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Toti a Spinelli: «Ti vengo a trovare prima delle elezioni. Ti chiedo un po’ di robe» Ecco le immagini degli incontri sullo yacht
Le parole del governatore ligure all'imprenditore: «Come al solito, di questi tempi» Spinelli a Signorini: «A 83 anni non mi possono fare niente»Le parole del governatore ligure all'imprenditore: «Come al solito, di questi tempi» Spinelli a Signorini: «A 83 anni non mi possono fare niente»Le parole del governatore ligure all'imprenditore: «Come al solito, di questi tempi» Spinelli a Signorini: «A 83 anni non mi possono fare niente»
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IL SINDACO DI GENOVA Lo sfogo di Bucci: «Gioco al massacro, non ci sto. Chiedo chiarezza, pronto a parlare con i pm»
Il sindaco di Genova: «Le mie parole sui maiali intercettate? Per ogni area nel porto si scatena la rissa. I soldi del ponte Morandi per un favore a Spinelli? È una falsità, quei soldi non c’entrano nulla»Il sindaco di Genova: «Le mie parole sui maiali intercettate? Per ogni area nel porto si scatena la rissa. I soldi del ponte Morandi per un favore a Spinelli? È una falsità, quei soldi non c’entrano nulla»
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Ucciso a 24 anni a colpi di pistola mentre andava a lavorare: giallo in Calabria
Domenico Oppedisano, padre di una bambina di nemmeno un anno, raggiunto da diversi proiettili. Era incensurato. Indagano i carabinieri. L’ipotesi di un regolamento di conti nell’ambito del controllo del legname
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Clima, la sfida dei 6 ragazzini contro l’Europa. Ecco perché la sentenza di domani può fare la storia (e ci sarà anche Greta)
La denuncia alla Corte dei diritti per l’uomo: «Non è stato fatto abbastanza per scongiurare la peggiore minaccia all’umanità». Se vincessero la sentenza avrebbe valore di trattato e obbligherebbe a prendere misure drastiche
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Trump, attacco shock a Meloni prima del vertice di Ankara: posta un meme con la premier e invoca un «ordine restrittivo»
Boom. La ?bomba? deflagra quando in Italia è tarda sera. Un nuovo attacco, violentissimo, affidato a Truth. Stavolta Donald Trump per graffiare Giorgia Meloni si serve di un...
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Trump-Meloni, parole che offendono un intero Paese e chiamano in causa tutta l?Europa
L?ordine restrittivo che Trump chiede per Meloni andrebbe capovolto. Servirebbe a questo punto, di fronte agli attacchi continui del presidente americano alla premier italiana, davanti alla...
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Lancia sassi dal Muro Torto di Roma, viene arrestato e se la ride. Il masso più grande pesava 9 kg
Quando è stato bloccato dagli agenti del commissariato Trevi, rideva. Ha provato a scappare dentro Villa Borghese poi è inciampato e la polizia lo ha raggiunto. Rideva, ripetendo di...
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Roma, furto di fentanyl all?Israelitico: forse cancellati i video con i ladri, l'ultimo controllo l'11 giugno
La caccia a chi ha fatto sparire le 80 fiale di fentanyl dalla cassaforte della farmacia dell?ospedale Israelitico di Roma ha un nemico: il tempo. Il passare dei giorni, infatti, potrebbe...
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Vertice Nato, Governo al lavoro sulle spese militari. Si studiano ulteriori aumenti (ma lo spazio è stretto)
L’Italia si è impegnata a mantenere una traiettoria di crescita, e Giorgia Meloni lo confermerà al summit di Ankara di martedì e mercoledì, dove si presenterà con un 2,8% del Pil
Il Sole 24 ORE - Italia
Accoltellato a Milano, l’aggressore: «Mi sono divertito, appena esco lo rifaccio»
Gerardo P., 55 anni, è stato aggredito mentre faceva colazione in un bar. Ricoverato al Niguarda, non è in pericolo di vita. Salvini: «Se si è divertito e lo rifarebbe non esca più dal carcere»
Il Fatto Quotidiano
A casa il Brasile ‘europeo’ di Ancelotti: manca la qualità, un movimento sempre più ricco che soffoca il talento
Il canto del cigno. Quel rigore segnato da Neymar a partita ormai finita, e tirato come gli ex campioni in pensione li tirano nelle partite di esibizione fra vecchie glorie, è la fotografia perfetta di che cosa è diventato oggi il calcio brasiliano: una galleria di rimpianti per il talento purissimo che ormai non c’è quasi più e di buoni propositi che si infrangono sulla barriera del vorrei ma non posso. Neymar a questo Mondiale non doveva neppure partecipare. Sono due anni che trascorre molto più in tempo in infermeria che non solo in campo, ma persino più che in palestra a fare riabilitazione. È stato convocato a furor di popolo, fra le perplessità dello stesso Ancelotti, un po’ perché davvero è l’unico rimasto a ricordare il futebol bailado del passato e un po’ quasi come risarcimento per una carriera che sarebbe potuta essere molto migliore, soprattutto in nazionale, se non fosse stato bersagliato dalla sfortuna. Il Brasile è già fuori, maltrattato dalla Norvegia. Neppure il progetto Ancelotti per ora ha decollato. Un tentativo estremo di “normalizzazione” della Selecao. Se il talento non c’è più, proviamo a farne una nazionale all’europea, ben preparata fisicamente e con un’organizzazione di gioco che consenta di nascondere le lacune principali, e affidiamola all’allenatore più vincente, più affidabile e più esperto che c’è al mondo. Non è andata, anche perché, probabilmente, a livello di nazionale, neppure il migliore commissario tecnico possibile è in grado di venire a capo delle deficienze strutturali di sistema. Ne abbiamo avute già numerose prove in Italia, dove sì qualche volta si è sbagliata la scelta del ct, ma dove pure allenatori dalla carriera indiscutibile come Spalletti, o il Mancini del dopo-europeo, o lo stesso Conte prima delle mancate qualificazioni mondiali, hanno sostanzialmente fallito gli obiettivi. Il piano conservativo di Ancelotti di venire a capo della Norvegia lasciandole il controllo del gioco e puntando sul recupero palla e le sortite dei suoi velocisti non ha funzionato. A parte Vinicius, che ha fatto il suo ma non è stato mai sostenuto dalla squadra, hanno fallito soprattutto i giovani Rayan ed Endrick, autentico mangiagol. Una squadra che, nel suo complesso, ha dovuto scontare la mancanza di qualità (i terzini, soprattutto, impresentabili) e il logorio di certi giocatori fondamentali (Casemiro e, a sorpresa, Gabriel su tutti). Il resto lo hanno fatto le parate precise di Nyland e la spietata prepotenza di Haaland, lui sì un fenomeno assoluto, come ci dicono i 7 gol nelle sue prime 4 partite mondiali. Ma anche i cambi del ct Solbakken che ha azzeccato soprattutto, dopo il primo tempo, la sostituzione delle due ali titolari. Mentre Ancelotti è sembrato andare un po’ a caso, con mosse quasi della disperazione, come l’ingresso di Neymar per fargli fare il centravanti. E, a volerla dire tutta, pure la decisione di assegnare il primo rigore a Bruno Guimaraes (3 soli rigori tirati in tutta la sua lunga carriera), anziché a Vinicius, è parsa incomprensibile. Il Brasile quindi arriva così a 24 anni senza titoli mondiali, saranno 28 prima del prossimo appuntamento del 2030, un record negativo. E la Selecao griffata Ancelotti ha fatto peggio delle due precedenti, uscite a livello dei quarti e non degli ottavi di finale, sempre comunque per mano di nazionali europee sulla carta non trascendentali, come Belgio e Croazia. Una scia di delusioni cocenti che pone in discussione l’intero movimento. Non senza però doversi confrontare con una situazione che presenta aspetti paradossali. Parallelamente agli insuccessi della nazionale, il calcio brasiliano sta vivendo una fase di trasformazione profonda. Da una parte, non sembra più essere la fucina di talenti che il mondo ha sempre ammirato, dall’altra sta diventando, negli ultimi anni, un mercato in espansione economica, capace di attrarre capitali internazionali, competere per gli acquisti con i grandi campionati europei e, addirittura, cominciare a ricomprare i propri gioielli. Una crescita che tuttavia convive con un sistema finanziario ancora fragile, oltre che con una Selecao in piena crisi. Negli ultimi tre anni il giro d’affari della Serie A brasiliana è praticamente raddoppiato. L’ultimo fatturato aggregato ha raggiunto i 2,73 miliardi di dollari, con un aumento del 44% in soli dodici mesi. Il club più ricco, il Flamengo, ha raggiunto i 380 milioni di dollari di ricavi annui. Per fare un paragone, il Napoli è poco sopra i 290 milioni di euro. Attenzione però alla composizione di questa crescita. Una parte rilevante delle nuove entrate non è strutturale: 612 milioni di euro, il 27% del totale, sono arrivati dai trasferimenti di giocatori, mentre altri 255 milioni sono stati la somma dei premi di partecipazione a competizioni, di cui 131 milioni legati alla presenza di quattro club brasiliani al Mondiale per Club del 2025. Si rafforzano comunque le entrate commerciali, 479 milioni, il 21% del totale, un terzo delle quali proviene da sponsorizzazioni legate alle case di scommesse. Uno sviluppo che si accompagna peraltro a una crescita dei debiti delle società, che ormai sfiorano i 3 miliardi (sempre meno di quelli della Serie A italiana, che arrivano quasi a 5 miliardi). Per farvi fronte, la Federcalcio brasiliana ha introdotto quest’anno un sistema di controllo finanziario sul modello del Financial Fair Play Uefa: impone un tetto alle perdite tollerate, pari al 2,5% delle entrate operative, anche se prevede un periodo di adeguamento fino a quattro anni. Il Brasileirão è oggi diventato il secondo campionato al mondo per spesa nel mercato trasferimenti, preceduto soltanto dalla inarrivabile Premier League e superando per la prima volta la Serie A italiana, pur restando nel contempo il Brasile il Paese che esporta il maggior numero di calciatori nel mondo. Il trasferimento in entrata simbolo è quello di Paquetá, titolare nella squadra di Ancelotti: il Flamengo ha pagato 42 milioni di euro per riportarlo in Brasile dal West Ham. Non un caso isolato. Il tutto avviene in un contesto normativo cambiato radicalmente: una legge del 2021 ha introdotto le SAF (Sociedade Anônima do Futebol), trasformando i club da associazioni non profit in società aperte a investitori esterni. Una riforma che ha permesso a fondi e proprietari internazionali – su tutti John Textor, che attraverso la holding Eagle Football controlla ora il Botafogo, oltre al Lione – di entrare nel calcio verdeoro con logiche manageriali importate dal calcio europeo. Tutto questo ha consentito al Brasileirao di diventare il sesto campionato al mondo per forza economica, dopo i Top Five europei. Ma mentre il movimento cresce a doppia cifra e domina il continente – le squadre brasiliane hanno vinto otto delle ultime nove edizioni della Copa Libertadores – la Seleção va a fondo. Già il percorso di qualificazione al Mondiale 2026 era stato tra i più difficili della storia: il Brasile aveva chiuso il girone sudamericano al quinto posto, con sei sconfitte complessive. Mancano i ricambi, nonostante Federcalcio e club negli ultimi anni abbiano aumentato gli investimenti su settori giovanili e Academy. E’ che nel frattempo è sparito, o quasi, il calcio di strada. In passato, i campioni brasiliani si formavano giocando ore e ore sotto casa o nei campetti sterrati delle favelas. Un ambiente che sviluppava creatività, istinto e quelle doti di sfrontatezza tattica che erano tipiche del calcio verdeoro. L’urbanizzazione selvaggia, l’insicurezza diffusa e la stessa diffusione di tecnologie e social hanno ridotto questi spazi di gioco libero. Oggi i bambini che un po’ mostrano di saperci fare già a 7-8 anni entrano nelle Academy e nei vivai dei club professionistici, che tendono a copiare i metodi europei, concentrandosi troppo precocemente su forza fisica e atletismo, a discapito della fantasia e impongono subito schemi tattici piuttosto rigidi, che castrano l’inventiva naturale del calciatore brasiliano. Insomma, un po’ come da noi. E così il paradosso si compie: il Brasile calcisticamente più benestante che mai, è il più povero di sempre in quanto a talento. Una squadra senza qualità che si sta abituando a tornare a casa presto. L'articolo A casa il Brasile ‘europeo’ di Ancelotti: manca la qualità, un movimento sempre più ricco che soffoca il talento proviene da Il Fatto Quotidiano.
Il Fatto Quotidiano
Quando l’arte si tocca, cinque artiste non vedenti espongono le loro opere e le offrono al tatto: “A occhi chiusi si scoprono aspetti inesplorati”
“Una mostra molto particolare che offre gratuitamente un’esperienza tattile unica, toccando sculture realizzate da cinque artiste non vedenti o ipovedenti provenienti da tutta Italia. Non è stato facile trovare un museo che potesse permettere ad artiste disabili e non famose questa esposizione al pubblico, siamo molto felici perché anche questa è una forma di inclusione sociale”. A dirlo a ilfattoquotidiano.it è Sandra Constantini, una delle artiste promotrici che hanno realizzato le 35 opere in esposizione. Costantini dalla passione per la fotografia in bianco e nero passa alla ceramica in seguito al peggioramento della sua vista, trovando nella materia un nuovo linguaggio espressivo. “Le mie opere”, spiega, “nascono da un processo emotivo e sensoriale, sviluppato attraverso la sperimentazione e la partecipazione a mostre”. L’iniziativa culturale inclusiva è ospitata fino al 4 settembre al Museo Marco Scacchi di Gallese, in provincia di Viterbo, e si chiama “Arte Libera Tutti”, dove donne con disabilità visiva propongono il loro progetto che indaga il rapporto tra essere umano e natura, tra identità e istinto, attraverso opere d’arte e l’esperienza tattile senza barriere. La mostra di sculture vede protagonista il gruppo Mano Sapiens, creato nel 2015 e composto da artiste che vivono in diverse città italiane, Antonella Bretschneider, Mariangela Cellamare, Lucilla D’Antilio, Rosella Frittelli. “Un progetto condiviso e soprattutto di gruppo che ha messo insieme artiste con disabilità visive, istituzioni locali e enti pubblici, il tutto finanziato con fondi del Pnrr”, racconta Sandra. Un’esposizione che vede concept e curatela di Ivana Pagliara, allestimento e grafica di Giulia Rendini, allestimento di Benedetta Venturi. A coordinare il tutto la direttrice del museo, Simona Pirolli. Sono previsti anche laboratori creativi per i bambini, a partire da quelli delle scuole d’infanzia, basati sull’esperienza tattile e sensoriale. L’esposizione vuole anche essere un’occasione di incontro tra arte, percezione e accessibilità. “Con una disabilità visiva genetica progressiva”, dice Constantini, “ho iniziato a circa cinquant’anni a fare sculture all’interno di un laboratorio con un’artigiana della ceramica che mi ha insegnato i primi rudimenti e la cosa mi è piaciuta tantissimo, scoprendo questa possibilità di esprimere la mia arte, i miei sentimenti e le mie emozioni attraverso la scultura”. Originaria di Cortina, trasferitasi a Roma, ora vive a Viterbo, Costantini è tra le fondatrici di Mano Sapiens, un collettivo artistico composto da donne con disabilità. “Il nostro obiettivo”, continua Constantini, “non è solo dare la possibilità alle persone non vedenti di toccare manufatti di ceramica ma anche quello di far capire alle persone vedenti che ad occhi chiusi si vanno a conoscere e scoprire degli aspetti dell’arte finora inesplorati”. La mostra prevede diverse modalità di fruizione, tra cui visite guidate condotte dalle artiste e appuntamenti realizzati in collaborazione con Promotuscia. Su richiesta, inoltre, sarà possibile organizzare specifici tour per persone con disabilità visive. “Spesso nei musei o nelle gallerie d’arte troviamo i cartelli con la scritta ‘non toccare’, con la nostra mostra invece”, aggiunge Costantini, “vogliamo affermare che è ‘vietato non toccare’, desideriamo offrire esperienze tattili dirette a chiunque, senza barriere e distinzioni. Vediamo che il pubblico apprezza molto questa visione fortemente inclusiva che arricchisce e incuriosisce tanti, soprattutto coloro che non hanno disabilità visive”. Il visitatore è coinvolto in un dialogo sensoriale che interroga la percezione, conducendolo in un rapporto costante con le opere. Il percorso espositivo si articola come un movimento graduale. Dall’ingresso, con un pannello introduttivo e un’installazione collettiva, da cui il titolo della mostra “Arte Libera Tutti”, fino alle sale interne, dove le sculture compongono una narrazione di relazioni, trasformazioni e identità. “Le presenze umane e naturali che emergono dalle opere evocano un equilibrio di connessioni, in cui l’umano non è più al centro ma in relazione con tutto ciò che lo circonda”, dicono gli organizzatori. Infine Constantini sottolinea a ilfattoquotidiano.it “una cosa non scontata nel panorama italiano, perchè è stata data la possibilità a cinque artiste donne, non vedenti o ipovedenti, non conosciute dalla critica, di poter esporre in un museo i propri manufatti e fare, su prenotazione, anche laboratori di ceramica offrendo queste esperienze di manipolazione tutti insieme senza distinzione tra persone vedenti e non vedenti”. L'articolo Quando l’arte si tocca, cinque artiste non vedenti espongono le loro opere e le offrono al tatto: “A occhi chiusi si scoprono aspetti inesplorati” proviene da Il Fatto Quotidiano.
BBC News
Moment of destiny for France's Le Pen in verdict to decide her future in presidential race
Far-right leader Marine Le Pen is appealing against a verdict which found her guilty of misusing EU funds.
BBC News
Djokovic breaks Federer's Wimbledon record to reach quarters
Novak Djokovic claims the all-time record for most men's singles match wins at Wimbledon by beating qualifier Roman Safiullin to reach the quarter-finals.
Al Jazeera – Breaking News, World News and Video from Al Jazeera
Sudan’s maternity wards reopen, bringing hope amid post-war struggles
Sudan’s maternity wards reopen, bringing hope and safe deliveries to mothers navigating post-war economic hardships.
Al Jazeera – Breaking News, World News and Video from Al Jazeera
Is the US really preparing to drop Israel?
With relations between Israel and the US fraught, some are speculating whether the special relationship may be at an end