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Schiavitù e violenza sessuale, scoperta una setta nel Torinese
Arrestato un uomo di 59 anni, indagine dei carabinieri
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Eni, completato riassetto Plenitude con aumento capitale da 1,56 miliardi
Sottoscritto da Ares per 1,08 miliardi e da Eni per 0,48
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Tottea accoglie la salma dell'operaio morto al Colosseo, 'borgo in lutto'
'Infranti i sogni mentre compiva il suo dovere lavorando'. Domani i funerali
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Cambio ai vertici della Popolare Lazio, Capolupo nominato dg
Decisione unanime cda. L'ad Massimo Lucidi lascia
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Toti a Spinelli: «Ti vengo a trovare prima delle elezioni. Ti chiedo un po’ di robe» Ecco le immagini degli incontri sullo yacht
Le parole del governatore ligure all'imprenditore: «Come al solito, di questi tempi» Spinelli a Signorini: «A 83 anni non mi possono fare niente»Le parole del governatore ligure all'imprenditore: «Come al solito, di questi tempi» Spinelli a Signorini: «A 83 anni non mi possono fare niente»Le parole del governatore ligure all'imprenditore: «Come al solito, di questi tempi» Spinelli a Signorini: «A 83 anni non mi possono fare niente»
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IL SINDACO DI GENOVA Lo sfogo di Bucci: «Gioco al massacro, non ci sto. Chiedo chiarezza, pronto a parlare con i pm»
Il sindaco di Genova: «Le mie parole sui maiali intercettate? Per ogni area nel porto si scatena la rissa. I soldi del ponte Morandi per un favore a Spinelli? È una falsità, quei soldi non c’entrano nulla»Il sindaco di Genova: «Le mie parole sui maiali intercettate? Per ogni area nel porto si scatena la rissa. I soldi del ponte Morandi per un favore a Spinelli? È una falsità, quei soldi non c’entrano nulla»
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Ucciso a 24 anni a colpi di pistola mentre andava a lavorare: giallo in Calabria
Domenico Oppedisano, padre di una bambina di nemmeno un anno, raggiunto da diversi proiettili. Era incensurato. Indagano i carabinieri. L’ipotesi di un regolamento di conti nell’ambito del controllo del legname
Corriere.it - Cronache
Clima, la sfida dei 6 ragazzini contro l’Europa. Ecco perché la sentenza di domani può fare la storia (e ci sarà anche Greta)
La denuncia alla Corte dei diritti per l’uomo: «Non è stato fatto abbastanza per scongiurare la peggiore minaccia all’umanità». Se vincessero la sentenza avrebbe valore di trattato e obbligherebbe a prendere misure drastiche
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Vittorio Sgarbi ricoverato: è grave. L'ultima apparizione in pubblico dieci giorni fa. La malattia e la battaglia giudiziaria con la figlia Evelina
L'ultima volta che era apparso in pubblico era il 19 settembre. Vittorio Sgarbi era tornato in pubblico a Ferrara, dove era stato accolto da un lungo applauso durante...
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Condannata a morte sopravvive all'iniezione letale. «Vene rotte e farmaco degradato, Christa Pike respira ancora»
È «fallita» l'iniezione letale con cui oggi sarebbe dovuta essere eseguita la condanna a morte di Christa Pike, la donna del Tennessee condannata alla pena capitale per...
ilmessaggero.it - roma
Roma, nel covo infernale di Tor Sapienza tra gli ?zombie? affamati di crack
Via Tallone, ultimo atto: nei tre piani del dinosauro in cemento ci si muove ancora come ombre, tra un blitz e l?altro delle forze dell?ordine. C?è chi tenta di recuperare...
ilmessaggero.it - roma
Roma, droga via Telegram e pagamenti in Bitcoin, presa la ?Gorilla Gang?
Un gorilla come logo del canale Telegram al quale erano iscritti oltre 4500 clienti. I pagamenti in cripto-valute per comprare la droga che arrivava dall'estero, America inclusa. È...
Il Sole 24 ORE - Italia
Rischio geopolitico delle imprese, la Luiss rilancia l’osservatorio per misurarlo
Focus sulla necessità di comprendere il mutamento degli equilibri internazionali e il suo impatto sui sistemi economici
Il Sole 24 ORE - Italia
Caro carburanti sul pescato, il gasolio dei pescherecci sale del 200 per cento
Secondo Confcooperative il prezzo oscilla tra 1,30 e 1,70 euro al litro. Picco registrato a Lavagna, in Liguria
Il Fatto Quotidiano
Ford, il paradosso cinese: “Possono mandarci in rovina, ma dobbiamo collaborare”
“Osservo ciò che sta accadendo in Europa in questo momento. Gli Stati Uniti devono essere estremamente cauti riguardo al modo in cui i produttori cinesi arrivano nel nostro Paese”: parole di Jim Farley, ad della Ford, relative agli agguerritissimi costruttori della Repubblica Popolare e all’impotenza dei produttori del vecchio continente, che arrancano. Per Farley, in Europa è addirittura “troppo tardi” per frenare l’invasione del Made in China. Ecco perché il numero uno dell’Ovale Blu, durante un suo discorso all’Automotive News Congress di Detroit, ha esortato gli Stati Uniti ad agire con cautela nell’aprire il mercato ai marchi del Dragone. “Quest’anno la Cina esporterà 11 milioni di veicoli, una cifra superiore all’intera produzione automobilistica degli Stati Uniti (dove nel 2024 la produzione si è attestata a 10,24 milioni di unità). E siamo solo all’inizio. Undici milioni sono solo l’inizio”, ha spiegato il top manager, menzionando alcuni mercati dove i cinesi hanno già raggiunto fette di mercato ragguardevoli: “Il 25% di tutti i veicoli venduti in Messico proviene dalla Cina. In Australia, i costruttori cinesi hanno il 25% del mercato e sono sulla buona strada per raggiungere il 50%”. “Dobbiamo essere molto cauti e prudenti”, ha affermato Farley, aggiungendo che “il futuro e la difesa del nostro Paese e della nostra base industriale dipendono da come gestiremo questa situazione nel modo giusto. Quindi non isoliamo la concorrenza, ma riflettiamo su come trovare il giusto equilibrio. Dobbiamo garantire condizioni di parità. Se non le avremo, ce ne pentiremo, ne sono convinto”. Anche se il medesimo Farley, poche settimane prima, era stato più conciliante: “Apprezziamo i nostri partner cinesi, ci aiutano a rimanere competitivi. Ford continuerà ad espandere queste collaborazioni”. Inoltre, non ha mancato di indicare la BYD come il punto di riferimento nell’elettrico: “Hanno una capacità produttiva sufficiente in Cina, con stabilimenti già esistenti, per servire l’intero mercato nordamericano e mandarci tutti in rovina”, ha dichiarato Farley, mentre in precedenza aveva previsto il loro ingresso sul mercato statunitense entro una decina di anni. Di fatto, gli Stati Uniti sono ormai “assediati” dal Dragone, con BYD, Geely e Chery pronte a lanciare i loro prodotti in Canada, sfruttando l’accordo di gennaio tra Ottawa e Pechino. Il mercato statunitense, invece, per ora rimane chiuso grazie a dazi superiori al 100% e ai divieti normativi sulla commercializzazione di software cinesi. Inoltre, il Congresso rimane favorevole a mantenere barriere al loro ingresso il più a lungo possibile, sebbene il presidente Donald Trump, poco prima dell’ultimo incontro a Washington con la sua controparte Xi Jinping, abbia fatto delle notevoli aperture nei confronti di eventuali impianti di produzione su suolo americano. Tuttavia, le collaborazioni fra Ford e i cinesi non sono andate a genio al segretario ai Trasporti, Sean Duffy, che pochi giorni fa ha accusato l’Ovale Blu di “intrecciare il proprio futuro con quello di imprese statali cinesi”, stigmatizzando così l’accordo con Geely per la Spagna oppure quello per produrre batterie su licenza della CATL in Michigan. Farley ha quindi colto l’occasione dell’Automotive News Congress per replicare al ministro: “La nostra risposta è piuttosto semplice: collaboreremo con i cinesi laddove non possediamo la proprietà intellettuale, dove possiamo essere più efficienti in termini di allocazione di capitale, in aree come l’Europa o il Sud-est asiatico”. È il caso della licenza per le batterie: “È la nostra fabbrica, i nostri dipendenti sono a Marshall, nel Michigan. Ma la proprietà intellettuale è loro. È meglio che importare batterie. Al contempo competeremo direttamente con loro con i nostri veicoli elettrici universali. Ed entrambe le soluzioni possono andare benissimo. Non si escludono a vicenda”, ha proseguito l’ad di Ford, confermando il suo atteggiamento funambolico, fra la necessità vitale di cooperare coi partner cinesi e quella di non soccombere sotto il peso della loro schiacciate concorrenza. L'articolo Ford, il paradosso cinese: “Possono mandarci in rovina, ma dobbiamo collaborare” proviene da Il Fatto Quotidiano.
Il Fatto Quotidiano
L’Iran che resiste: “I giovani hanno una capacità critica che gli ayatollah faticano a frenare. L’aggressione di Usa e Israele però ha peggiorato la situazione”
Il 16 settembre di 4 anni fa veniva torturata e ridotta in fin di vita a bastonate dalla polizia morale la ventenne curda iraniana diventata nota con il nome di Mahsa Amini. Era stata sorpresa con alcune ciocche di capelli che fuoriuscivano dal velo e per questo era stata portata al primo posto di polizia da dove uscì in coma per poi morire in ospedale tre giorni dopo. Sul suo tragico destino ha pesato oltre, evidentemente, al fatto di appartenere al genere femminile anche il fatto che fosse di etnia curda, una delle più perseguitate dal regime degli ayatollah. Il suo omicidio di Stato ha dato vita alla prima rivoluzione iraniana guidata da donne, soprattutto ragazze, subito appoggiata dagli studenti universitari e persino da padri, mariti e figli. Nel libro di Greta Privitera intitolato Libertà, Libertà! – che verrà presentato giovedì 1 ottobre alle 18.30 a Roma presso l’ex circolo degli Artisti e in cui la giornalista dialogherà con lo scrittore Paolo Giordano e la vice direttrice del nostro giornale, Maddalena Oliva – il movimento Donna, Vita, Libertà, nato in seguito alla vicenda di Mahsa Amini, viene raccontato dalle protagoniste attraverso telefonate, messaggi, video. Lei scrive di essersi messa in ascolto dal momento in cui sono iniziate le prime manifestazioni di piazza delle donne perché non era in Iran. Cosa ha appreso? La crudeltà di un regime gerontocratico e la forza della generazione Z, cioè dei giovani iraniani che anche grazie agli smartphone e ai social hanno sviluppato una capacità critica che gli ayatollah non riescono più a tenere a freno. Nel libro faccio parlare anche intellettuali, premi Nobel come Shirin Ebadi e Narges Mohammadi e artisti che assieme alla gente comune scesa in piazza negli anni mi hanno permesso di ricostruire la storia di un paese dove non sono mai stata, perchè il regime mi ha rifiutato il visto d’ingresso. Il sottotitolo del libro è: “L’Iran che resiste da Khomeini alla guerra di Trump e Netanyahu”, significa che ha ricomposto la storia della rivoluzione islamica realizzata anche dai nonni e genitori dei manifestanti che lo scorso gennaio sono scesi in massa nelle strade di tutto l’Iran contro il regime? Sì, quei genitori che hanno sostenuto il Movimento Donna, Vita, Libertà del 2022 e hanno partecipato con i figli alle proteste di gennaio. Cittadini che dopo aver contribuito a cacciare lo Scià e dare il potere a Khomeini, si sono ritrovati a vivere sotto un regime molto più oppressivo e liberticida rispetto a quello precedente. Eppure le donne hanno potuto continuare a frequentare le scuole fino all’università tanto che il numero delle universitarie è maggiore rispetto a quello degli studenti maschi. Come si spiega questo paradosso? È stato un “errore” del regime, direi una sottovalutazione, ma è dovuto anche al fatto che durante la guerra con l’Iraq la maggior parte degli uomini era al fronte e, al contempo, l’economia del paese aveva bisogno di una forza lavoro qualificata, che è stata costituita dalle donne. La guerra di Trump e Netanyahu ha catturato la scena mediatica facendo scomparire la persecuzione tuttora in atto degli iraniani che nove mesi fa avevano dato vita a una nuova ondata di proteste di massa che sembrava essere sul punto di far crollare il regime. Oltre a essere illegale secondo il diritto internazionale, questa aggressione ha danneggiato i cittadini che chiedono di essere liberi dall’oppressione del regime? Sì, senza dubbio. Una fonte qatarina me lo ha confermato, ma anche attraverso i siti e gli iraniani e iraniane che sento costantemente con telefonate e messaggi, emerge che continuano gli arresti dei manifestanti e le esecuzioni. Da gennaio sarebbero almeno 26 i manifestanti impiccati. L'articolo L’Iran che resiste: “I giovani hanno una capacità critica che gli ayatollah faticano a frenare. L’aggressione di Usa e Israele però ha peggiorato la situazione” proviene da Il Fatto Quotidiano.
BBC News
Putin shows no sign of stopping the war as Russia doubles down on Ukraine
A foreign policy speech by the Russian president will be keenly watched, but all signs point to the full-scale invasion continuing.
BBC News
Swiss glaciers suffer 'disastrous' year of ice loss, threatening water supplies
Scientists say such rapid melting is no longer surprising given the pace of climate change.
Al Jazeera – Breaking News, World News and Video from Al Jazeera
India vs Pakistan live: Asian Games hockey semifinal
Follow our build-up to the match in Japan, field hockey rivalry history, score, photos and live text commentary.
Al Jazeera – Breaking News, World News and Video from Al Jazeera
Modi’s India takes on Trump more openly, from ‘terrorism’ to tariffs
After months of wait-and-watch, India is calling out differences with Trump head on as domestic pressure mounts.