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Esplosione nel porto di Rotterdam, almeno un morto
Presso la filiale del gruppo svizzero Gunvor Group, indagini in corso
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Esercito iraniano, 'il passaggio da Hormuz resta sotto il nostro controllo'
'Da Trump dichiarazioni false, senza il nostro permesso le navi non passano'
RSS di Regione Lazio - ANSA.it
Albero cade a Viterbo per il maltempo, il gruppo FdI scrive alla sindaca
'Imperativo un urgente controllo su tutte le alberature del capoluogo'
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Crans-Montana, dimessa anche l'ultima paziente ricoverata a Milano
Francesca torna a casa. Bertolaso: 'Missione compiuta'
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Toti a Spinelli: «Ti vengo a trovare prima delle elezioni. Ti chiedo un po’ di robe» Ecco le immagini degli incontri sullo yacht
Le parole del governatore ligure all'imprenditore: «Come al solito, di questi tempi» Spinelli a Signorini: «A 83 anni non mi possono fare niente»Le parole del governatore ligure all'imprenditore: «Come al solito, di questi tempi» Spinelli a Signorini: «A 83 anni non mi possono fare niente»Le parole del governatore ligure all'imprenditore: «Come al solito, di questi tempi» Spinelli a Signorini: «A 83 anni non mi possono fare niente»
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IL SINDACO DI GENOVA Lo sfogo di Bucci: «Gioco al massacro, non ci sto. Chiedo chiarezza, pronto a parlare con i pm»
Il sindaco di Genova: «Le mie parole sui maiali intercettate? Per ogni area nel porto si scatena la rissa. I soldi del ponte Morandi per un favore a Spinelli? È una falsità, quei soldi non c’entrano nulla»Il sindaco di Genova: «Le mie parole sui maiali intercettate? Per ogni area nel porto si scatena la rissa. I soldi del ponte Morandi per un favore a Spinelli? È una falsità, quei soldi non c’entrano nulla»
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Ucciso a 24 anni a colpi di pistola mentre andava a lavorare: giallo in Calabria
Domenico Oppedisano, padre di una bambina di nemmeno un anno, raggiunto da diversi proiettili. Era incensurato. Indagano i carabinieri. L’ipotesi di un regolamento di conti nell’ambito del controllo del legname
Corriere.it - Cronache
Clima, la sfida dei 6 ragazzini contro l’Europa. Ecco perché la sentenza di domani può fare la storia (e ci sarà anche Greta)
La denuncia alla Corte dei diritti per l’uomo: «Non è stato fatto abbastanza per scongiurare la peggiore minaccia all’umanità». Se vincessero la sentenza avrebbe valore di trattato e obbligherebbe a prendere misure drastiche
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Esplosione in fabbrica di munizioni a Colleferro. Boato sino a 30 km, non ci sarebbero feriti. Il sindaco: danni limitati
Prima l'incendio poi la violenta esplosione che è stata avvertita fino a 30 chilometri di distanza dallo stabilimento dell'ex Simmel Difesa a Colleferro, in provincia di Roma. Sul...
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Lavitola: «Non chiesi un ordigno ma solo di sparare alla villetta di Ranucci». Il legale: «Il giornalista potrebbe avere intuito il piano»
«Non escludo che Ranucci avesse intuito il piano». Secondo quanto anticipato da "Il Giornale" e confermato dal legale di Valter Lavitola, l'ex editore finito in...
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Eclissi, in 7 al pronto soccorso oftalmico di Roma. «L'avevano guardata senza adeguate protezioni»
Gli appelli a non osservare senza gli occhiali giusti l'eclissi di ieri sera «non sono bastati» a convincere tutti ad essere prudenti. Solo a Roma, al Pronto soccorso...
ilmessaggero.it - roma
Incendio a Maccarese, a fuoco lo stabilimento balneare "La Rambla Beach"
Un incendio è in corso allo stabilimento 'La Rambla Beach' di Maccarese, sul litorale nord di Roma. Cinque squadre dei vigili del fuoco sono impegnate nello operazioni di...
Il Sole 24 ORE - Italia
Gdo, Filcams Cgil: «Part time imposto in sei casi su dieci, occorrono salari dignitosi e orari sostenibili»
La risposta di Confcommercio: «Il problema salariale sicuramente esiste e va affrontato, ma non può essere utilizzato per trasformare ogni forma di lavoro a tempo parziale nella categoria del lavoro povero»
Il Sole 24 ORE - Italia
Tentazione Calabria per Vannacci, pronto a sfidare anche FI
Il partito del generale potrebbe correre in autonomia il 27 e 28 settembre per conquistare il seggio da deputato lasciato libero dal forzista Francesco Cannizzaro, eletto sindaco di Reggio Calabria a giugno
Il Fatto Quotidiano
Camera e Senato non esistono sul digitale terrestre. E non è un problema tecnico
di Roberto Spiezio Provate a cercare il Parlamento sul vostro televisore. Risintonizzate il digitale terrestre, scorrete i canali e non troverete nulla. Il canale della Camera trasmette dal 1996, quello del Senato dal 2003, ma vivono sul satellite. Sul digitale terrestre, con cui la maggior parte degli italiani guarda la tv, non esistono. Come Euronews, del resto. Qualcuno obietterà che sono gratuiti e che basta una parabola, ma qui il ragionamento si incrina. Solo tre milioni di famiglie hanno oggi un decoder Tivùsat attivo, poco più di una su dieci, secondo Auditel (2024). Altri tre milioni hanno una parabola, ma per Sky, che non decodifica di default i canali gratuiti. Per tutte le altre, «accessibile» significa comprare una parabola, un decoder e pagare un antennista. Non è la stessa cosa che premere un tasto. Perché dovrebbe importare? Tra sapere che una legge è passata e vedere come ci si è arrivati c’è la distanza tra uno spettatore ed un cittadino. La Rai il Parlamento lo racconta, con rubriche quotidiane. Ma un servizio giornalistico è una selezione, e a selezionare è qualcun altro. Un canale che trasmette aula e commissioni per intero permette di verificare da sé che cosa ha detto e come ha votato un parlamentare. È la differenza tra un resoconto e un registro: su questo si regge la possibilità di chiedere conto agli eletti. Altrove in Europa la scelta è stata opposta. Nel Regno Unito BBC Parliament è sulle frequenze del servizio pubblico, che secondo Ofcom raggiungono il 98,5% delle famiglie. In Francia LCP e Public Sénat sono sulla TNT dal 2005 e dal giugno 2025 occupano il canale 8: nate per legge nel 1999, non dipendono dalla tv pubblica né dall’autorità di regolazione, ma dagli Uffici di presidenza delle Camere. In Germania Phoenix trasmette le sedute del Bundestag. Non è una regola assoluta (la Spagna somiglia all’Italia), ma è la pratica prevalente. E da noi? Quel canale era già stato promesso per iscritto. Il contratto di servizio 2010-2012, all’articolo 18, obbligava la Rai a presentare «entro sei mesi» un «progetto di canale televisivo dedicato ai lavori parlamentari», da realizzare «in stretta collaborazione» con i due rami del Parlamento. Entrò in vigore nel giugno 2011: termine a fine anno. Non se ne fece nulla. L’articolo 18 fu poi cancellato dal contratto successivo, come contestò l’Usigrai davanti alla Commissione di vigilanza nel novembre 2013. Ricomparve più tenue nel 2018-2022, che impose un canale tematico sulle istituzioni: progetto che la Rai «aveva già avviato», secondo il Cdr di Rai Parlamento e l’Usigrai, che nel 2023 ne denunciarono all’Ansa la sparizione. Nel contratto vigente l’articolo 11 promette soltanto il «potenziamento del ruolo della Testata Rai Parlamento». Qui la questione smette di essere tecnica. L’articolo 64 della Costituzione stabilisce che le sedute delle Camere sono pubbliche, e che la segretezza è l’eccezione da deliberare: quella pubblicità è il meccanismo con cui la rappresentanza resta verificabile. Nel 1948 significava la tribuna del pubblico, oggi ha senso solo se passa da uno schermo. E con la sentenza 420 del 1994 la Consulta ha ricavato dall’articolo 21 un «diritto del cittadino all’informazione». Un Parlamento visibile solo a chi ha una parabola non risponde a quel criterio, direi. Resta l’obiezione tecnica: lo spettro è scarso. Lo era. Nel 2022 il digitale terrestre ha ceduto frequenze alla telefonia mobile, ma il nuovo standard di trasmissione ha compensato la perdita: secondo gli analisti il numero di programmi trasmissibili non si è ridotto. Tanto che dal 2022 la Rai vi ha messo dodici canali radiofonici, tra cui Rai Gr Parlamento: la radio parlamentare un posto ce l’ha. Penso quindi che la Commissione di vigilanza e l’Agcom dovrebbero riconsiderare il problema in vista del prossimo contratto di servizio. A 15 anni dal primo impegno scritto, seguire una seduta della Camera richiede ancora una parabola, un decoder e un antennista. Dovrebbe richiedere un semplice tasto. Il blog Sostenitore ospita i post scritti dai lettori che hanno deciso di contribuire alla crescita de ilfattoquotidiano.it, sottoscrivendo l’offerta Sostenitore e diventando così parte attiva della nostra community. Tra i post inviati, Peter Gomez e la redazione selezioneranno e pubblicheranno quelli più interessanti. Questo blog nasce da un’idea dei lettori, continuate a renderlo il vostro spazio. Diventare Sostenitore significa anche metterci la faccia, la firma o l’impegno: aderisci alle nostre campagne, pensate perché tu abbia un ruolo attivo! Se vuoi partecipare, al prezzo di “un cappuccino alla settimana” potrai anche seguire in diretta streaming la riunione di redazione del giovedì – mandandoci in tempo reale suggerimenti, notizie e idee – e accedere al Forum riservato dove discutere e interagire con la redazione. L'articolo Camera e Senato non esistono sul digitale terrestre. E non è un problema tecnico proviene da Il Fatto Quotidiano.
Il Fatto Quotidiano
Perché ‘meno caldo per tutti’ può essere uno slogan efficace per il campo largo
È una cosa che tutti comprendono perché tutti la vivono: il caldo quest’estate non ha risparmiato nessuno e tutti ne hanno vissuto gli effetti drammatici. Persone al lavoro sotto il sole cocente, anziani chiusi in casa con l’aria condizionata (o senza) per settimane e settimane, con conseguenze sull’orientamento e sulla sfera cognitiva. Bambini costretti a stare a casa dalle dieci di mattina alle cinque o sei di sera, anche al mare; notti insonni per tutti, a causa dell’umidità tremenda che toglie il respiro e rende l’aria “sintetica”. Ma questo caldo meteorologico come sappiamo bene, e come ormai intuisce la stragrande maggioranza delle persone, non è un caldo casuale. È un caldo frutto di azioni e di scelte politiche iniziate decenni e decenni fa, poi continuate e intensificate ancora oggi. Scelte in radicale contrasto con l’ambiente. Se questo è vero, è vero anche che, allora, esistono azioni e scelte politiche a favore dell’ambiente che possono mitigare il caldo infernale, per quanto a lungo o lunghissimo termine. E queste politiche potrebbero essere definite, a mio avviso, “contro il caldo”. Non è del tutto corretto, ovviamente, perché il tema non è solo il caldo ma la crisi del clima più in generale. E quindi, anche, la questione delle alluvioni sempre più intense, dei tifoni in crescita, della grandine sempre più pericolosa, delle tempeste di fulmini. Ma il caldo è un nemico più facile e comprensibile rispetto al clima stravolto e soprattutto colpisce tutti, non solo alcuni, come invece le alluvioni. Ecco perché la politica potrebbe farne tranquillamente uno slogan. Ma quale politica? Non la destra, ovviamente, che del clima non si occupa e che praticamente nega, nelle parole e ancor più nei fatti, la crisi climatica. Specie – inspiegabilmente – nella sua componente moderata, visto che gli estremi climatici stanno mettendo in ginocchio la nostra economia e rischiano di far saltare il nostro stesso equilibrio finanziario. Dovrebbe essere allora il campo largo a fare di questo tema il suo tema. A mettere come obiettivo, tra i principali, il contrasto a un caldo che sta rendendo le nostre vite sempre più invivibili e mettendo a rischio il nostro futuro. Uno slogan come “meno caldo per tutti” è ridicolo solo in apparenza. Perché in realtà dice una grande verità: vogliamo che questo clima non peggiori, vogliamo che la crisi climatica non travolga nessuno, gli anziani come i bambini, i lavoratori come gli studenti. E per farlo dobbiamo portare avanti una serie di riforme radicali, dall’energia rinnovabile alla mobilità sostenibile ed elettrica, dall’efficientamento energetico alla riforestazione, da un’alimentazione quanto più possibile a chilometro zero alla riduzione di rifiuti e di spreco. Ma anche riforme che favoriscano forme di vita condivise, che combattono i consumi in eccesso insieme alla solitudine. Insomma, parlare di caldo significa parlare della nostra vita, di come cambiarla e di quali riforme sono necessarie per cambiarla. In questo senso, è un slogan assolutamente politico, che può essere affiancato e integrato ai grandi temi del welfare, della sanità, del lavoro, della scuola. Anche perché di quale salute parliamo se non cominciamo a combattere gli effetti del caldo sui nostri corpi, l’impennata di malori e collassi, in primo luogo? Di quale lavoro parliamo, se per tre e passa mesi l’anno mancano condizioni di vita possibili per moltissimi mestieri all’aperto? Di quale scuola parliamo, se gli studenti fanno la maturità senza respirare e nessuna riforma del calendario è possibile visto il clima? Infine, anche, di quale welfare parliamo se non risolviamo il problema dell’estate rovente di genitori e bambini? Insomma, il caldo è una questione concreta, immediata, a tutti comprensibile. La lotta al caldo, quindi, può diventare una questione politica manifesta, che il campo largo può intestarsi perché, a differenza che in altri paesi dove l’ecologia non ha colore politico, da noi invece la destra stupidamente non se ne occupa, non la conosce, non ha nessun linguaggio per parlarne (e anzi, se decide di inseguire Vannacci sarà ancora più anti-ecologica). Speriamo dunque che a settembre, quando finalmente il campo largo si deciderà a fare e comunicare il suo programma, il caldo abbia un posto centrale. Di nuovo dico caldo e non clima perché clima, purtroppo, è una parola difficile, complicata. “Meno caldo per tutti”, invece, è comprensibile a tutti. E da tutti soprattutto condivisibile. Poi bisognerà spiegare bene, ovviamente, quali sono le cause del caldo e come combatterle. Ma si sa, quando il nemico è chiaro, tutto è più semplice. Non possiamo perdere questa occasione e non tanto per vincere le elezioni, che è il meno. Ma per contrastare almeno in parte (vincere forse non è più possibile) condizioni climatiche che rendono sempre più complessa la nostra stessa sopravvivenza. L'articolo Perché ‘meno caldo per tutti’ può essere uno slogan efficace per il campo largo proviene da Il Fatto Quotidiano.
BBC News
Putin can no longer claim victory in Ukraine, Nobel Peace Prize winner tells BBC
In an exclusive interview with the BBC’s Steve Rosenberg, Dmitry Muratov says the Kremlin leader can only "destroy Ukraine, not conquer it", with the war now in its fifth year.
BBC News
Major Russian grain export terminals hit in Ukraine Black Sea port attack
Grain exports from both Russia and Ukraine are falling as both countries attack each other's shipping facilities and ports.
Al Jazeera – Breaking News, World News and Video from Al Jazeera
Iran says Strait of Hormuz under its control, rejects Trump claims
Iran asserts full control over the Strait of Hormuz, challenging US claims of dominance in the strategic waterway.
Al Jazeera – Breaking News, World News and Video from Al Jazeera
Pro-Palestine football fans lament West Ham for signing Manor Solomon
The 27-year-old Israeli player has used his platform to defend Israel amid the genocide in Gaza.