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Mondiali: Svizzera ko 3-1 ai supplementari, Argentina in semifinale con l'Inghilterra
Decisive le reti di Alvarez e Martinez, Embolo espulso
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Mondiali: Norvegia battuta 2-1 ai supplementari, Inghilterra in semifinale
Decisiva la doppietta di Bellingham. Per gli scandinavi a segno Schjelderup
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Auto: scatta la 61^ Rieti-Terminillo tra show ed emozioni
Tanto pubblico e super car da sogno in parata al via della 59^ Coppa Bruno Carotti
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Gattuso 'Lazio una sfida, voglio una squadra che ne rispetti la storia'
Il nuovo tecnico biancoceleste: "C'è da mettere l'elmetto, assenza tifosi non sia alibi"
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Toti a Spinelli: «Ti vengo a trovare prima delle elezioni. Ti chiedo un po’ di robe» Ecco le immagini degli incontri sullo yacht
Le parole del governatore ligure all'imprenditore: «Come al solito, di questi tempi» Spinelli a Signorini: «A 83 anni non mi possono fare niente»Le parole del governatore ligure all'imprenditore: «Come al solito, di questi tempi» Spinelli a Signorini: «A 83 anni non mi possono fare niente»Le parole del governatore ligure all'imprenditore: «Come al solito, di questi tempi» Spinelli a Signorini: «A 83 anni non mi possono fare niente»
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IL SINDACO DI GENOVA Lo sfogo di Bucci: «Gioco al massacro, non ci sto. Chiedo chiarezza, pronto a parlare con i pm»
Il sindaco di Genova: «Le mie parole sui maiali intercettate? Per ogni area nel porto si scatena la rissa. I soldi del ponte Morandi per un favore a Spinelli? È una falsità, quei soldi non c’entrano nulla»Il sindaco di Genova: «Le mie parole sui maiali intercettate? Per ogni area nel porto si scatena la rissa. I soldi del ponte Morandi per un favore a Spinelli? È una falsità, quei soldi non c’entrano nulla»
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Ucciso a 24 anni a colpi di pistola mentre andava a lavorare: giallo in Calabria
Domenico Oppedisano, padre di una bambina di nemmeno un anno, raggiunto da diversi proiettili. Era incensurato. Indagano i carabinieri. L’ipotesi di un regolamento di conti nell’ambito del controllo del legname
Corriere.it - Cronache
Clima, la sfida dei 6 ragazzini contro l’Europa. Ecco perché la sentenza di domani può fare la storia (e ci sarà anche Greta)
La denuncia alla Corte dei diritti per l’uomo: «Non è stato fatto abbastanza per scongiurare la peggiore minaccia all’umanità». Se vincessero la sentenza avrebbe valore di trattato e obbligherebbe a prendere misure drastiche
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L'Iran lancia un missile contro una nave cargo: «Hormuz è chiuso». Gli Usa rispondono con una nuova ondata di raid
La tregua ormai è finita: tra Stati Uniti e Iran è nuovamente guerra. E Hormuz torna chiuso. Nastro riavvolto e ritorno alle forti tensioni dei mesi scorsi prima della firma di...
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Meloni nella lista nera dell'Iran pubblicata da un quotidiano di Teheran. Il figlio di Khamenei: «Vendetta per mio padre»
Giorgia Meloni vestita da carcerata. Insieme alla premier italiana, con la stessa uniforme arancione, il cancelliere tedesco Friedrich Merz, il presidente francese Emmanuel Macron e il primo...
ilmessaggero.it - roma
Caldo a Roma, nuova fiammata africana: picco in arrivo, il termometro torna a salire fino a 40 gradi. La Capitale assediata dall?afa
La tregua è già finita. Da domani la morsa del caldo tornerà a stringere la Capitale e, nel giro di pochi giorni, le temperature toccheranno ancora i 37-38 gradi. Una nuova...
ilmessaggero.it - roma
Auto acquistate, soldi prelevati, hotel a 4 stelle e casa intestata nel testamento: così la badante ha raggirato l'anziana, condannata a Roma
«La circonvenzione d'incapace non lascia i lividi sul corpo, ma devasta l'esistenza di una persona. È un reato silenzioso, subdolo, che si nutre delle fragilità...
Il Sole 24 ORE - Italia
Non solo caldo, Piemonte e Sardegna alle prese con gli incendi
Non solo temperature alte che colpiscono e soffocano le città, per Sardegna e Piemonte è scattata anche l’emergenza incendi. Le due regioni, infatti, hanno dovuto fare i conti...
Il Sole 24 ORE - Italia
Manovra 2027, si apre il cantiere: allo studio la conferma di detassazione rinnovi contratti e premi
Nella scorsa legge di bilancio stanziati due miliardi. Il ministro Calderone: «Il nostro obiettivo è riconfermare questo nostro impegno».
Il Fatto Quotidiano
L’Europa ci ha insegnato come lasciare la Sardegna. Ora deve imparare a farci tornare
di Alessandro Zedde Alle sei del mattino, in un paese della Sardegna, il pullman porta via studenti, lavoratori e giovani diretti verso città e aeroporti. Dietro restano case chiuse, anziani e comunità che invecchiano. È una scena che si ripete in molte aree interne europee, dai Carpazi all’Appennino, dove alla crescente mobilità dei giovani si affianca lo svuotamento progressivo dei piccoli territori. Negli ultimi decenni l’Unione europea ha costruito un’infrastruttura efficace per favorire la mobilità attraverso Erasmus+, il Corpo europeo di solidarietà e la libertà di circolazione. Non ha però sviluppato con la stessa efficacia le condizioni perché quei giovani possano scegliere di tornare o restare. Il problema non è la partenza, ma l’assenza di opportunità nei luoghi di origine. I dati confermano una tendenza strutturale. Tra il 2014 e il 2024 le aree rurali europee hanno perso quasi otto milioni di abitanti, mentre le città ne hanno guadagnati oltre dieci milioni. A lasciare questi territori sono soprattutto i giovani, mentre cresce la popolazione anziana. In Italia il fenomeno interessa in particolare le aree interne, lontane dai servizi essenziali, dove il calo demografico è molto più marcato rispetto ai comuni centrali. La Sardegna rappresenta uno dei casi più evidenti. L’isola registra il più basso tasso di fecondità italiano e una popolazione sempre più anziana. Nei piccoli comuni l’età media supera i cinquantadue anni e la perdita di giovani comporta anche conseguenze economiche. Secondo il Centro Studi Confindustria Sardegna, il progressivo calo della popolazione in età lavorativa corrisponde a un potenziale produttivo non realizzato di circa 1,7 miliardi di euro. Le cause sono note. Un’economia troppo dipendente dal turismo stagionale, poche opportunità per laureati e diplomati, riduzione dei servizi essenziali e persistente divario digitale alimentano un circolo vizioso che rende sempre più difficile vivere nei piccoli centri. Parallelamente la mobilità europea ha prodotto risultati importanti. Erasmus+ ha coinvolto oltre 16,5 milioni di partecipanti e in Italia interessa ogni anno decine di migliaia di persone. Queste esperienze migliorano competenze, occupabilità e reti professionali. Tuttavia, la stessa mobilità facilita anche la perdita di capitale umano, perché molti giovani trovano lavoro altrove e non rientrano. Invitare semplicemente i giovani a restare non basta. Senza lavoro stabile, servizi, connessioni digitali e prospettive di lungo periodo, restare rischia di diventare una rinuncia più che una scelta. Anche i finanziamenti europei incontrano spesso ostacoli amministrativi nei piccoli comuni, che dispongono di risorse limitate per progettare e gestire gli interventi. L’Unione europea ha avviato politiche specifiche per le aree rurali e l’Italia ha rafforzato la Strategia nazionale per le aree interne. In Sardegna iniziative come il recupero delle case abbandonate a Ollolai o gli incentivi regionali per chi si trasferisce nei piccoli comuni dimostrano capacità di innovazione e attraggono nuovi residenti. Restano però esperienze ancora insufficienti a invertire una dinamica demografica di lungo periodo. L’Europa non dovrebbe essere vista soltanto come un finanziatore, ma come uno spazio di mobilità e di opportunità. Se oggi permette ai giovani di partire, la sfida dei prossimi anni sarà rendere i territori di origine luoghi in cui tornare sia una possibilità concreta. Con il nuovo Erasmus+ e la futura politica di coesione, il vero banco di prova non sarà soltanto quanti giovani partiranno, ma quanti territori daranno lavoro, servizi e qualità della vita sufficienti per essere scelti una seconda volta. Il pullman continuerà a partire ogni mattina, è giusto che sia così. Nessuna politica dovrebbe impedire ai giovani di cercare il proprio futuro altrove. La vera sfida è fare in modo che, sempre più spesso, qualcuno possa scegliere di tornare, perché ciò che si lascia sia a sua volta un luogo costruire il proprio futuro. Il blog Sostenitore ospita i post scritti dai lettori che hanno deciso di contribuire alla crescita de ilfattoquotidiano.it, sottoscrivendo l’offerta Sostenitore e diventando così parte attiva della nostra community. Tra i post inviati, Peter Gomez e la redazione selezioneranno e pubblicheranno quelli più interessanti. Questo blog nasce da un’idea dei lettori, continuate a renderlo il vostro spazio. Diventare Sostenitore significa anche metterci la faccia, la firma o l’impegno: aderisci alle nostre campagne, pensate perché tu abbia un ruolo attivo! Se vuoi partecipare, al prezzo di “un cappuccino alla settimana” potrai anche seguire in diretta streaming la riunione di redazione del giovedì – mandandoci in tempo reale suggerimenti, notizie e idee – e accedere al Forum riservato dove discutere e interagire con la redazione. L'articolo L’Europa ci ha insegnato come lasciare la Sardegna. Ora deve imparare a farci tornare proviene da Il Fatto Quotidiano.
Il Fatto Quotidiano
“Il giorno prima ero un giovane matto, il giorno dopo un genio della cucina italiana con 1 stella Michelin a 25 anni. Non volevo passare la vita chiuso in un ristorante, ho scelto la famiglia”: parla chef Lorenzo Cogo
Lorenzo Cogo nasce nel 1986 a Thiene, in provincia di Vicenza, terza generazione di una dinastia di cuochi: il nonno faceva il maggiordomo per una famiglia nobile della zona, il padre gestisce ancora oggi la trattoria di famiglia. Dopo la scuola alberghiera, Cogo non resta certo fermo. Parte per l’Australia, dove lavora al Vue de Monde di Melbourne con Shannon Bennett e poi al Marque di Sydney con Mark Best. Da lì il salto in Inghilterra, al leggendario Fat Duck di Heston Blumenthal, e poi in Giappone, dove affina la tecnica al fianco dello chef Seiji Yamamoto. Il percorso prosegue nei Paesi Baschi, all’Asador Etxebarri di Victor Arguinzoniz — dove scopre la sua passione per la cottura alla brace — fino all’ultima tappa: il Noma di Copenaghen, allora già considerato tra i migliori ristoranti al mondo, sotto la guida di René Redzepi. Nel 2011, a soli 24 anni, Lorenzo torna a casa e apre El Coq a Marano Vicentino, in un ex trattoria del suo paese natale. L’anno dopo arriva il riconoscimento che lo consacra: la stella Michelin, che a 25 anni lo rende lo chef stellato più giovane d’Italia. La sua cucina viene ribattezzata “Cucina Istintiva”: tecnica internazionale, materie prime del territorio, poca retorica. Il successo porta El Coq a trasferirsi, nel 2016, dal paesino di Marano Vicentino al centro di Vicenza, dentro lo storico Caffè Garibaldi in Piazza dei Signori. Qui Cogo diventa anche imprenditore a tutti gli effetti, con uno staff di decine di persone e progetti collaterali come El Casolin, bottega dedicata ai suoi prodotti. Nel 2021 arriva la decisione più drastica: l’addio a Vicenza e la chiusura di quella fase, con il ritorno “part time” nella trattoria di famiglia a Thiene. Negli anni successivi ha affiancato l’attività di famiglia con diverse iniziative: Loco, una linea di zuppe pronte pensata per la grande distribuzione; il Lorenzo Cogo Social Club, un loft-rooftop con piscina a Schio dove lo chef cucina in stile freestyle davanti a pochi ospiti in un contesto informale; e una parentesi come executive chef e consulente per il ristorante Dama, all’interno di un hotel a Venezia, collaborazione terminata all’inizio del 2024 per divergenze di visione con la nuova proprietà della struttura. Insomma la conquista della stella Michelin ha inciso non poco nella vita dello chef, come racconta al mensile “I piaceri del gusto”: “Il giorno prima ero un giovane matto, il giorno dopo un genio della cucina italiana. Viviamo in un paese dove le etichette ven- gono prima dei fatti, e l’etichetta della Michelin è stata fondamentale per cambiare l’approccio della gente nei miei confronti. In cucina non era cambiato nulla, ma quel riconoscimento mi ha dato l’energia per crescere in un contesto così piccolo”. Poi ha continuato :“Sono rientrato nel ristorante di famiglia, rilevando delle quote per fare lo switch da trattoria vecchio stampo a trattoria contemporanea, unendo la semplicità di mio padre a proposte fresche e moderne. Ma la vera svolta è stata un’altra: ho capito che non volevo passare la vita chiuso in un ristorante. Nel 2020 ho detto alla mia compagna: ‘Io non ho fatto tutto questo per il mio ego, ma perché mi piaceva cucinare. Oggi questo sistema non mi rende più felice’. Ho messo davanti le mie priorità” ossia la famiglia. L'articolo “Il giorno prima ero un giovane matto, il giorno dopo un genio della cucina italiana con 1 stella Michelin a 25 anni. Non volevo passare la vita chiuso in un ristorante, ho scelto la famiglia”: parla chef Lorenzo Cogo proviene da Il Fatto Quotidiano.
BBC News
Spain battles to contain one of its deadliest wildfires as at least 12 killed
At least four Britons are believed to be among the victims of the blaze, which left another 23 people missing.
BBC News
Polish PM pledges memorial to victims of WW2 'genocide by Ukrainian nationalists'
Warsaw and Kyiv have for decades been at loggerheads over the killings of many thousands of civilians during World War Two.
Al Jazeera – Breaking News, World News and Video from Al Jazeera
Former emir of Qatar, Sheikh Hamad bin Khalifa Al Thani, dies at 74
This is a breaking news story.
Al Jazeera – Breaking News, World News and Video from Al Jazeera
US forces launch new strikes on Iran; Tehran closes Strait of Hormuz
US forces have launched a third round of strikes on Iran in a week.