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Oms, 'in Italia 5 decessi in 24 ore per il caldo'
'Il 6 luglio riunione d'emergenza sul caldo con Stati Ue'
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I banchieri della Bce restano cauti sulla frenata dell'inflazione
Da Lane a Sleojpen, effetto guerra a Iran non è ancora finito
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Scontro frontale vicino Roma, grave una 30enne
L'incidente a Gallicano nel Lazio, la donna trasportata in ospedale con l'elisoccorso
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John Legend a Roma, all'Auditorium Parco della Musica con i suoi successi
Il 2 luglio nella Cavea il vincitore di 13 Grammy Awards
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Toti a Spinelli: «Ti vengo a trovare prima delle elezioni. Ti chiedo un po’ di robe» Ecco le immagini degli incontri sullo yacht
Le parole del governatore ligure all'imprenditore: «Come al solito, di questi tempi» Spinelli a Signorini: «A 83 anni non mi possono fare niente»Le parole del governatore ligure all'imprenditore: «Come al solito, di questi tempi» Spinelli a Signorini: «A 83 anni non mi possono fare niente»Le parole del governatore ligure all'imprenditore: «Come al solito, di questi tempi» Spinelli a Signorini: «A 83 anni non mi possono fare niente»
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IL SINDACO DI GENOVA Lo sfogo di Bucci: «Gioco al massacro, non ci sto. Chiedo chiarezza, pronto a parlare con i pm»
Il sindaco di Genova: «Le mie parole sui maiali intercettate? Per ogni area nel porto si scatena la rissa. I soldi del ponte Morandi per un favore a Spinelli? È una falsità, quei soldi non c’entrano nulla»Il sindaco di Genova: «Le mie parole sui maiali intercettate? Per ogni area nel porto si scatena la rissa. I soldi del ponte Morandi per un favore a Spinelli? È una falsità, quei soldi non c’entrano nulla»
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Ucciso a 24 anni a colpi di pistola mentre andava a lavorare: giallo in Calabria
Domenico Oppedisano, padre di una bambina di nemmeno un anno, raggiunto da diversi proiettili. Era incensurato. Indagano i carabinieri. L’ipotesi di un regolamento di conti nell’ambito del controllo del legname
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Clima, la sfida dei 6 ragazzini contro l’Europa. Ecco perché la sentenza di domani può fare la storia (e ci sarà anche Greta)
La denuncia alla Corte dei diritti per l’uomo: «Non è stato fatto abbastanza per scongiurare la peggiore minaccia all’umanità». Se vincessero la sentenza avrebbe valore di trattato e obbligherebbe a prendere misure drastiche
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Raffaele Stipa, il pizzaiolo ucciso per 20 euro: chi è il killer Andrea Pellati, 43 anni, vive a pochi metri dalla pizzeria. Voleva mangiare gratis
Si chiama Andrea Pellati, ha 43 anni ed è residente in via Maiella, a un soffio dalla pizzeria Yoghi, il locale di via Gran Sasso d'Italia a Reggio Emilia dove lunedì...
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Vadim Ermolaev, chi è l'oligarca ucraino colpito nell'attentato a Montecarlo: età, patrimonio, sanzioni e cittadinanza
Vadym Ermolaev, noto anche come Yermolaiev, è un imprenditore originario di Dnipro, in Ucraina, nato nel 1968 e oggi indicato come cittadino di Cipro. Per anni è stato considerato...
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Ultimo a Tor Vergata è il «concerto dei record»: metro aperte tutta la notte e biglietti gratis. Ecco le informazioni utili
«Questo è il concerto dei record, qui si fa la storia, siamo felici di farla insieme a Nicolò, insieme ad Ultimo, che è un artista unico, persone come lui nascono una...
ilmessaggero.it - roma
Caldo a Roma, bollino rosso ancora due giorni: poi temporali, grandine e calo delle temperature. L?esperto: «Non riparatevi sotto agli alberi»
Roma non è ancora uscita dalla morsa del caldo. Dovrà fare i conti con altre due giornate da bollino rosso, oggi e domani, quando il termometro continuerà a sfiorare i 38...
Il Sole 24 ORE - Italia
Genova: valigetta sospetta davanti banca, allarme bomba in via Ceccardi
enova , 30 giu. - (Adnkronos) - Allarme bomba in via Ceccardi, a Genova, dove nel primo pomeriggio è stata ritrovata una valigetta nera davanti alla filiale di banca Intesa....
Il Sole 24 ORE - Italia
Capitalismo: luci e ombre dell’idea che ha rivoluzionato la storia
Dopo aver raccontato la storia della moneta, l'innovazione che ha trasformato gli scambi e accompagnato lo sviluppo delle civiltà, l'Investment Institute di UniCredit torna con una nuova...
Il Fatto Quotidiano
Attentato a Monaco, l’altra ombra sugli Ermolaev: il figlio Artur e la maxi-truffa da 100 milioni con i call center
C’è un’altra ombra che si allunga sull’attentato in cui ieri nel Principato di Monaco sono rimasti feriti Vadym Ermolaev, sua moglie e il figlio di 13 anni. L’ombra parte dall’inchiesta di Europol che ha svelato una maxi-truffa per la quale Artur Ermolaev, figlio dell’oligarca ucraino, il 30 aprile ha patteggiato una condanna con il Tribunale della contea di Harju, in Estonia. Figura chiave di una rete di finti call center che avrebbe operato tra Ucraina, diversi paesi dell’Ue e Turchia, con un sistema di frodi online e telefoniche ai danni di migliaia di persone che tra il 2019 e il 2022 avrebbe fruttato proventi per circa 100 milioni di euro, Ermolaev jr ha accettato una condanna per frode organizzata, una pena sospesa a cinque anni di carcere e il pagamento di circa 8,5 milioni di euro “destinati alle vittime estoni che hanno subito danni a causa delle attività di questa organizzazione criminale”, ha spiegato la procura. Le vittime venivano contattate da operatori che si fingevano consulenti finanziari. Tramite piattaforme online e siti costruiti ad hoc venivano loro proposti investimenti in criptovalute, forex o altri strumenti ad alto rendimento. Ottenuto il primo versamento, il personale – che nel frattempo aveva conquistato la fiducia dei clienti – chiedeva e otteneva ulteriori trasferimenti con la promessa di recuperare le perdite o moltiplicare rapidamente il capitale iniziale. Non solo. Gli operatori riuscivano a installare software di accesso remoto con i quali accedevano illegalmente ai computer delle vittime e rubavano le loro credenziali bancarie (dati delle carte di credito, informazioni di accesso ai portafogli di criptovalute). Una volta che le vittime si iscrivevano alla piattaforma ed effettuavano un pagamento, non erano più in grado di prelevare denaro. Le pagine web venivano infine disattivate oppure venivano richiesti ulteriori pagamenti per recuperare l’investimento. Dietro quelle telefonate, secondo gli investigatori, non c’erano piccoli gruppi di truffatori ma una macchina organizzata con metodi quasi aziendali. I call center operavano soprattutto da Kiev e Dnipro, città natale di Ermolaev jr, ma anche da altre città ucraine, nascosti dietro società formalmente registrate come imprese informatiche, di marketing o assistenza clienti. Uffici moderni, open space, postazioni informatiche e centinaia di dipendenti che, invece di vendere servizi, seguivano veri e propri copioni psicologici per convincere le vittime a continuare a investire. Ogni operatore aveva il suo compito: chi agganciava il cliente, chi costruiva il rapporto di fiducia, chi interveniva quando la vittima manifestava dubbi o chiedeva di ritirare il denaro. Il denaro veniva fatto transitare attraverso società e conti aperti in diversi paesi, rendendo estremamente difficile seguirne le tracce. Una parte delle somme veniva poi redistribuita ai livelli superiori dell’organizzazione – Ermolaev jr e i suoi tre soci -, mentre la struttura continuava ad aprire nuove società e nuovi siti internet per sostituire quelli ormai scoperti dalle autorità. Eurojust, l’Agenzia dell’Ue per la cooperazione in materia di giustizia penale che ha collaborato all’indagine insieme all’Europol e alle polizie di mezza Europa, ha stimato che a cadere nella rete siano state oltre 30.000 persone da almeno 71 paesi. Secondo il procuratore statale Jürgen Hüva, Ermolaev era stato uno dei quattro fondatori dell’organizzazione nel 2017 e il suo ruolo comprendeva la costituzione e il finanziamento delle società, l’organizzazione del lavoro dei call center e la fornitura dei servizi di supporto: “Non solo gli esecutori quotidiani del piano devono essere ritenuti responsabili – ha spiegato Hüva il giorno del patteggiamento, riferendosi agli operatori telefonici -, ma anche coloro che hanno costruito il sistema e ne hanno reso possibile il funzionamento. La confisca di proventi ottenuti con mezzi criminali su tale scala e il loro ridistribuzione alle vittime rappresentano un evento senza precedenti in Estonia”. Dai documenti del processo emerge anche che Artur aveva un ruolo in Versobank, banca estone poi chiusa dalla Banca Centrale Europea nel 2018, e alcune ricostruzioni della stampa economica estone collegano questa esperienza ai rapporti della famiglia Ermolaev con il sistema finanziario estone. L'articolo Attentato a Monaco, l’altra ombra sugli Ermolaev: il figlio Artur e la maxi-truffa da 100 milioni con i call center proviene da Il Fatto Quotidiano.
Il Fatto Quotidiano
Sull’attentato a Ranucci mi pare scontato che vi siano ‘altri livelli’: ecco perché
Grazie all’operazione coordinata dalla Distrettuale antimafia della Procura di Roma ed eseguita dai reparti speciali e territoriali dei Carabinieri, è stato individuato e arrestato il commando pesantemente indiziato di aver realizzato l’attentato contro Sigfrido Ranucci del 16 ottobre scorso. Adesso che i riflettori si riaccendono su una delle vicende più inquietanti degli ultimi mesi conviene richiamare alla memoria il quadro di insieme nel quale si collocò l’esplosione e per ciò va assunta come stella polare la dichiarazione odierna di Ranucci raccolta dalle agenzie: “Bisogna capire se ci sono altri livelli”. In verità pare scontato che vi siano “altri livelli” dal momento che i magistrati che hanno provveduto agli arresti parlano esplicitamente di una squadra che avrebbe operato su commissione, dietro pagamento e che avrebbe, nel periodo successivo all’esecuzione dell’attentato, posto in essere specifiche condotte volte a depistare eventuali indagini. Attorno al “cratere” di quella notte, che avrebbe potuto essere molto più devastante visto che le auto coinvolte erano alimentate a gas, si possono utilmente ordinare gli elementi emersi durante l’audizione in Commissione parlamentare antimafia del 4 novembre 2025, pure in parte secretata. Ranucci in quella sede aveva raccontato che l’attentato era avvenuto pochi giorni dopo l’annuncio fatto attraverso i social dei contenuti della puntata che stava per andare in onda e che tra questi ci sarebbe stato il servizio sul cantiere navale di Rovigo, dove era stata trovata la “mitraglietta” (il cantiere navale tanto caro al governo Meloni). Ranucci aveva anche spiegato che in quei giorni era stato fuori casa per lavoro e che nessuno poteva sapere che proprio quella sera sarebbe effettivamente tornato a casa: soltanto all’ultimo infatti Ranucci aveva richiesto alla scorta di andare a prenderlo e aveva di conseguenza avvisato casa. Durante l’audizione il senatore Scarpinato aveva chiesto a Ranucci di spiegare cosa il giornalista avesse saputo di un presunto pedinamento a cui sarebbe stato sottoposto per ordine del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Giovanbattista Fazzolari a seguito del lavoro fatto sulle stragi di mafia (risposta segretata). Ancora il senatore Scarpinato aveva ricordato che in prossimità dell’attentato a Ranucci un incendio aveva devastato la sede romana di 42° parallelo, società che ha prodotto Magma, il docufilm sull’omicidio di Piersanti Mattarella (non acquistato dalla Rai). Riguardare oggi l’audizione del 4 novembre è utile anche per lo scambio tra Ranucci e il senatore Maurizio Gasparri che, dopo aver “lasciato agli atti” che la pista nera sulla strage di Capaci, tanto cara a Report, era finita archiviata (oggi sappiamo che la vicenda è più articolata di come la volle liquidare Gasparri allora), aveva aggiunto in maniera sibillina di sapere che erano in corso delle indagini riguardanti Sigfrido Ranucci, provocando l’immediata protesta della deputata dem Debora Serracchiani. Ancora colpisce che per ben due volte la presidente Colosimo prendesse la parola per ipotizzare un collegamento tra l’esplosione (derubricata a possibile “fuoco d’artificio”!) e i turbolenti delinquenti operanti sul litorale di Ostia (dove “girano anche molte armi”). A rendere questa cornice ancora più grave ci sono gli attacchi che, in barba alla retorica solidaristica, Report ha continuato a subire proprio dagli ambienti legati alla maggioranza meloniana: la Rai che lascia Ranucci senza assistenza legale per la vicenda Minetti, la gravissima precarizzazione progressiva del rapporto che lega la Rai alla redazione di Report (una colonna come Paolo Mondani pagato, dalla prossima stagione, un tanto al pezzo), i ritardi nei pagamenti stessi. Insomma: l’attentato a Ranucci è un episodio grave che non può essere scollegato dal collasso del servizio pubblico radiotelevisivo, dall’occupazione della Rai da parte di fedelissimi meloniani che non fanno mistero di essere “di destra”, dall’allontanamento di voci libere e soltanto per questo scomode. Di più: credo che l’attentato a Ranucci non possa essere letto prescindendo da quella che appare come una partita per il potere dai contorni oscuri che riguarda pezzi di apparati di sicurezza, di componenti investigativo-giudiziarie, il “mercato” delle informazioni riservate (mi riferisco alle vicende Equalize, Squadra Fiore, “Striano/Laudati”) e i rapporti osceni tra mafie e politica. Quelli affiorati con la vicenda che ha travolto l’ex sottosegretario alla Giustizia, l’on. Andrea Delmastro di Fratelli d’Italia, quelli che affiorano dall’inchiesta Hydra a Milano dove vengono depositati a tambur battente verbali in gran parte omissati, quelli dei quali aveva cominciato a parlare Bernardo Pace, mafioso trapanese condannato nell’abbreviato di Hydra, pentito, trovato impiccato nel carcere di Torino il 16 marzo scorso. Quelli dei quali avrebbe dovuto occuparsi la presidente Colosimo, assecondando l’auspicio manifestato solennemente alla Camera da Giorgia Meloni all’indomani dello scandalo delle “5 forchette” (Delmastro-Caroccia), per una immediata e severa inchiesta sulle “infiltrazioni della mafia nella politica” (sic) e che invece ha prodotto ad oggi soltanto una imbarazzante audizione dello stesso Delmastro, mentre la Camera si appresta persino a negare ai magistrati romani l’acquisizione dei messaggi che si sono scambiati Delmastro e Caroccia. Gli stessi magistrati che però oggi verosimilmente hanno un quadro più dettagliato su quegli “altri livelli”. L'articolo Sull’attentato a Ranucci mi pare scontato che vi siano ‘altri livelli’: ecco perché proviene da Il Fatto Quotidiano.
BBC News
Manhunt under way after bomb injures Ukrainian oligarch and others in Monaco
The blast was caused by an explosive device which appeared to contain bolts and pellets, the head of Monaco's government said.
BBC News
Six people shot dead at centre for mothers and children in Germany
The male suspect who has been arrested was in a custody dispute over his baby daughter, police say.
Al Jazeera – Breaking News, World News and Video from Al Jazeera
Anti-migrant rally in South Africa demands undocumented foreigners leave
Anti-migrant rally in South Africa demands undocumented foreigners leave.
Al Jazeera – Breaking News, World News and Video from Al Jazeera
South Africa deploys police as anti-immigrant protests prompt fears
Anti-migrant groups have demanded undocumented foreigners leave the country by Tuesday.