Latest Rome News
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Annotazioni false, indagati 8 agenti della polizia locale di Rimini
Accusati di falso, violenza privata, calunnia e lesioni. Chieste misure interdittive
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Giorgetti, legittima la nostra richiesta all'Ue di tener conto della realtà
Abbiamo dimostrato di essere rigorosi
RSS di Regione Lazio - ANSA.it
Pambieri, 'in Gin Game porto in scena la terza età, oggi mi chiamano maestro'
Dall'8 al 25 ottobre al Teatro Manzoni di Roma la commedia di Donald L. Coburn
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Accoltellato durante lite in un bar, ferito un 21enne
Nella notte alla periferia di Roma, non è grave
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Toti a Spinelli: «Ti vengo a trovare prima delle elezioni. Ti chiedo un po’ di robe» Ecco le immagini degli incontri sullo yacht
Le parole del governatore ligure all'imprenditore: «Come al solito, di questi tempi» Spinelli a Signorini: «A 83 anni non mi possono fare niente»Le parole del governatore ligure all'imprenditore: «Come al solito, di questi tempi» Spinelli a Signorini: «A 83 anni non mi possono fare niente»Le parole del governatore ligure all'imprenditore: «Come al solito, di questi tempi» Spinelli a Signorini: «A 83 anni non mi possono fare niente»
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IL SINDACO DI GENOVA Lo sfogo di Bucci: «Gioco al massacro, non ci sto. Chiedo chiarezza, pronto a parlare con i pm»
Il sindaco di Genova: «Le mie parole sui maiali intercettate? Per ogni area nel porto si scatena la rissa. I soldi del ponte Morandi per un favore a Spinelli? È una falsità, quei soldi non c’entrano nulla»Il sindaco di Genova: «Le mie parole sui maiali intercettate? Per ogni area nel porto si scatena la rissa. I soldi del ponte Morandi per un favore a Spinelli? È una falsità, quei soldi non c’entrano nulla»
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Ucciso a 24 anni a colpi di pistola mentre andava a lavorare: giallo in Calabria
Domenico Oppedisano, padre di una bambina di nemmeno un anno, raggiunto da diversi proiettili. Era incensurato. Indagano i carabinieri. L’ipotesi di un regolamento di conti nell’ambito del controllo del legname
Corriere.it - Cronache
Clima, la sfida dei 6 ragazzini contro l’Europa. Ecco perché la sentenza di domani può fare la storia (e ci sarà anche Greta)
La denuncia alla Corte dei diritti per l’uomo: «Non è stato fatto abbastanza per scongiurare la peggiore minaccia all’umanità». Se vincessero la sentenza avrebbe valore di trattato e obbligherebbe a prendere misure drastiche
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Elezioni politiche, le incognite e i vantaggi del voto a maggio o a settembre: Meloni, gli alleati, il nodo Vannacci e le primarie del centrosinistra
È la domanda delle domande. Quella che si trascina senza sosta, di capannello a capannello, senza che sia possibile venirne a capo abbandonando ogni ragionevole dubbio: quando si terranno...
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Sanità, aumenti fino a 580 euro al mese lordi per medici. Ferie indennità e welfare, cosa prevede il nuovo contratto (e per chi)
È stato firmata oggi all'Aran la pre-intesa del contratto collettivo nazionale di lavoro (Ccnl) dell'Area Sanità 2025-2027. Il Ccnl interessa circa 138mila dirigenti medici...
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Va a messa al Santuario della Trinità a Vallepietra, finita la funzione si perde nel bosco. Ritrovato e salvato alle 3 di notte
Va a messa al Santuario della Trinità poi si perde nei boschi di Vallepietra. Ritrovato alle tre della notte, infreddolito, accovacciato ai piedi di un albero e assetato, ma in buone...
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Auto cannibalizzate da Ostia ad Acilia: ruote bucate, vetri rotti, cofani e fari smontati. E partono le mobilitazioni dei cittadini
Strage di pneumatici ad Acilia e Dragoncello, auto cannibalizzate a Ostia e vetri rotti sulle macchine in sosta, invece, a Ostia Antica. Insomma, teppisti e ladri scatenati in quasi tutto il...
Il Sole 24 ORE - Italia
È morta Barbara Spinelli: la giornalista ed ex europarlamentare aveva 80 anni
Giornalista, saggista ed ex europarlamentare italiana. Barbara Spinelli è morta oggi, 7 ottobre 2026, a Roma, all’età di 80 anni. Nata nel 1946 nella capitale, era la figlia di Altiero...
Il Sole 24 ORE - Italia
Bonus affitti per genitori separati, partono le domande
Pubblicato il bando del Mit che disciplina il nuovo contributo: avrà un tetto di 6mila euro all’anno
Il Fatto Quotidiano
Arancione, gonne a palloncino, borse sempre meno utili e tacchi-scultura: i trend della prossima stagione visti alle sfilate di Parigi
Lo street style e le sfilate di Parigi hanno sdoganato il gioco dei contrasti. Tutto va con tutto. Che ne dite del guanto di Watanabe, un richiamo quello di Michael Jackson, e quindi un omaggio alla cultura pop? Dei pantaloni alla zuava e cowboy boots? Capi sportivi o tute si fondono con trench sartoriali e cappotti importanti, mentre dettagli accesi (come i calzini rossi o tocchi di paillettes) spezzano i look più classici. Proprio per questo, i dettagli sono importanti. Concentriamoci su quelli. Trend Arancione Sgargiante, vitaminico, ultra saturato e luminoso: l’arancione brillante entra nel guardaroba rivelandosi una delle tonalità più forti da (ri)scoprire, anche subito. A lanciare l’orange-mania ci hanno pensato già l’anno scorso Kylie Jenner e Timothée Chalamet che, alla première di “Marty Supreme” a Los Angeles, hanno sfoggiato un completo coordinato di Chrome Hearts. A Parigi, il celebre arancione Hermès è stato il protagonista indiscusso della collezione “The Shape of Air” firmata da Nadège Vanhee: abiti midi a coste, completi in cotone con pannelli a fessura e leggeri top a fascia, gonne semitrasparenti. Anche Miu Miu, tra stampe geometriche e richiami agli anni ’70 e ’90, ha voluto l’arancione come un accento pop acido per spezzare il marrone, dal grigio e blu navy. Mentre Balenciaga con Pierpaolo Piccioli, ha fatto sfilare in chiave street-couture abiti trasparenti ricoperti di frange arancione acceso, accostate a denim effetto vissuto. Ci si è messo anche Lacoste sfruttando l’energia dinamica dei campi da gioco. Più orange per tutti. Borse artistiche Materiali insoliti, trasparenze e hardware surrealista. Proprio perché ne possiamo fare a meno (abbiamo tutto sul telefono, tranne il telefono e le chiavi di casa) le borse sono sempre meno funzionali e più opere d’arte. La celebre Falabella di Stella McCartney diventa completamente trasparente, quasi una teca, un mini acquario che contiene stelle marine tridimensionali intrappolate nel plexiglass riciclato. E che dire della maxi tote con stampe di squali? Da Maison Margiela abbiamo macro-volumi rigidi (tipo beauty case) e micro-borse metalliche mentre Jonathan Anderson (Dior) reinterpreta la sua Puzzle in una variante morbida e fluida. Da Schiaparelli è come portare a spasso un quadro di Dalì. La shopper deluxe è decorata con il trompe-l’oeil di un volto astratto, impreziosito da occhi-gioiello, naso dorato e labbra scolpite in rilievo. Ecco La Face Bag firmata Elsa. Tacchi scultura Saint Laurent, cioè Anthony Vaccarello ha dominato la scena con décolleté dai tacchi scultorei a forma di serpente, punte ricoperte di metallo lucido e sandali decorati con frange metalliche e gemme. Perle e dettagli in cristallo sono sparsi a piene mani anche su tacchi bassi e ballerine, confermando un’estetica iper-decorata frutto della mente creativa tutta italiana – pugliese, per la precisione – di Corrado De Biase. Da Dior, in controtendenza ma divertenti e di grandissimo impatto, i sandali con il tacco a forma gattino (kitten heel) in pelle argento metallizzata. Menzione speciale per la scarpa Dior Cigale, con la suola scolpita a forma di petalo, e diciamo pure che la direttrice design delle calzature è l’incredibile Nina Christen. Gioielli Rubano la scena agli abiti. I maxi orecchini di Dior scendono lunghissimi oltre le spalle. ricoperti di gemme e motivi botanici, che arrivano dalle storiche parure dell’aristocrazia europea rivisitate in chiave moderna. Sorprendente, Alessandro Michele per Valentino porta in passerella finissimi gioielli facciali, perle e collane-scultura (come Hypergoutte in metallo, resina e strass) che si fondono (quasi) con il corpo. Schiaparelli mantiene l’allure surrealista con occhi, labbra e mani in metallo dorato che diventano macro bracciali e choker rigidi. Non c’è bisogno d’altro per uscire la sera. Top-Centrismo Protagonisti crop top, bra top, modelli incrociati e corsetti. Il top smette di essere un semplice indumento intimo o sportivo per diventare il fulcro progettuale del look, indossato sopra o al posto delle maglie tradizionali da brand come Miu Miu e Valentino. Notevoli, gli audaci reggiseni da passeggio di Tom Ford in satin metallizzato. Gonfio e sgonfio Maniche e orli fluttuanti al ritmo di un respiro. E il plissettato di Issey Miyake presentato all’Institute de Judo sotto un gigantesco tessuto ondeggiante che sembrava una nuvola non è una tendenza. È una religione. Intanto la gonna Ballon (o bubble skirt) diventa un tormentone: teatrale, una nuvola di chiffon, quasi un tutù a balze e con strascico asimmetrico (Dior) o destrutturata (Balenciaga). Comunque a tutto volume. Da tenere d’occhio Agolde e Citizens of Humanity rappresentano due dei marchi di denim premium più importanti al mondo. E fanno i capo allo stesso gruppo. Citizens prosegue la sua evoluzione nel prêt-à-porter: “Denim, sartorialità, capispalla, camiceria, maglieria e capi più morbidi si fondono in una collezione coerente, caratterizzata da un approccio disinvolto e sobrio”, spiega la direttrice creativa Marianne McDonald, “L’estetica utility è il tema chiave della stagione. Il bootcut è una silhouette denim radicata nella sensibilità vintage di Citizens, che riaccende l’attenzione su questa forma classica degli anni 2000. Tonalità cammello, kaki, verde oliva e marrone terra, bilanciate da bianchi delicati, indaco slavato e grigi melange. Attraversano sia la linea denim che quella prêt-à-porter”. Agolde è più sperimentale, irriverente e orientato al fashion puro. Pur rimanendo fedele al jeans, anche colorato, esplora l’idea di un guardaroba “leggero” che spazia tra denim e altri tessuti”, dice Karen Phelps, alla guida creativa del brand: ”Capispalla leggerissimi, organza di seta giapponese e giacche a vento offrono un terzo capo versatile, perfetto da indossare sopra qualsiasi cosa”. Il brand non sfila, ma organizza eventi come “Sonic Series” nel Marais, legandosi a filo doppio con la cultura hip-hop, l’arte e la community dei creativi. Lo street style parigino è in adorazione. Saranno famosi? Hodakova (Ellen Hodakova Larsson) si conferma regina dell’upcycling couture. Ovvero abiti composti interamente da cinture di pelle intrecciate, gonne costruite mettendo assieme vecchie borse e top realizzati con quadranti di orologi e bottoni vintage. Julie Kegels, belga, che si è fatta notare vincendo un importante riconoscimento nell’orbita del premio LVMH, ha debuttato nel calendario ufficiale con l’ “abbigliamento da vacanza” deformato in chiave surrealista. Completi sartoriali interrotti da stampe termiche, maglieria d’avanguardia che imita le texture delle creme solari e gonne a pieghe abbinate a corpetti in gomma. Weinsanto (Victor Weinsanto) protetto di Jean Paul Gaultier, ci ha offerto una collezione esagerata e gioiosa: maxi abiti in denim rigido con silhouette iperboliche, corsetti esasperati e cappelli giganteschi, Infine l’irriverente Matières Fécales (cioè Hannah Rose Dalton e Steven Raj Bhaskaran) ha puntato su un messaggio politico e punk: 99 modelli a simboleggiare il “99%” della popolazione mondiale. Nel mix: regali abiti da red carpet lacerati, elementi hard, sculture corporee in silicone e scarpe-protesi. Tutto spendibile nelle innumerevoli serie distopiche/post apocalittiche che popolano lo streaming. Meno magre La Francia ha introdotto una legge “anti-anoressia” che vieta l’impiego di modelle sottopeso. Per sfilare si richiede un certificato medico basato sull’Indice di Massa Corporea (BMI), pena gravi sanzioni per i trasgressori. La moda non deve essere un alibi per l’anoressia, siamo d’accordo. Ma le modelle restano davvero magrissime. L'articolo Arancione, gonne a palloncino, borse sempre meno utili e tacchi-scultura: i trend della prossima stagione visti alle sfilate di Parigi proviene da Il Fatto Quotidiano.
Il Fatto Quotidiano
La morte di Salvatore Calignano dovrebbe indignarci tutti: quanto vale la nostra vita per i datori di lavoro?
Qual è il primo segno di una civiltà? Una ciotola? Una freccia? Secondo l’antropologa statunitense, in realtà, il primo segno della civiltà non sta in un oggetto, ma nella guarigione di un femore rotto. Mead spiegava che nel regno animale, se ti rompi una zampa, sei destinato a morire. Un animale con la zampa rotta difficilmente riesce a scappare al pericolo; non riesce ad arrivare al corso d’acqua per abbeverarsi; non può più cacciare le prede. Anzi, è probabile che diventi egli stesso preda. Un femore rotto guarito è, al contrario, testimonianza che qualcuno si è preso cura dell’altro, che gli ha curato la ferita, che l’ha portato in salvo. “Aiutare qualcuno nelle difficoltà è il punto di partenza della civiltà. La civiltà è l’aiuto della comunità”, sosteneva Mead. Se la civiltà inizia quando si aiuta chi è in difficoltà, finisce quando questo aiuto lo si nega. È quello che è accaduto il 2 ottobre a Caivano. Salvatore Calignano, 61 anni, era sceso di casa con la sua auto per andare a lavorare. Per sistemare la guaina sul tetto di un capannone, così da prepararlo per la successiva installazione di pannelli solari. A casa però Salvatore quella sera non tornerà. Verrà infatti ritrovato sul ciglio di una strada. In fin di vita. Con il bacino e lo sterno rotti. La schiena spezzata. Al 118 dirà che è caduto da una scala. Eppure lì di scale non ce ne sono. “Vogliamo sapere che ci faceva mio marito sotto un albero, dove l’ha trovato il 118, sappiamo che non è precipitato lì, è stato spostato”, ha dichiarato Carmela Amura, la moglie di Salvatore. Tutto punta nella direzione dell’ennesimo incidente mortale sul posto di lavoro. Salvatore sarebbe precipitato da un’altezza di circa dieci metri. E a quel punto c’è stata la barbarie più assoluta, altro che la cura che dà inizio alla civiltà. Perché qualcuno Salvatore l’ha preso, l’ha spostato e, anziché soccorrerlo portandolo in un ospedale, l’ha abbandonato sulla strada. Gettato via, come si fa come un attrezzo rotto quando non serve più. Come l’imprenditore Lovato aveva fatto a giugno 2024 con Satnam Singh, cui un macchinario aveva tranciato il braccio. Anziché i soccorsi, l’abbandono. Anziché la cura, la barbarie. Carmela riferisce che Salvatore era un lavoratore in nero. Solo che in realtà risulta assunto il 1° ottobre. Il giorno precedente alla sua morte. Com’è possibile che ci siano così tanti casi di morti sul lavoro in cui la vittima era stata assunta giusto il giorno prima? Secondo la legge l’assunzione di un dipendente va comunicata entro la mezzanotte del giorno precedente. Tuttavia, se si invia la comunicazione in ritardo, con una data di inizio retroattiva, c’è sì una violazione della norma, ma la “punizione” è un’ammenda tra i 100 e i 500 euro. Una cifra ben più bassa di quella che può essere comminata nel caso venga scoperto un lavoratore in nero: in tal caso si va dai 1.950€ agli 11.700€ solo per il primo mese, con la possibile esclusione dagli appalti pubblici. Non è il destino cinico e baro a far sì che così tante persone muoiano il giorno dopo l’assunzione. È che, dopo un incidente, “assumere ieri” un lavoratore costa quanto una multa per divieto di sosta. Conviene. Barbarie umana che si somma alla barbarie normativa. Andrebbe raccontata. Scagliata in prima pagina. Perché non è possibile che la storia di Salvatore non produca un moto collettivo di indignazione. Magari addirittura un punto di rottura delle tolleranze cui siamo abituati. Eppure non è questo che sta accadendo. La morte di Salvatore Calignano non è evidentemente considerata notizia “meritevole” di essere in prima pagina o nei tg nazionali. Nei talk show non ci si accapiglia sulla necessità di più controlli, sull’opportunità di una norma che introduca il reato di omicidio sul lavoro perché di fronte a 4 morti al giorno sul lavoro qualcuno potrebbe sostenere che è arrivato il pugno duro (ah no, quello solo contro giovani e migranti). Nessuno invoca nulla. Si osserva il silenzio – non saprei dire se imbarazzato, tanto dalle parti del potere politico quanto di quello mediatico. Un silenzio che è un’offesa agli affetti di Salvatore e a tutti noi. Un silenzio che serve gli interessi di un potere economico che rivendica la sua libertà: quella di non vedersi mettere i bastoni tra le ruote, che esige di “non disturbare chi produce” – Meloni dixit. Un potere economico che considera la “sicurezza” – il termine più abusato dalla politica nostrana – un costo da abbattere quanto più possibile, per aumentare i profitti anche a costo delle nostre vite. Quanto vale per loro la nostra vita? Quanto valeva quella di Salvatore? La risposta a questa domanda la conosciamo. E ci fa affondare nell’abisso della disumanità che ci viene costruita intorno ogni giorno. O la logica del profitto o la logica della vita, l’inizio di una nuova civiltà. È questo il bivio di fronte al quale sempre più ci troviamo. L'articolo La morte di Salvatore Calignano dovrebbe indignarci tutti: quanto vale la nostra vita per i datori di lavoro? proviene da Il Fatto Quotidiano.
BBC News
France halts use of stun grenades after boy's hand blown off in student protests
The step comes after several groups complained of police using disproportionate force towards teenagers.
BBC News
Trump to speak to Putin about plague lab worker's death in Russia
Fears that the death may have been caused by pneumonic plague has prompted calls for more transparency from Russia.
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Doha Debates: Should We Trust the News?
Is today’s news built to serve the truth?
Al Jazeera – Breaking News, World News and Video from Al Jazeera
Israeli attacks across Gaza kill at least four Palestinians
Israeli air strike kills Palestinian Civil Defence rescue volunteer in northern Gaza.