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Zelensky, 'oggi 25 vittime in Ucraina, 5 i bimbi uccisi'
'A Pryluky 19 morti, alleati non restino in silenzio'
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Trump, 'non pensiamo che la peste in Russia sia un'arma biologica'
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Festa del Cinema, hub della Regione lancia le fiction made in Lazio
Rocca, 'le serie sono un fenomeno consolidato e il Lazio gioca un ruolo centrale'
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A Vetralla un nuovo centro per la tutela dei minori in difficoltà
Zelli: 'Ideato per dare risposte tempestive a bambini, e famiglie in situazioni complesse'
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Toti a Spinelli: «Ti vengo a trovare prima delle elezioni. Ti chiedo un po’ di robe» Ecco le immagini degli incontri sullo yacht
Le parole del governatore ligure all'imprenditore: «Come al solito, di questi tempi» Spinelli a Signorini: «A 83 anni non mi possono fare niente»Le parole del governatore ligure all'imprenditore: «Come al solito, di questi tempi» Spinelli a Signorini: «A 83 anni non mi possono fare niente»Le parole del governatore ligure all'imprenditore: «Come al solito, di questi tempi» Spinelli a Signorini: «A 83 anni non mi possono fare niente»
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IL SINDACO DI GENOVA Lo sfogo di Bucci: «Gioco al massacro, non ci sto. Chiedo chiarezza, pronto a parlare con i pm»
Il sindaco di Genova: «Le mie parole sui maiali intercettate? Per ogni area nel porto si scatena la rissa. I soldi del ponte Morandi per un favore a Spinelli? È una falsità, quei soldi non c’entrano nulla»Il sindaco di Genova: «Le mie parole sui maiali intercettate? Per ogni area nel porto si scatena la rissa. I soldi del ponte Morandi per un favore a Spinelli? È una falsità, quei soldi non c’entrano nulla»
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Ucciso a 24 anni a colpi di pistola mentre andava a lavorare: giallo in Calabria
Domenico Oppedisano, padre di una bambina di nemmeno un anno, raggiunto da diversi proiettili. Era incensurato. Indagano i carabinieri. L’ipotesi di un regolamento di conti nell’ambito del controllo del legname
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Clima, la sfida dei 6 ragazzini contro l’Europa. Ecco perché la sentenza di domani può fare la storia (e ci sarà anche Greta)
La denuncia alla Corte dei diritti per l’uomo: «Non è stato fatto abbastanza per scongiurare la peggiore minaccia all’umanità». Se vincessero la sentenza avrebbe valore di trattato e obbligherebbe a prendere misure drastiche
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Mattarella grazia Guido Gianni, il gioielliere (condannato a 12 anni) che nel 2008 uccise due ladri a Nicolosi
Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha firmato ? ai sensi di quanto previsto dall?articolo 87 comma 11 della Costituzione ? tre decreti di grazia, in ordine ai...
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Cosa è la grazia e quante ne ha concesse Mattarella: da inizio presidenza 80 provvedimenti di clemenza individuale. Alcuni dei casi più noti
Sono 80 i provvedimenti di clemenza individuale adottati da Sergio Mattarella dall'inizio della sua presidenza, il 3 febbraio 2015: erano 77 fino al 4 giugno 2026, alle quali si...
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Davide Iacopini aggredito in monopattino a Roma: l'attore di "Suburra" e "Maschi Veri" in terapia intensiva, caccia alla banda della minicar
Davide Iacopini è ricoverato in terapia intensiva dopo essere stato colpito con un calcio da uno degli occupanti di una minicar mentre viaggiava in monopattino a Roma. Secondo quanto...
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Va a messa al Santuario della Trinità a Vallepietra, finita la funzione si perde nel bosco. Ritrovato e salvato alle 3 di notte
Va a messa al Santuario della Trinità poi si perde nei boschi di Vallepietra. Ritrovato alle tre della notte, infreddolito, accovacciato ai piedi di un albero e assetato, ma in buone...
Il Sole 24 ORE - Italia
Mattarella firma tre grazie: c’è anche un gioielliere che uccise due rapinatori
Tra i graziati Guido Gianni, del 1960, condannato a 12 anni e 4 mesi di reclusione per i delitti di dupliceomicidio e tentato omicidio commessi nel 2008 nell’ambito di un tentativo di rapina di cui è stato vittima nella propria gioielleria
Il Sole 24 ORE - Italia
Alessandro Benetton: ok all’offerta di Intesa su Mps
Dopo il sostegno ricevuto da Delfin, primo soci di Mps con il 17,5% l’Opas di Intesa Sanpaolo ottiene anche l’appoggio dei Benetton. La famiglia di Ponzano Veneto intende infatti consegnare...
Il Fatto Quotidiano
Sicilia, Schifani pensa alle dimissioni dopo la dura telefonata con Tajani. Ma intanto chiede un’altra poltrona garantita
Un silenzio assordante avvolge il governatore siciliano Renato Schifani, rinchiuso tra le mura d’orate di Palazzo d’Orleans, in attesa della riunione di giunta attesa per giovedì alle 11. L’ordine del giorno sarà: “Provvedimenti più urgenti”, ma il pensiero sottointeso è: il presidente si dimette, si o no? Le ultime 72 ore hanno scosso l’intero governo regionale, la politica siciliana, gli oppositori e persino gli addetti ai lavori. È iniziato tutto lunedì, quando alla riunione tenutasi a Palermo con i segretari provinciali e quelli delle grandi città di Forza Italia, il commissario regionale e deputato nazionale azzurro Nino Minardo, ha insistito sul tema che serve “un cambio di passo in Sicilia”, perché la “credibilità della politica si difende con il coraggio di cambiare”. Uno schiaffo diretto al governatore, l’ennesimo, arrivato dal suo stesso partito, che già in passato ha messo in risalto le carenze dell’inquilino di Palazzo d’Orleans. Poche ore più tardi, il governatore interviene tentando di stemperare gli animi: “Le parole di Minardo erano un chiaro riferimento alla situazione vissuta in questi mesi da Forza Italia, con diversi deputati indagati”. Ci sarebbe stata una telefonata tra i due. Crisi rientrata? Macché. Martedì pomeriggio Minardo torna alla carica: “Con Schifani nulla da chiarire”. E aggiunge: “Il cambiamento non è una mia opinione, ma una richiesta che arriva dal partito dopo mesi di ascolto e confronto. È un’esigenza che ho registrato a tutti i livelli di Forza Italia in Sicilia: dai militanti ai consiglieri comunali, dai sindaci ai deputati regionali, fino ai parlamentari. C’è una grande richiesta di cambiamento e, in coscienza, credo che abbiamo il dovere di dare una risposta”. Schifani resta in silenzio per diverse ore, e già si mormora che stesse meditando le dimissioni. Poi il comunicato: “Prendo atto delle dichiarazioni dell’onorevole Minardo. In queste ore sto valutando, con senso di responsabilità, le decisioni da assumere, che comunicherò a breve”. Sono ore concitate. A tarda serata, il governatore riceve a Palazzo d’Orleans tutto il suo staff, e diversi parlamentari regionali forzisti, tra cui l’assessore alla salute Marcello Caruso. Sarebbero stati presenti anche alcuni onorevoli regionali della maggioranza. Il tema cruciale è: dimissioni? Il governatore avrebbe persino confidato ad una sua persona di fiducia: “Qui noi stiamo affondando”. Poi la telefonata con il segretario nazionale Antonio Tajani, che però non avrebbe sortito le giuste risposte. Secondo quanto ricostruito dal quotidiano La Sicilia, il governatore avrebbe detto a Tajani: “Sono un pezzo di storia di Forza Italia, sono il presidente del consiglio nazionale di Forza Italia, e non mi faccio rottamare da un commissario venuto da un altro partito sei mesi fa”. Il riferimento è a Minardo, che tra il 2019 e il 2025 è stato nella Lega, ricoprendo anche la carica di segretario regionale in Sicilia. Tajani avrebbe rimproverato al governatore di non aver portato a compimento le “tante promesse di cambio di passo”. A Roma ritengono non sia più percorribile la strada per l’eventuale ricandidatura nel 2027. Niente Schifani bis. Il governatore per lasciare vorrebbe un posto garantito: Csm o magari tornare al Senato. La telefonata non rasserena, anzi, lascia molti strascichi. Il presidente resta in silenzio. Nella mattinata di mercoledì, si presenta al Tribunale di Palermo per partecipare al convegno sull’antimafia. È impassibile, ma teso. Non rilascia nessuna dichiarazione sulla crisi e sull’eventuale possibilità di dimissioni. Solo un breve commento sulla lotta alla illegalità. Nelle stesse ore, torna a parlare Minardo: “Ho proposto nei prossimi giorni un incontro a Roma alla presenza del segretario nazionale di Forza Italia, Antonio Tajani e del Presidente della regione, Renato Schifani. Insieme stabiliremo il percorso politico”. Dopo pranzo la nota da Palazzo d’Orleans con cui si comunica la convocazione della giunta per giovedì mattina. I malumori e mugugni dei forzisti siciliani si trascinano ormai da anni. Il governatore è accusato di non aver ascoltato “la pancia del partito” e sottovalutato le “difficoltà evidenti” con gli alleati. In origine è stato Gianfranco Miccichè ad attaccare il governatore (“Schifani è una persona che vive di rancori e delle sue vendette. Non gliene frega niente del bene della Sicilia”), prima che lasciasse FI per fondare con l’ex governatore autonomista Raffaele Lombardo il partito Grande Sicilia. Poi è stata la volta del vicepresidente della Camera, Giorgio Mulè (“In Sicilia Schifani fa troppi errori”) e dell’europarlamentare Marco Falcone (“Schifani sottovaluta il disagio. Un leader non punisce, unisce”). È stata criticata la mancata organizzazione di un congresso regionale e di una struttura definita della segreteria. Per molti il capo espiratorio è stato l’ex coordinamento nell’isola, Marcello Caruso, subentrato nel 2023 a Micciché, troppo vicino a Schifani essendone stato il capo della segreteria particolare quando era al Senato. Gli attacchi si sono perpetrati nei mesi. Sia Tajani che Maurizio Gasparri, con l’intervento silenzioso di Arcore, hanno tentato di ristabilire la quiete dentro gli azzurri. Schifani ha persino ricevuto il sostegno del presidente del Senato meloniano, Ignazio La Russa, e quella degli altri alleati. Ma la frattura insanabile ha spinto lo scorso aprile a promuovere Caruso al ruolo di responsabile del dipartimento insularità di Forza Italia, e nominare Minardo commissario in Sicilia. I problemi interni a Forza Italia sono stati amplificati dalle numerose inchieste giudiziarie che hanno colpito il cerchia magico degli “uomini di fiducia” del governatore e dei deputati azzurri. Prima c’è stata l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa per l’ex dirigente generale della pianificazione strategica della salute siciliana e dirigente del Policlinico di Messina, Salvatore Iacolino; nei giorni scorsi quella di corruzione per il presidente della commissione tecnica specialistica (Cts) e consigliere giuridico del governatore, Gaetano Armao. Senza dimenticare gli arresti per corruzione dei deputati regionali forzisti Michele Mancuso e Riccardo Gallo Afflitto. Anche i componenti della giunta sono stati travolti dalle indagini: corruzione per l’assessore all’agricoltura Luca Sammartino (Lega), associazione a delinquere per l’ex assessore all’energia Roberto Di Mauro (Grande Sicilia) e l’accusa di corruzione per l’assessora al turismo Elvira Amata (Fratelli d’Italia). A questi vanno aggiunti anche il processo per peculato, corruzione e falso per il presidente dell’assemblea regionale Gaetano Galvagno (FdI). E non ultimo, lo scandalo sul leader della nuova Dc ed ex governatore Totò Cuffaro, che ha patteggiato 3 anni ai servizi sociali per corruzione e traffico di influenze; e che vantava un ottimo e saldo rapporto con Schifani, tanto da tessere gli equilibri all’interno del centrodestra. Sullo sfondo però, resta una situazione delicata sotto l’aspetto della continuità della legislazione. In caso di eventuali dimissioni, la prima finestra utile per andare al voto sarebbe il 13 dicembre e fino a quella data il governo si limiterebbe all’ordinaria amministrazione. Salterebbe quindi la finanziaria, e la regione sarebbe costretta ad operare in esercizio provvisorio. Quindi niente spartizione di fondi e prebende da destinare ai comuni amministrati da politici amici, soprattutto in vista del prossimo voto delle politiche e delle comunali 2027. Inoltre, il voto anticipato costerebbe caro ai deputato regionale che sono al loro primo mandato, perché non maturerebbero la soglia previdenziale prevista dopo 4 anni, 6 mesi e 1 giorni, che scatterebbe solo tra aprile e maggio 2027. Quindi addio alle pensioni d’oro. L'articolo Sicilia, Schifani pensa alle dimissioni dopo la dura telefonata con Tajani. Ma intanto chiede un’altra poltrona garantita proviene da Il Fatto Quotidiano.
Il Fatto Quotidiano
Proteste in Francia, il premier Lecornu: “La rabbia degli studenti non nasce dal nulla, dobbiamo ascoltarli”
“La rabbia dei giovani non viene dal nulla. Nessuno può restare indifferente alle angosce che esprimono”. Sono le parole che il primo ministro francese, Sébastien Lecornu, ha pronunciato in un intervento televisivo da palazzo Matignon alla vigilia di una nuova giornata di mobilitazione degli studenti. Il capo del governo ha confermato che sono state avviate “cinque iniziative” per rispondere alle aspettative dei ragazzi e che saranno presentate a fine ottobre. Le ha elencate: “Garantire lo svolgimento delle lezioni in caso di assenza di un insegnante, migliorare le condizioni materiali degli edifici, organizzare meglio i tempi scolastici, potenziare Parcoursup e offrire agli studenti un quadro più chiaro per esprimersi”. Lecornu ha aperto al dialogo e utilizzato parole concilianti nei confronti degli studenti per stemperare il clima di tensione altissima, in cui si stanno svolgendo le manifestazioni di questi giorni. Finora sono oltre 6mila le persone fermate dalla polizia, sotto accusa per la “repressione brutale”. Già nel pomeriggio il ministro dell’Interno Laurent Nuñez aveva deciso di lanciare un segnale sospendendo l’uso della granate stordenti, dopo che un 15enne a Lens ha avuto una mano amputata. “Nessuno può restare indifferente alle loro angosce” ha detto Lecornu riferendosi ai ragazzi scesi in piazza. “Erano bambini o stavano entrando nell’adolescenza durante il Covid; abbiamo chiesto loro sforzi considerevoli e, da allora, vedono guerre, cambiamenti climatici e, talvolta, i propri cari in difficoltà. Nonostante queste angosce, chiediamo loro di scegliere il proprio percorso e di guardare al futuro con fiducia. La responsabilità del governo e delle forze politiche è quella di ripristinare tale fiducia, e tutto ciò inizia dall’ascoltarli”. Naturalmente, ha aggiunto “c’è la questione delle risorse. Il bilancio per il prossimo anno, il 2027, porta gli stanziamenti del ministero dell’Istruzione nazionale a 64 miliardi di euro, con un nuovo aumento di 1,2 miliardi di euro rispetto all’anno scorso. È, del resto, uno dei pochi ministeri a vedere aumentare i propri stanziamenti. Questo incremento – ha assicurato – dovrà permettere di finanziare le priorità degli studenti delle scuole superiori, ma non solo. Il bilancio dell’Istruzione nazionale sarà inoltre discusso all’Assemblea nazionale il prossimo 12 novembre. Abbiamo quindi un mese per trasformare i contributi e le proposte degli studenti in emendamenti sui quali deputati e senatori dovranno trovare un accordo”. In merito alle polemiche sui metodi usati dagli agenti, accusati di eccessiva brutalità, ha sottolineato che “le forze dell’ordine non hanno ricevuto istruzioni di affrontare gli studenti delle scuole superiori”. La loro missione è “proteggere i beni, ma soprattutto le persone, far rispettare la legge e consentire l’accesso agli istituti scolastici. A tal fine, devono agire in modo proporzionato, in un contesto spesso molto difficile”. L'articolo Proteste in Francia, il premier Lecornu: “La rabbia degli studenti non nasce dal nulla, dobbiamo ascoltarli” proviene da Il Fatto Quotidiano.
BBC News
France halts use of stun grenades after boy's hand blown off in student protests
The step comes after several groups complained of police using disproportionate force towards teenagers.
BBC News
Children killed while they slept as Russian missile kills 19 in block of flats
Five children are among the victims of a strike that destroyed 30 flats in northern Ukraine as families slept.
Al Jazeera – Breaking News, World News and Video from Al Jazeera
At least 24 killed as Russia launches massive attack on Ukraine
Ukraine says Russia launched a massive overnight barrage of 130 drones, 48 cruise missiles and ballistic missiles
Al Jazeera – Breaking News, World News and Video from Al Jazeera
Kenya on high alert amid concern over screening after first Ebola death
Kenya’s government has intensified Ebola preparedness efforts amid growing concern over lapses in border screening.