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Marte, nel cratere Jezero un sistema di laghi e acque idrotermali
La zona diventa così sempre più interessante per la ricerca di tracce di vita passata
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Meloni, inaccettabile morte operaio al Colosseo, fare piena luce
Anche in suo nome avanti a fare nostra parte perché tali tragedie non si verifichino più
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Operaio morto al Colosseo, rocciatore esperto aveva seguito le orme del padre
Il sindaco di Crognaleto, 'amava la sua terra e i cavalli, la sua passione"
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Rav Di Segni al Vaticano, 'senza citare Israele il dialogo è difficile'
Critica una nota della Santa Sede, "Un Gesù palestinese suona strano"
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Toti a Spinelli: «Ti vengo a trovare prima delle elezioni. Ti chiedo un po’ di robe» Ecco le immagini degli incontri sullo yacht
Le parole del governatore ligure all'imprenditore: «Come al solito, di questi tempi» Spinelli a Signorini: «A 83 anni non mi possono fare niente»Le parole del governatore ligure all'imprenditore: «Come al solito, di questi tempi» Spinelli a Signorini: «A 83 anni non mi possono fare niente»Le parole del governatore ligure all'imprenditore: «Come al solito, di questi tempi» Spinelli a Signorini: «A 83 anni non mi possono fare niente»
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IL SINDACO DI GENOVA Lo sfogo di Bucci: «Gioco al massacro, non ci sto. Chiedo chiarezza, pronto a parlare con i pm»
Il sindaco di Genova: «Le mie parole sui maiali intercettate? Per ogni area nel porto si scatena la rissa. I soldi del ponte Morandi per un favore a Spinelli? È una falsità, quei soldi non c’entrano nulla»Il sindaco di Genova: «Le mie parole sui maiali intercettate? Per ogni area nel porto si scatena la rissa. I soldi del ponte Morandi per un favore a Spinelli? È una falsità, quei soldi non c’entrano nulla»
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Ucciso a 24 anni a colpi di pistola mentre andava a lavorare: giallo in Calabria
Domenico Oppedisano, padre di una bambina di nemmeno un anno, raggiunto da diversi proiettili. Era incensurato. Indagano i carabinieri. L’ipotesi di un regolamento di conti nell’ambito del controllo del legname
Corriere.it - Cronache
Clima, la sfida dei 6 ragazzini contro l’Europa. Ecco perché la sentenza di domani può fare la storia (e ci sarà anche Greta)
La denuncia alla Corte dei diritti per l’uomo: «Non è stato fatto abbastanza per scongiurare la peggiore minaccia all’umanità». Se vincessero la sentenza avrebbe valore di trattato e obbligherebbe a prendere misure drastiche
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Andrea Moretti morto al Colosseo per un incidente sul lavoro: l'operaio 22enne è precipitato da un'impalcatura. Giuli: oggi monumento chiuso. La Procura apre un'inchiesta
Tragedia a Roma. Un operaio specializzato di 22 anni è morto la scorsa notte in un incidente sul lavoro all'interno del Colosseo. Il giovane tecnico, Andrea Moretti, era al lavoro...
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Andrea Moretti, chi era l'operaio morto al Colosseo: da Teramo per lavorare a Roma, lascia 3 sorelle. Meloni: «Inaccettabile, faremo piena luce»
Andrea Moretti, l'operaio rocciatore precipitato nella notte nel corso di lavori di installazione in quota di un nuovo impianto di illuminazione al Colosseo, aveva 22 anni ed era originario di...
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«Adesso ti sbatto al muro», «sei uno zingaro», schiaffi sul seggiolone: le intercettazioni shock dell'educatrice dell'asilo nido
«Sei uno zingaro» e ancora «tua madre ti ha fatto proprio di corsa», «siete proprio piccoli, brutti e mostri», «mi sembri una gallina», «mi...
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Andrea Moretti morto al Colosseo per un incidente sul lavoro: l'operaio 22enne è precipitato da un'impalcatura. Giuli: oggi monumento chiuso. La Procura apre un'inchiesta
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Il Sole 24 ORE - Italia
Imprese familiari, il futuro passa dall’apertura del capitale
Cimmino, vicepresidente Confindustria: la sfida è mettere le Pmi familiari nelle condizioni di crescere e affrontare mercati complessi
Il Sole 24 ORE - Italia
Operaio 22enne muore al Colosseo. Chiusura del sito dopo le polemiche
Tragedia sul lavoro nella notte al Colosseo. Intorno alla mezzanotte un operaio rocciatore di 22 anni, Andrea Moretti, addetto ai lavori di installazione in quota di...
Il Fatto Quotidiano
Biglietti da 25mila euro finiti poi in saldo, una parata di vip e lo show del robot: com’è andato davvero il Vogue World di Anna Wintour a Milano
Da settimane, all’ombra della Madonnina, non si parlava d’altro. Una fibrillazione martellante alimentata dagli scatti “rubati” e rimbalzati sui social di un’onnipresente Anna Wintour, impegnata in meticolosi sopralluoghi tra il Duomo e la Galleria Vittorio Emanuele II. Ieri sera, martedì 22 settembre, l’attesa si è materializzata, trasformando il Salotto di Milano nell’iconico set notturno attraversato da Meryl Streep ne Il Diavolo veste Prada 2. Per ospitare la quinta edizione di Vogue World (dopo New York, Londra, Parigi e Los Angeles), la città è stata letteralmente blindata. Strade sbarrate, schiere di agenti a presidiare ogni varco del centro di Milano, fermata della linea rossa della metropolitana soppressa dalle 16:00 e file di fotografi accampati fuori dai grand hotel per immortalare il via vai delle celebrità. Tutto è rimasto top secret fino all’ultimo istante. Gli accrediti stampa sono stati centellinati con il contagocce: per esserci, dovevi pagare. E a caro prezzo. Il tariffario per garantirsi l’accesso alla passerella globale era proibitivo: 25.000 euro per la prima fila, 15.000 per la seconda. Cifre folli e per pochissimi eletti, del tutto scollegate dal valore reale delle cose, tanto che persino i paperoni globali e gli uffici marketing delle maison hanno guardato con freddezza. Si sussurra che la platea di cinquecento anime è rimasta mezza vuota fino alla vigilia, costringendo l’organizzazione a una pragmatica e imbarazzante asta al ribasso, scesa via via fino a mille euro pur di riempire le sedie. Dalla direzione editoriale hanno provato a minimizzare trincerandosi dietro un generico “non tutto quello che si dice è vero”. Il front row e i look delle star Dentro il salotto buono della città, tirato a lucido come uno studio televisivo planetario da trasmettere in mondovisione, è andata così in scena la celebrazione del potere costituito. Un front row che passerà alla storia per aver allineato, gomito a gomito, l’intero gotha del Made in Italy: Miuccia Prada e Raf Simons reduci dal trionfo pomeridiano; Donatella Versace e Pierpaolo Piccioli seduti vicini da sodali storici; Alessandro Michele, Demna, Maria Grazia Chiuri, Leo Dell’Orco per Armani, Diego Della Valle e Renzo Rosso. E poi una sfilza di star calate dall’iperuranio dello star system: Pamela Anderson — che per l’occasione ha derogato alla sua scelta no-makeup sfoggiando un look da diva rétro firmato Ferragamo —, Monica Bellucci in total black ad applaudire la figlia Deva Cassel che sfilava in Dior, Naomi Campbell su tacchi vertiginosi in Matières Fécales, Heidi Klum, fino a Gigi Hadid, incaricata di aprire le danze. Ancora, Domenico Dolce e Stefano Gabbana sedevano accanto a una Jennifer Lopez fasciata in una sontuosa cappa nera con gonna ampia, creata dall’Alta Moda D&G e illuminata da un collier di Alta Gioielleria. Cinque atti tra artigiani in Loro Piana, robot e Memory Dresses “Vogue World è un racconto editoriale dalle pagine della rivista che prende vita”, ha spiegato Francesca Ragazzi, Head of Editorial Content di Vogue Italia. Uno spettacolo in cinque atti — aperto da Gigi Hadid in Valentino — il cui filo conduttore si proponeva di indagare il rapporto tra la tradizione del Made in Italy e l’Intelligenza Artificiale (Where The Future Is Made By The Hand). Il Rinascimento è stato omaggiato da un modellino ligneo del Duomo e dall’ingresso di diciotto artigiani veri, vestiti in candidi camici bianchi firmati Loro Piana. La rivoluzione industriale ha preso forma attraverso una performance in tute di denim sulle note di Prisencolinensinainciusol di Celentano, seguita da un atto dedicato al cinema e al quotidiano milanese (le “sciure” e lo chef Carlo Cracco) scandito da Pino D’Angiò. L’apice classico è stato raggiunto con l’intermezzo lirico: Roberto Bolle ha danzato La Traviata mentre 100 Voci Bianche della Scala, in divise Benetton, cantavano all’unisono. Poi, l’irruzione della tecnologia: quattro automi hanno sfilato insieme a modelle e atlete olimpiche (Paola Egonu e Arianna Fontana) vestite con tessuti tecnici innovativi, marciando su L’amour Toujours di Gigi D’Agostino. Il finale ha visto un micro-robot introdurre Alicia Keys al pianoforte per cantare I Feel Love, mentre in passerella sfilavano otto Memory Dresses bianchi, reinterpretazioni d’archivio create per l’occasione da Armani Privé, Bottega Veneta, Dolce&Gabbana, Fendi, Ferragamo, Gucci, Prada e Valentino. A chiudere, una cascata di seimila origami di carta ideati da Jony Ive sulle note di Gloria di Umberto Tozzi. View this post on Instagram A post shared by Vogue Italia (@vogueitalia) La messa in scena, tuttavia, si è rivelata estremamente didascalica. Al Rinascimento e all’artigianato (con un modellino in legno del Duomo e sarti in camice bianco) è seguita la rivoluzione industriale. Poi l’irruzione della tecnologia, il tutto condito da un lusso ostentato all’ennesima potenza e tanto show-off che ha lasciato il dubbio sul vero senso dell’evento, tradottosi nella mera e autoreferenziale celebrazione della moda come status quo. Il paradosso di Quarto Oggiaro e il collasso della vera filiera Una messinscena rutilante, si diceva, in cui però il confronto tra sapienza artigiana e intelligenza artificiale è rimasto a un livello puramente didascalico. Il robot che incrocia la modella non ha indagato la vertigine tecnologica contemporanea, limitandosi a fungere da sfondo. E di Milano, in quella Galleria, si è visto ben poco. A salvare la forma è intervenuto l’accordo filantropico: due milioni di euro garantiti al Comune per finanziare il polo creativo della biblioteca di Quarto Oggiaro. Un patto nobile, che tuttavia ha relegato la periferia a destinataria invisibile, lontana dai riflettori. Ciò che ha reso straniante la serata è stata l’assoluta rimozione del contesto reale. Mentre sotto l’Ottagono si celebrava l’artigianato come slogan di marketing, a pochi chilometri di distanza la filiera del Made in Italy affrontava uno dei suoi momenti più drammatici. I dati diffusi dalla CGIL di Milano restituiscono una realtà spietata, innominata tra calici di champagne e abiti couture: il sistema moda milanese ha perso un quarto del suo export (-23,3%) in soli tre anni, scivolando da oltre 3 miliardi a meno di 2,3 miliardi di euro. Le imprese artigiane chiudono (-19,7% nell’abbigliamento, -17% nella pelle) e la cassa integrazione ha registrato un’impennata vertiginosa nel secondo trimestre del 2026. Di quelle mani operose e di quei terzisti storici travolti dai licenziamenti, nella notte dorata di Vogue World non c’è stata traccia. View this post on Instagram A post shared by Vogue Italia (@vogueitalia) L'articolo Biglietti da 25mila euro finiti poi in saldo, una parata di vip e lo show del robot: com’è andato davvero il Vogue World di Anna Wintour a Milano proviene da Il Fatto Quotidiano.
Il Fatto Quotidiano
“Certo che sono andato in Arabia per i soldi, non voglio più lavorare. E ora posso aiutare anche le prossime generazioni della mia famiglia”: la sincerità di Tijjani Reijnders
“Certo che il denaro ha avuto un ruolo”. Finalmente un calciatore che ammette apertamente di essere andato a giocare in Arabia Saudita per i soldi. Tijjani Reijnders ha scelto la sincerità per spiegare la sua decisione, a 28 anni e dopo aver giocato per Milan e Manchester City, di trasferirsi nel club Al Qadsiah, attualmente quarto in Saudi Pro League. Una scelta quanto meno discutibile: rischia di compromettere una carriera che sembrava pronta invece a toccare il suo apice. Ma quanto meno Reijnders non si è nascosto dietro falsità o frasi di circostanza. “Dopo la mia carriera non voglio più lavorare. Non avrei dovuto farlo nemmeno dopo il City, ma ora posso aiutare anche le prossime generazioni della mia famiglia. Non devo mentire su questo”, ha dichiarato nella sua intervista all’emittente olandese SBS6. Certo, in molti si aspettavano una carriera diversa per Reijnders quando solo un’estate fa aveva lasciato il Milan per firmare un quinquiennale con il Manchester City. Pep Guardiola lo aveva voluto alla sua corte, stregato dalle sue giocate in rossonero. Il centrocampista olandese ha avuto qualche difficoltà ad adattarsi al calcio inglese, ma nessuno pensava che la sua avventura sarebbe durata solo un anno. Invece questa estate è arrivata la firma con l’Al Qadsiah, che ha versato 61 milioni di euro nelle casse del City. L’ingaggio di Reijnders? Circa 20 milioni di euro all’anno, secondo la stampa olandese, che per 5 anni di contratto fanno la bellezza di 100 milioni. Proprio questa cifra ha convinto Reijnders a lasciare una delle squadre più forti e ambiziose d’Europa per andare in Arabia Saudita. “Penso che la maggior parte delle persone lo avesse già immaginato“, ha detto il centrocampista. Ribadendo però la sua posizione: “Se i miei nipoti possono viverci, perché non dovrei farlo?“. L’Al Qadsiah ha l’ambizione di diventare uno dei club più forti in Arabia e nel panorama asiatico, ma Reijnders non ha nascosto la reale ragione del suo trasferimento. Sostenendo anche di tenere la porta aperta a un eventuale ritorno in Europa tra qualche anno: l’età glielo consente, ma finora quasi tutti i calciatori hanno fatto molta fatica a compiere il percorso inverso e tornare a giocare a certi livelli. L'articolo “Certo che sono andato in Arabia per i soldi, non voglio più lavorare. E ora posso aiutare anche le prossime generazioni della mia famiglia”: la sincerità di Tijjani Reijnders proviene da Il Fatto Quotidiano.
BBC News
US to build two military bases in Greenland under new deal with Denmark
The defence deal signed at the UN General Assembly also re-affirms Denmark's sovereignty over its semi-autonomous Arctic territory.
BBC News
Ukraine anger as EU removes Russian oligarchs from sanctions list
Alisher Usmanov and Mikhail Fridman both have close ties to President Putin, and Kyiv said the move sent Moscow the wrong signals.
Al Jazeera – Breaking News, World News and Video from Al Jazeera
UN General Assembly quiz: Who said these 10 famous quotes?
With world leaders at the UN General Assembly podium this week, play our quiz matching famous quotes to who said them.
Al Jazeera – Breaking News, World News and Video from Al Jazeera
Qatar’s Dakar Rally champ Nasser Al-Attiyah wins Asian Games shooting gold
Al-Attiyah is the first person to win a gold medal at the Games in the same year as his Dakar Rally triumph.