi”. Dura anche la presa di posizione sul riarmo europeo al 5% del Pil, visto come un favore all’industria bellica tedesca. “Oggi lanciare un riarmo non è solamente inefficace, ma è anche stupido“, ha affermato, sottolineando come l’Europa spenda già il triplo della Russia (400 miliardi contro 150) senza però essere competitiva a causa degli alti costi di materie prime ed energia. Uno dei momenti più tesi dell’intervista ha riguardato il potere di veto dei giudici sulle politiche migratorie e di sicurezza. Sallusti, rievocando il caso di Matteo Salvini e del processo Open Arms, ha incalzato il politico: “Arrivano dei magistrati e le dicono: ‘Caro Vannacci, lei non può bloccare le frontiere’. Che fa? Arresta lei il magistrato?”. Vannacci ha ribadito la supremazia della politica: “Il magistrato applica una legge esistente. Il politico invece ha proprio lo scopo di modificare le leggi esistenti. È per quello che esiste il Parlamento”. Secondo il leader di Futuro Nazionale, la magistratura non deve essere un alibi per l’inerzia del governo: se le leggi attuali impediscono di difendere i confini, è dovere del politico cambiarle, assumendosi anche il rischio di finire sotto inchiesta. Quando si è affrontato il tema del femminicidio, Sallusti ha nuovamente provato a difendere l’operato del governo, suggerendo che molti fallimenti denunciati da Vannacci non siano colpa della Meloni ma dei “magistrati di sinistra”. Il leader di Futuro Nazionale ha rifiutato questa lettura, centrando l’attacco sulla responsabilità politica del centrodestra: puntare il dito contro “le toghe rosse” è un modo per non ammettere che l’esecutivo sta seguendo, nei fatti, la stessa agenda di Bruxelles e di Mario Draghi. Sullo scontro diplomatico tra Spagna e Italia, l’europarlamentare ha bocciato l’operato del governo, ritenendo la sospensione di Schengen una misura insufficiente. Con oltre 326.000 arrivi via mare dal 2022, Vannacci ha invocato il pugno di ferro: “Noi dovremmo blindare le frontiere”. Uno dei passaggi più sferzanti ha riguardato la mancanza di autorevolezza dell’Europa nelle trattative internazionali, in particolare con Donald Trump. Vannacci ha criticato duramente la gestione della Commissione Europea: “L’Europa e tutti i paesi europei si sono inginocchiati di fronte a Trump… c’è andata Frau von der Leyen vestita come Mary Poppins” Il riferimento è alla negoziazione di accordi ritenuti svantaggiosi, che hanno portato l’Europa a comprare gas e armi americane a prezzi elevati. In chiusura, Vannacci ha richiamato la necessità di una riscossa nazionale contro quella che definisce “l’agenda di sinistra” del governo: “Come diceva un titolo una volta di un libro (di Gino & Michele, ndr), ogni tanto anche le formiche si incazzano e noi come formiche avremo anche il diritto di incazzarci ogni tanto in Europa e far valere i nostri diritti come Italia”. Un monito che si conclude con un richiamo diretto alla presidente del Consiglio: “Io mi ricordo Giorgia Meloni che gridava: ‘È finita la pacchia’. E invece mi sembra che in Europa la pacchia continui“. L'articolo Vannacci contro il governo Meloni: “Segue l’agenda Draghi, ha le gomme forate ed è senza benzina. Io pronto a vincere a ogni costo” proviene da Il Fatto Quotidiano.
BBC News
Suspected crime boss Daniel Kinahan returning to Ireland in high-security operation
The Irish Prison Service bought a bulletproof and bombproof van to transport the 49-year-old to court after his extradition from Dubai.
BBC News
Drones spotted over German base days after Leipzig bomb incident
Police are investigating a drone sighting over a miltary base reportedly used for housing Patriot missile system parts.
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Jannik Sinner withdraws from Cincinnati Open with knee injury
Number one ranked player in men's tennis will miss the tournament due to a knee issue, he says via organisers.
Al Jazeera – Breaking News, World News and Video from Al Jazeera
Former Iraqi provincial governor arrested as graft crackdown continues
Ahmed al-Jubouri and a close associate were arrested on charges of misusing contract funds in Saladin province.