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Mondiali: Colombia-Ghana 1-0
Decisivo al 14' il gol di Arias
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Trump proclama 4 luglio 2026 il 250/mo anniversario della Dichiarazione d'Indipendenza
'Dalla Dichiarazione d'Indipendenza alla Repubblica più forte e ricca della storia umana'
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Pugilato: Roma Boxing night, in palio due titoli italiani e uno europeo
Domani l'evento per i 110 anni della Fip, D'Ambrosi 'serata straordinaria'
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'Aegyptus', il deserto romano rivive tra archeologia, videoarte e IA
Alle Terme di Diocleziano percorso immersivo sulle oasi tra I secolo a.C. e V secolo d.C.
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Toti a Spinelli: «Ti vengo a trovare prima delle elezioni. Ti chiedo un po’ di robe» Ecco le immagini degli incontri sullo yacht
Le parole del governatore ligure all'imprenditore: «Come al solito, di questi tempi» Spinelli a Signorini: «A 83 anni non mi possono fare niente»Le parole del governatore ligure all'imprenditore: «Come al solito, di questi tempi» Spinelli a Signorini: «A 83 anni non mi possono fare niente»Le parole del governatore ligure all'imprenditore: «Come al solito, di questi tempi» Spinelli a Signorini: «A 83 anni non mi possono fare niente»
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IL SINDACO DI GENOVA Lo sfogo di Bucci: «Gioco al massacro, non ci sto. Chiedo chiarezza, pronto a parlare con i pm»
Il sindaco di Genova: «Le mie parole sui maiali intercettate? Per ogni area nel porto si scatena la rissa. I soldi del ponte Morandi per un favore a Spinelli? È una falsità, quei soldi non c’entrano nulla»Il sindaco di Genova: «Le mie parole sui maiali intercettate? Per ogni area nel porto si scatena la rissa. I soldi del ponte Morandi per un favore a Spinelli? È una falsità, quei soldi non c’entrano nulla»
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Ucciso a 24 anni a colpi di pistola mentre andava a lavorare: giallo in Calabria
Domenico Oppedisano, padre di una bambina di nemmeno un anno, raggiunto da diversi proiettili. Era incensurato. Indagano i carabinieri. L’ipotesi di un regolamento di conti nell’ambito del controllo del legname
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Clima, la sfida dei 6 ragazzini contro l’Europa. Ecco perché la sentenza di domani può fare la storia (e ci sarà anche Greta)
La denuncia alla Corte dei diritti per l’uomo: «Non è stato fatto abbastanza per scongiurare la peggiore minaccia all’umanità». Se vincessero la sentenza avrebbe valore di trattato e obbligherebbe a prendere misure drastiche
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Roma, le 20mila dosi di fentanyl rubate all?ospedale Israelitico. «Sospetti su 10 dipendenti»
I sospetti sul maxi furto di fentanyl all'ospedale Israelitico di Roma si concentrano su una decina di dipendenti, quelli che avevano accesso alle chiavi della cassaforte della farmacia della...
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Fentanyl, arriva la stretta di Palazzo Chigi: verso il reato di omessa custodia
Scatta l'allarme rosso a Palazzo Chigi quando deflagra come un fulmine la notizia delle 80 fiale di fentanyl scomparse dall'ospedale Israelitico di Roma. Alfredo Mantovano, sottosegretario...
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Roma, caso maranza al Colosseo: il Comune aumenta i controlli. Gualtieri: «Presidi in tutta l?area»
Dopo la ferma condanna arriva il rafforzamento dei controlli e dei presìdi da parte delle forze dell?ordine. Perché quanto accaduto mercoledì sera a Largo Gaetana Agnesi...
ilmessaggero.it - roma
Roma, rapine in strada agli anziani nei quartieri Talenti e Montesacro: caccia a una giovane rom
Lei è una nomade che si serve dell?aiuto di un complice con il quale fugge su un?auto nera dopo avere aggredito anziani. È abile ad agire con destrezza e di rapinare...
Il Sole 24 ORE - Italia
Lazio, in arrivo investimenti per 120 milioni in innovazione energetica e sostenibilità
Il Lazio punta su innovazione e sostenibilità: sono in arrivo investimenti per oltre 120 milioni di euro destinati a ricerca, startup e transizione energetica nell’ambito del nuovo Cleantech Hub. L’obiettivo...
Il Sole 24 ORE - Italia
Frode sulle pensioni all’Inps, quattro a giudizio per un danno erariale da oltre 12,5 milioni
La Guardia di finanza di Bergamo ha portato alla luce una maxi frode ai danni dell’Inps che avrebbe permesso a 130 soggetti di ottenere trattamenti pensionistici a cui non avevano...
Il Fatto Quotidiano
250esimo anniversario dell’indipendenza Usa: oggi c’è poco da celebrare
Evitare di nominarlo è quasi impossibile, ma il tentativo va fatto. Due secoli e mezzo fa, a Filadelfia, si consumarono giorni straordinari di discussioni incessanti, duri negoziati e insanabili contraddizioni. I padri fondatori degli Stati Uniti erano uomini imperfetti, schiavisti legati al proprio tempo. Eppure, la Dichiarazione di Indipendenza sancì un principio storico epocale: loro capirono, e misero nero su bianco, che nessun individuo era più grande della causa, della Repubblica. “Riteniamo come evidenti di per sé queste verità: che tutti gli uomini sono creati uguali…” è la frase che ha impresso la sfida politica più profonda alla storia dell’umanità. Per la prima volta, la legittimità di un governo si svincolava in modo radicale dal diritto divino dei re, dai privilegi ereditari dei nobili e dalla conquista militare, radicandosi solo sulla pari dignità di ogni essere umano e sul consenso dei cittadini. Una verità essenziale che, coi tempi che corrono, sembra quasi rivoluzionaria. Oggi, c’è poco da celebrare in America. Il discorso pubblico, avvelenato di odio e vendette, ha trasformato gli oppositori politici in nemici della nazione. I vertici delle istituzioni riflettono lo sfacelo: il ministero della Giustizia è affidato a un leguleio privo di senso dello Stato, la guida del ministero della Guerra è passata a un mezzobusto tivù scelto perché buca lo schermo. Gli eredi di coloro che ottant’anni fa sconfissero il fascismo — lasciando un’impronta che costringe noi italiani e l’intera Europa a un eterno vassallaggio psicologico e militare — guidano l’assalto all’eredità del passato. Ma certi principi non sono carta straccia riscrivibile a seconda delle convenienze. Chi oggi comanda a Washington non lascia passare un giorno senza attacchi alle istituzioni, interne e internazionali. E di corruzione non se n’era mai vista in dosi così massicce in una democrazia occidentale, alimentata da menzogne, minacce sistemiche e favori alla cerchia di pochi sicofanti avidi di guadagno. A 250 anni dalle origini, l’intero edificio viene sottoposto a tentativi di smantellamento: le libertà costituzionali, il pacifico trasferimento dei poteri, le elezioni, l’indipendenza dei magistrati, la libertà di stampa e dei media, le università, la ricerca scientifica e la dignità degli immigrati. Il baricentro del comando si è spostato interamente sul piatto degli ultramiliardari, dei tecno-oligarchi e dello strapotere finanziario e manipolatorio dei colossi hi-tech. Per non parlare di guerre scatenate per sviare l’attenzione da infami scandali sessuali e massacri a fini di pulizia etnica per compiacere leader mediorientali ossessionati dal potere. Davanti ai nostri occhi si consuma forse il furto più grave: la cancellazione della memoria stessa. I rari conservatori illuminati dicono che la libertà nata dalla Dichiarazione di Indipendenza consente ancora agli americani di crescere le loro famiglie, pregare il dio che scelgono, inseguire i loro sogni e il benessere, costruire una nazione prospera. “Finché proteggiamo quella libertà — è il finto mantra della destra decente — l’America rimarrà il grande esperimento per cui i padri fondatori rischiarono la vita e l’onore”. Questa narrazione ignora la realtà di un popolo che ha smarrito il significato profondo di quel che accadde a Filadelfia 250 anni fa. E noi, alla periferia dell’impero, assistiamo impotenti alla mutazione radicale di una nazione diventata ormai irriconoscibile. Certezze più che dubbi: il Make America Great Again è un progetto di restaurazione regressivo, un esercizio di cancellazione storica e annientamento della verità. Un piano fondamentalmente distopico dalle conseguenze del tutto imprevedibili. L'articolo 250esimo anniversario dell’indipendenza Usa: oggi c’è poco da celebrare proviene da Il Fatto Quotidiano.
Il Fatto Quotidiano
Oggi parte il Tour de France, Pogacar come può perderlo? Vingegaard deve resistere fino all’Alpe d’Huez, Seixas è l’incognita
Tredici vittorie stagionali in sedici giorni, Tour de Suisse, Giro di Romandia, tre Classiche monumento e il secondo posto in volata alla Parigi-Roubaix. Questo è il biglietto da visita con cui Tadej Pogacar si presenta al Tour de France 2026. Lo sloveno va a caccia del record di cinque vittorie, per raggiungere Jacques Anquetil, Bernard Hinault, Eddy Merckx e Miguel Indurain. E niente e nessuno sembrano poterlo fermare. Nell’ultimo anno è stato battuto in un testa a testa solo due volte: nell’ultima tappa del Tour 2025 e alla Parigi-Roubaix 2026. In entrambi i casi da Wout Van Aert. Ma nei Grandi Giri e nelle brevi corse a tappe nessuno lo ha sconfitto né in classifica né nelle frazioni di montagna. Un dominio che dura da ormai tre anni e sembra inscalfibile. La domanda, dunque, sorge spontanea: Pogacar come può perdere il quinto Tour? Il percorso del Tour de France 2026 | Calendario e tappe chiave La risposta più ovvia è “impossibile”, ma il ciclismo non è matematica e gli imprevisti sono sempre dietro l’angolo. Cadute, ventagli (spesso presenti al Tour), malanni o problemi meccanici possono incidere in negativo sulla classifica e possono lasciare strascichi durante la corsa. Ne sa qualcosa lo stesso Pogacar, che nel 2025 si ammalò sul finire della seconda settimana e nell’ultima fu palese come fosse al meglio, sia come impressione visiva sia dalle dichiarazioni. Questo non gli impedì di conquistare il quarto Tour, ma aveva già accumulato un grande vantaggio e gli fu sufficiente gestirlo. Nel 2026 le cose potrebbero cambiare per via di due fattori: il ritorno al top di Jonas Vingegaard e l’esplosione di Paul Seixas. Il primo ha dominato il Giro d’Italia e le altre due corse disputate in stagione (Giro di Catalogna e Parigi-Nizza). Le dodici vittorie collezionate quest’anno, una sola meno del rivale, e la crescita costante nella corsa rosa dimostrano che è tornato al suo massimo. Al livello che nel 2022 e 2023 gli ha permesso di battere Pogacar e vincere il Tour de France. Inoltre, è diventato l’ottavo ciclista della storia a completare la Tripla Corona (vincere Giro, Tour e Vuelta) e ora vuole completare la doppietta Giro-Tour nello stesso anno, riuscita a Pogacar nel 2024. L’impresa non è impossibile vista la forma, anche perché la sua Visma | Lease a Bike lo dà in crescita rispetto al Giro, ma passa dalla sfida con Pogacar. Vingegaard, sulla carta, è inferiore a cronometro, nelle tappe mosse, stile classiche, nelle salite brevi e a bassa quota, ma a due punti a suo favore: la cronosquadre d’apertura, dove la Visma ha l’organico per far meglio della UAE e dare qualche secondo di vantaggio al proprio capitano, e le montagne oltre i 2000 metri, dove il danese ha costruito i successi del 2022 e 2023. Per farcela Vingegaard deve assolutamente guadagnare nella cronosquadre, così da avere un cuscinetto, anche psicologico, fin dalla prima tappa. Poi dovrà staccare Pogacar sulle grandi salite, cosa che non gli riesce dal 2023. Le tappe chiave per lui saranno la sesta con il Tourmalet, la quindicesima a Plateau de Solaison e il doppio arrivo sull’Alpe d’Huez, di cui soprattutto il secondo con le salite oltre i 2.000 metri del Galibier e della Sarenne. Fondamentale sarà contenere i danni nella crono individuale, dove ha faticato al Giro d’Italia e dove Pogacar gli è superiore. Discorso diverso per Seixas. Il 19enne francese in salita ha dimostrato di essere già vicino al livello di Pogacar, ma la sua Decathlon nella cronosquadre perderà quasi sicuramente terreno e non ha la forza per aiutarlo a mettere alle corde in rivali in salita. L’unica sua speranza è una marcatura stretta tra Pogacar e Vingegaard, che lasci gli spazio magari in una fuga o in uno dei primi arrivi in salita. Se dovesse vestirsi di giallo nei primi giorni in questo modo, allora potrebbe provare a difendere la maglia. Ma l’incognita è la tenuta sulle tre settimane, vista la giovane età e il debutto in un Grande Giro. Partono già battuti in partenza, invece, Remco Evenepoel, Florian Lipowitz e Juan Ayuso, che dovrebbero lottare per il podio con Seixas e Isaac Del Toro. Il messicano sebbene sia al via come gregario di Pogacar ha le qualità per chiudere terzo, come fece Adam Yates da spalla dello sloveno nel 2023. In casa Italia, sono dodici i corridori presenti. In classifica potrebbero ambire a una top-20 Damiano Caruso e Davide Piganzoli, al debutto al Tour dopo l’ottimo Giro al fianco di Vingegaard, ma per motivi diversi non partiranno con quell’obiettivo. Per vincere una tappa la miglior speranza è Filippo Ganna nella cronometro, che però ha una salita di 9,7km al 4,2% non adatta al piemontese e dove Evenepoel, Pogacar e gli scalatori guadagneranno su di lui. Dopo il doppio successo in volata e la maglia verde di Jonathan Milan nel 2025, l’Italia, a meno di un exploit, dovrebbe chiudere il Tour senza squilli. L'articolo Oggi parte il Tour de France, Pogacar come può perderlo? Vingegaard deve resistere fino all’Alpe d’Huez, Seixas è l’incognita proviene da Il Fatto Quotidiano.
BBC News
Polish PM warns critical months ahead in face of Russian threat
Tusk says Poland is preparing for "various" scenarios after media reports of a planned Russian attack.
BBC News
German row over plan for workers to need sick note on first day of illness
A doctors' group says it "borders on madness" that patients will have to obtain the note in person.
Al Jazeera – Breaking News, World News and Video from Al Jazeera
FIFA World Cup: Round of 16 match schedule and which teams qualified
Full list of teams in the World Cup's last-16, who they play for a place in the quarterfinals and match start times.
Al Jazeera – Breaking News, World News and Video from Al Jazeera
Thirty-two years on, young Rwandans reflect on progress, pain and hope
For many young Rwandans, Liberation Day is as much about the future as the past.