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Borsa: Asia contrastata, mercato guarda a dati chiave occupazione negli Usa
L'Europa è attesa positiva. Anche i future su Wall Street sono in rialzo
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Il prezzo del gas è in calo a 73,4 euro al megawattora
Ad Amsterdam i contratti Ttf cedono lo 0,75%
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Operaio morto al Colosseo, vescovo 'il lavoro dia vita non morte'
Funerali a Tottea, portavoce comunità, 'Andrea resterà dentro i luoghi che amava'
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A piedi da S.Pietro alle Tre Fontane per gli 80 anni delle apparizioni mariane
Il pellegrinaggio si terrà domenica 4 ottobre
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Toti a Spinelli: «Ti vengo a trovare prima delle elezioni. Ti chiedo un po’ di robe» Ecco le immagini degli incontri sullo yacht
Le parole del governatore ligure all'imprenditore: «Come al solito, di questi tempi» Spinelli a Signorini: «A 83 anni non mi possono fare niente»Le parole del governatore ligure all'imprenditore: «Come al solito, di questi tempi» Spinelli a Signorini: «A 83 anni non mi possono fare niente»Le parole del governatore ligure all'imprenditore: «Come al solito, di questi tempi» Spinelli a Signorini: «A 83 anni non mi possono fare niente»
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IL SINDACO DI GENOVA Lo sfogo di Bucci: «Gioco al massacro, non ci sto. Chiedo chiarezza, pronto a parlare con i pm»
Il sindaco di Genova: «Le mie parole sui maiali intercettate? Per ogni area nel porto si scatena la rissa. I soldi del ponte Morandi per un favore a Spinelli? È una falsità, quei soldi non c’entrano nulla»Il sindaco di Genova: «Le mie parole sui maiali intercettate? Per ogni area nel porto si scatena la rissa. I soldi del ponte Morandi per un favore a Spinelli? È una falsità, quei soldi non c’entrano nulla»
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Ucciso a 24 anni a colpi di pistola mentre andava a lavorare: giallo in Calabria
Domenico Oppedisano, padre di una bambina di nemmeno un anno, raggiunto da diversi proiettili. Era incensurato. Indagano i carabinieri. L’ipotesi di un regolamento di conti nell’ambito del controllo del legname
Corriere.it - Cronache
Clima, la sfida dei 6 ragazzini contro l’Europa. Ecco perché la sentenza di domani può fare la storia (e ci sarà anche Greta)
La denuncia alla Corte dei diritti per l’uomo: «Non è stato fatto abbastanza per scongiurare la peggiore minaccia all’umanità». Se vincessero la sentenza avrebbe valore di trattato e obbligherebbe a prendere misure drastiche
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Sciopero oggi 2 ottobre, gli orari e chi si ferma: treni, scuola e sanità a rischio
Il mese degli scioperi comincia oggi, venerdì 2 ottobre. Si tratta del il primo grande stop - tra treni, scuola e sanità - che apre una lunga serie di proteste che toccheranno...
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Tamara Pisnoli (ex moglie di De Rossi) ripudiata dalla figlia Gaia, oggi la causa per l'adozione a Sarah Felberbaum: ma lei non darà il consenso
Una causa insolita si celebrerà oggi davanti al Tribunale di Roma: una figlia che ripudia la madre e chiede di essere adottata dalla nuova moglie di suo padre. Gaia De Rossi, primogenita...
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Roma, la nuova mappa dei quartieri: ecco i nomi e i confini ?votati? dai romani
L?Assemblea Capitolina ha approvato definitivamente ieri la nuova mappa dei quartieri di Roma, portando a compimento un percorso che aggiorna, dopo quasi cinquant?anni, la...
ilmessaggero.it - roma
«Ci sarà una strage con 89 morti», metal detector al liceo Amaldi: caccia all?autore della minaccia (che potrebbe essere un esterno)
Potrebbe non essere uno studente del liceo ?Edoardo Amaldi? l?autore dei messaggi anonimi che ieri hanno fatto scattare i controlli della polizia con metal detector...
Il Sole 24 ORE - Italia
Carburanti, price cap e sconti progressivi: come funzionano le misure di Eni, Ip, Q8 e Tamoil
L’ultima ad adeguarsi, in ordine temporale, è stata Tamoil. Il marchio appartenente al gruppo petrolifero Oilinvest - con sede nei Paesi Bassi e siti estrattivi in Libia - ha annunciato...
Il Sole 24 ORE - Italia
All’Ostello Caritas di Roma il concerto di Marco Arcieri dedicato a Chopin
La magia di Chopin arriva nel cuore della Caritas, in un luogo quotidianamente dedicato all’accoglienza delle persone più fragili. Sabato 3 ottobre, alle 20.30, alla Stazione Termini, negli spazi della...
Il Fatto Quotidiano
Ti ricordi… Stefan Kovacs, il tecnico snobbato che portò l’Ajax all’apice della propria grandezza: “Non mi hanno chiamato per fare il parrucchiere”
Gli esami non finiscono mai. Già, e buona parte degli esami che la vita ci mette di fronte vengono accolti con un discreto carico di ansia da prestazione. Normale. Impossibile essere sempre spavaldi e sicuri di sé di fronte a ogni prova difficile e pure affrontarle con aria beffarda e quasi indifferente, magari con una massima sibillina sempre pronta: sarebbe una bella ambizione. A riuscirci si vincerebbero due Coppe dei Campioni di seguito, casomai. È un esempio in tal senso Stefan Kovacs, detto Pisti, ex allenatore dell’Ajax scomparso 31 anni fa e nato esattamente 106 anni fa. Papà ungherese, mamma rumena: nasce a Timisoara e segue l’esempio di Nicolae, fratello maggiore e stella della nazionale rumena. Già, Nicolae era molto più forte ma Pisti non se ne fa un cruccio, sfoderando la sua solita personalità: “Ero un buon centrocampista, col ruolo principale di portare la borsa a mio fratello Nicolae”. La carriera da calciatore si conclude nel 1953, dal 1954 comincia quella da allenatore al Știința Cluj, nel 1968 arriva alla Steaua Bucarest e vince tre coppe di Romania, di cui due da imbattuto e un campionato rumeno. Intanto l’Ajax dopo aver vinto la Coppa dei Campioni nel 1971 perde Rinus Michels, passato al Barcellona. La dirigenza stila una lista di 15 allenatori per sostituirlo: c’è anche Kovacs. Come ha confessato anni dopo, Pisti è convinto che non sarà scelto dopo il colloquio. Ma ha un pregio: è l’allenatore più economico e forse proprio in base a questa caratteristica viene scelto come nuovo mister dai lancieri. Una scelta che non convince granché né squadra, né opinione pubblica. Kovacs però non si sente particolarmente a disagio quando viene guardato dall’alto in basso, neanche da grandi campioni come quelli che giocano in quell’Ajax. Da Crujiff a Krol, da Neskeens a Rep, la prima provocazione consiste nel lasciarsi crescere i capelli e chiedere al mister cosa ne pensasse (anche in considerazione della ben nota severità del suo predecessore Michel), ma Pisti non si scompone: “Mi hanno chiamato per fare l’allenatore, non il parrucchiere”, replica sornione. Erano ancora lontani i tempi in cui Arrigo Sacchi, sul suo passato non glorioso in campo, poteva dichiarare: “Per essere fantino non bisogna essere stati cavallo”. I calciatori lancieri, poeti del pallone, gli lanciano contro un traversone violento e teso a mezza altezza, che però Kovacs con nonchalance stoppa di tacco, senza curarsene granché. Bastò quel gesto per smontare ogni supponenza: nello spogliatoio più aristocratico, anarchico e presuntuoso d’Europa arrivò un sovrano illuminato, non un sergente di ferro. L’Ajax di Michels era una macchina da guerra perfetta ma logorata dalla disciplina; l’Ajax di Kovács divenne un’orchestra jazz dove ognuno era libero di improvvisare. Ștefan cancellò i riti di caserma, ammise il libero arbitrio ed ebbe persino l’ardire di girare per Amsterdam esclusivamente in bicicletta, sprovvisto com’era di patente. I risultati furono devastanti per gli avversari. Sotto la sua guida, i Lanceri toccarono l’apice della propria bellezza estetica e spietatezza agonistica, conquistando due Coppe dei Campioni consecutive (1972 e 1973), due campionati olandesi, una Coppa d’Olanda, una Supercoppa Europea e la Coppa Intercontinentale. Sette trofei in ventiquattro mesi. L’Inter di Invernizzi venne schiantata a Rotterdam con un doppio Cruijff; la Juventus di Vycpálek fu superata a Belgrado dodici mesi dopo. A chi, in patria o tra i media più conservatori, lo criticava per la troppa libertà concessa alle sue stelle — note per non disdegnare le ore piccole, il tabacco e qualche bicchiere di troppo —, Pisti rispondeva sfoderando una filosofia di vita incrollabile, scolpita da una delle sue battute più celebri: “Se un mio calciatore beve un bicchiere di vino o fuma una sigaretta e poi in campo corre per novanta minuti segnando due gol, il mio unico problema non è la sua condotta: è assicurarmi che quel vino sia di buona qualità“. Eppure, dietro quell’aria di bonaria saggezza da caffè mitteleuropeo e la capacità d’insegnare il calcio come un’opera lirica (“Io do solo il tempo, ma sono loro che cantano sul palco”), la vita di Kovács celava zone d’ombra ben più complesse. Anni dopo la sua scomparsa, dalle pieghe degli archivi emerse come il suo nome figurasse nei dossier della Securitate, la temibile polizia segreta della Romania comunista. Per poter viaggiare, allenare all’estero e muoversi nell’Europa dell’Ovest, Piști dovette imparare a convivere con la pressione soffocante del regime di Ceaușescu, firmando report e muovendosi in equilibrio sul filo del rasoio tra la gloria d’Occidente e il controllo del Blocco Sovietico. Un prezzo invisibile pagato per preservare la propria libertà intellettuale e calcistica. Dopo Amsterdam arrivarono la Francia — dove da Commissario Tecnico gettò i semi tattici su cui nacque il mito di Platini e il trionfo dell’Europeo 1984 —, il Panathinaikos e infine il Monaco, prima di ritirarsi in silenzio. Ștefan Kovács ci ha lasciati nel maggio del 1995 a Cluj–Napoca, esattamente dodici giorni prima che il suo amato Ajax alzasse al cielo la sua quarta e ultima Champions League a Vienna. Se ne andò senza fare rumore, con quella stessa grazia sorniona con cui stoppava i palloni di tacco in giacca e cravatta. Insegnandoci che, di fronte agli esami imprevedibili della vita, il segreto non è irrigidirsi per la paura di sbagliare, ma sorridere, allentare il cravattino e ricordarsi che alla fine si tratta pur sempre di un bellissimo gioco. L'articolo Ti ricordi… Stefan Kovacs, il tecnico snobbato che portò l’Ajax all’apice della propria grandezza: “Non mi hanno chiamato per fare il parrucchiere” proviene da Il Fatto Quotidiano.
Il Fatto Quotidiano
Antonelli riparte da Sepang dopo l’errore a Baku: “Ho fatto una cavolata”. E la Mercedes si gioca l’ultima carta per il Mondiale
Sull’inedita pista di Sepang, di ritorno in calendario dopo un’assenza che durava dal 2017, la Mercedes mette sul tavolo l’ultima carta pesante della stagione. La W17 si presenta in Malesia con un pacchetto aerodinamico profondo, il primo vero intervento sulla monoposto dal Gran Premio del Canada di fine maggio, pensato per correggere uno dei pochi punti deboli emersi durante l’anno: il comportamento in uscita dalle curve lente. Il nuovo fondo e la revisione delle fiancate dovrebbero aumentare il carico generato dalla vettura di quasi il 4%, senza pagare un prezzo significativo in termini di resistenza all’avanzamento. La Mercedes arriva dunque alla gara malese con l’obiettivo di dare un’ultima spinta finale per il titolo, prima di concentrare definitivamente le energie sull’auto del prossimo campionato. Gli ingegneri hanno lavorato su una zona cruciale della macchina, cercando più trazione ed equilibrio dove finora la W17 concedeva qualcosa agli avversari. In conferenza stampa, Andrea Kimi Antonelli ha parlato di un possibile guadagno nell’ordine dei tre decimi, una stima che dovrà però essere verificata in pista. Toto Wolff, naturalmente, ha giocato a nascondino per proteggere il team, con un lapalissiano: “Solo la pista dirà se funzioneranno, dopo il simulatore”. Sepang sarà quindi un esame tanto per la macchina quanto per il lavoro svolto a Brackley. E soprattutto sarà un esame per lo stesso Antonelli. Il bolognese arriva con 66 lunghezze di vantaggio su George Russell, ma Baku ha leggermente riaperto una partita che sembrava molto più indirizzata. L’errore in qualifica, con il conseguente 16° posto in griglia, e la rimonta fino al quinto in gara, ha limitato i danni (Kimi ha perso 15 punti) ma ricordato una regola semplice: quando si corre per il Mondiale, non tutti i weekend devono necessariamente essere vinti. Un po’ come insegnava una volta Niki Lauda, che quando non vinceva preferiva conquistare più punti possibili. Lo stesso Kimi lo ha riconosciuto, anche se non entusiasta: “(A Baku, ndr) Ho fatto veramente una cavolata — le sue parole — Ovviamente per il titolo sono disposto a tutto, però se posso scegliere questo modo di guidare al risparmio non è il mio, non è nel mio istinto“. È proprio qui che passa la maturazione del leader Mercedes. Velocità e aggressività lo hanno portato in testa al campionato, da Sepang in avanti servirà anche saper capire quando attaccare e quando portare a casa il massimo possibile. Il precedente recente di Oscar Piastri è un monito: nel 2025 l’australiano arrivò a Baku da leader, ma i due schianti tra qualifica e gara aprirono alla fase nera di Mondiale, quella finale, che lo portò a perdere infine il titolo nei confronti del compagno di box Lando Norris. Dall’altra parte del garage Mercedes, però, George Russell non ha alcuna intenzione di aspettare. La vittoria di Baku gli ha restituito fiducia e ridotto il distacco: “Ora finalmente avverto di trovarmi in una posizione competitiva nella quale posso lottare per la vittoria weekend dopo weekend“, ha detto. E sul campionato: “C’è un grande distacco, ma siamo solo a due terzi del percorso complessivo”. Il team della Stella ha quindi una macchina da affinare e due piloti che arrivano alla fase decisiva con motivazioni opposte. Antonelli deve proteggere il vantaggio senza snaturarsi, Russell deve continuare a vincere. Il nuovo fondo può dare alla W17 la zampata tecnica finale, per allontanare una McLaren forte tra le curve, come potrebbe fare in questo weekend, e una Red Bull tornata più pimpante negli ultimi GP. Ma il Mondiale, da qui alla fine, potrebbe decidersi soprattutto nella capacità di non sprecare ciò che già si possiede. L'articolo Antonelli riparte da Sepang dopo l’errore a Baku: “Ho fatto una cavolata”. E la Mercedes si gioca l’ultima carta per il Mondiale proviene da Il Fatto Quotidiano.
BBC News
Putin warns West that Russia is ready to use every weapon to protect Kaliningrad
The Russian leader insists Moscow is "not threatening anyone" and is merely responding to statements by Western leaders.
BBC News
Russia targets busy bridge in central Kyiv
The Pivdennyi bridge came under fire as a metro train was travelling across - the first such attack on Kyiv's bridges.
Al Jazeera – Breaking News, World News and Video from Al Jazeera
Election debate cancelled in Brazil, bomb scare outside Supreme Court
Brazilian president and opposition candidate snub the final debate ahead of the presidential election.
Al Jazeera – Breaking News, World News and Video from Al Jazeera
Asian Games 2026: Taiwan’s gender-row boxer Lin Yu-ting wins gold medal
Lin bags her second Asian Games gold medal, three years on from her success in Hangzhou in the 57kg class.