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Tensioni per la convocazione dei gruppi di estrema destra in Puerta del Sol, 3 arresti
Imponente spiegamento di polizia per evitare gli scontri con gli attivisti per la casa
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Nations League: Spagna-Rep. Ceca 3-1
In gol Yamal, Rodri e Merino
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La premier a sorpresa alla festa dei Nonni di FdI alla Garbatella a Roma
Arianna Meloni, 'sorrisi, emozioni, ricordi e tante storie. Una bellissima serata'
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Sventata dai carabinieri una truffa telematica ad anziano, 7 denunciati
L'operazione a Roma, recuperata metà della somma sottratta
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Toti a Spinelli: «Ti vengo a trovare prima delle elezioni. Ti chiedo un po’ di robe» Ecco le immagini degli incontri sullo yacht
Le parole del governatore ligure all'imprenditore: «Come al solito, di questi tempi» Spinelli a Signorini: «A 83 anni non mi possono fare niente»Le parole del governatore ligure all'imprenditore: «Come al solito, di questi tempi» Spinelli a Signorini: «A 83 anni non mi possono fare niente»Le parole del governatore ligure all'imprenditore: «Come al solito, di questi tempi» Spinelli a Signorini: «A 83 anni non mi possono fare niente»
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IL SINDACO DI GENOVA Lo sfogo di Bucci: «Gioco al massacro, non ci sto. Chiedo chiarezza, pronto a parlare con i pm»
Il sindaco di Genova: «Le mie parole sui maiali intercettate? Per ogni area nel porto si scatena la rissa. I soldi del ponte Morandi per un favore a Spinelli? È una falsità, quei soldi non c’entrano nulla»Il sindaco di Genova: «Le mie parole sui maiali intercettate? Per ogni area nel porto si scatena la rissa. I soldi del ponte Morandi per un favore a Spinelli? È una falsità, quei soldi non c’entrano nulla»
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Ucciso a 24 anni a colpi di pistola mentre andava a lavorare: giallo in Calabria
Domenico Oppedisano, padre di una bambina di nemmeno un anno, raggiunto da diversi proiettili. Era incensurato. Indagano i carabinieri. L’ipotesi di un regolamento di conti nell’ambito del controllo del legname
Corriere.it - Cronache
Clima, la sfida dei 6 ragazzini contro l’Europa. Ecco perché la sentenza di domani può fare la storia (e ci sarà anche Greta)
La denuncia alla Corte dei diritti per l’uomo: «Non è stato fatto abbastanza per scongiurare la peggiore minaccia all’umanità». Se vincessero la sentenza avrebbe valore di trattato e obbligherebbe a prendere misure drastiche
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Manovra, tagli dell'Irpef e flat tax per i giovani. Resta il nodo dello spread. Tutte le misure
Le priorità restano gli interventi di natura fiscale. E si faranno tutti gli sforzi necessari, in termini di coperture da trovare, per allargare l'aliquota mediana del 33 per cento...
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Bonifici dai genitori ai figli, ecco quando scatta la tassa dell?8%. Cosa dice la Cassazione e cosa scrivere nella causale
Un bonifico dei genitori per comprare casa, affrontare una spesa importante o semplicemente dare una mano a un figlio. Operazioni comunissime che, però, quando le cifre diventano rilevanti...
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Sapienza, grande scalata della classifica mondiale. Eccellenza nell?Umanistica
L'Università La Sapienza continua a risalire i ranking mondiali. L'ultima scalata è certificata dall'edizione 2027 del World University Rankings, pubblicata da Times...
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Roma, stretta sui furbetti del biglietto: 470 multe al giorno su metro e bus
Il biglietto dei mezzi pubblici, a Roma, si controlla sempre di più. E chi prova a viaggiare senza pagarlo rischia più spesso di essere sanzionato. Nei primi otto mesi del 2026 sono...
Il Sole 24 ORE - Italia
Manovra, il calendario: dalla flessibilità Ue al voto entro il 31 dicembre
Con il Documento programmatico di finanza pubblica (Dpfp), il governo ha fissato la cornice macroeconomica. Ora la manovra entra nella fase delle misure, con un calendario serrato che si gioca...
Il Sole 24 ORE - Italia
Intesa: Opas resta in campo solo se soci Mps votano no a proposte Lovaglio
Intesa Sanpaolo gioca d’anticipo e con una mossa a sorpresa alza l’asticella dell’Opas su Mps aumentando la componente cash di 25 centesimi, ma a patto che i grandi azionisti di...
Il Fatto Quotidiano
La fortuna è di due tipi: così può portare grandi guadagni o affari poco redditizi
Da un racconto apocrifo di Paul Géraldy. La fortuna è di due tipi: quella passiva, espressa dal proverbio “la fortuna vien dormendo”; e quella attiva, definita dal proverbio “la fortuna aiuta gli audaci”. Alcuni aspettano che la fortuna passi alla loro porta: sono i vagabondi del colpo di fortuna. Altri invece le corrono incontro, anche se devono esporsi a un pericolo: sono gli avventurieri del colpo di fortuna. Talvolta la fortuna si presenta sotto apparenze contrarie: sei disperato che una donna non ti ami, sei mesi dopo ti accorgi che è stata una fortuna. La fortuna crea il successo, il successo crea il merito; anche per questo, ovvero non solo per invidia, fortuna è spesso il nome che si dà al merito altrui. In questa nostra epoca che ha la mania dell’uguaglianza, il fattore più importante della disuguaglianza è la fortuna: appunto in questo sta tutto il suo fascino. La scorsa estate a Biarritz un giocatore perdeva senza tregua. Sua moglie gli disse: “Non c’è che è un mezzo: tradirti”. La sera dopo al casinò gli portano il seguente biglietto: “Credo di dovervi avvertire che ho visto poco fa il signor X introdursi nella camera di vostra moglie. Un amico”. Il giocatore si alza, turbato, esitante. Ma sul tappeto verde c’è un grosso colpo. Lo rischia e guadagna. Ricomincia e guadagna ancora. Due ore dopo aveva dinanzi a sé un patrimonio. Si decide allora a rientrare in albergo, soddisfatto e a un tempo molto seccato, e vi trova sua moglie che gli dice, esasperata: “Ma come! Non ti scomodi neppure quando ti si annunzia che ti tradisco!” E confessa che era stata lei ad accusarsi falsamente e a fargli portare il biglietto. Ma il marito, a sua volta irritatissimo, grida: “Che imprudenza!” Tremava, a colpo fatto, del pericolo che aveva corso rischiando la fortuna senza essere stato realmente tradito. Dai racconti apocrifi di Tibor Déry. Un umile violinista di strada entra timidamente in un negozio di generi alimentari, compra una mozzarella e prega il salumiere di custodirgli per qualche ora il violino. Appena il musicista è uscito, entra un cliente elegante, il quale, mentre il salumiere gli taglia rosee fette di prosciutto, dà un’occhiata distratta allo strumento, poi ne esamina con evidente stupore le curve, lo scruta di fronte e di profilo con occhio clinico e domanda: “Me lo venderebbe? Le do…” E spara una cifra allucinante. Il salumiere è percorso da una scarica elettrica dalla testa ai piedi, e a malincuore risponde che il violino non è suo. “Peccato! È un Guarnieri del Gesù. Sono un collezionista”. Il salumiere nasa l’affare e gli dice di tornare la sera. “Tornerò” risponde il collezionista con gli occhi lucidi di speranza. Dopo qualche ora, rientra il violinista per ritirare lo strumento. “Me lo venderebbe?” gli domanda con aria distratta il salumiere, come se la cosa non lo interessasse. “Lo so che è un violino senza valore, ma io sono disposto, per un semplice capriccio, a pagarvelo…” E dice una cifra importante, ma un milione di volte inferiore a quella che aveva offerto il collezionista. Il violinista di strada, sentimentale e patetico, si sente lacerare il cuore nel separarsi dallo strumento, suo compagno di fame e di vagabondaggio, ma il salumiere gioviale, chiassoso e travolgente, gli fa osservare che con quella cifra se ne potrà comperare altri dieci così. Davanti all’eloquenza dei numeri, il modesto violinista si lascia convincere, gli cede lo strumento, mette in tasca la somma, esce in strada e si dilegua nella folla. Il collezionista di violini non tornò mai a comprare lo strumento, il cui valore commerciale superava di poco quello della mozzarella e dei due etti di prosciutto che lui e il suonatore avevano investito come spese iniziali. Truffa o opera d’arte? L'articolo La fortuna è di due tipi: così può portare grandi guadagni o affari poco redditizi proviene da Il Fatto Quotidiano.
Il Fatto Quotidiano
Ingegnere informatico in Francia. “In Italia tanto lavoro e male organizzato. Tornerei se ci fossero più soldi e rispetto”
Giampaolo Capelli, 46 anni, vive ad Antibes, nel sud della Francia, a pochi chilometri da Nizza e ancora più vicino al confine italiano. Abita a circa 300 metri dal mare e lavora in un grande polo tecnologico della Costa Azzurra. La distanza da Bologna, però, non si misura in chilometri. È quella di chi dopo quattordici anni all’estero ha costruito una vita altrove, pur continuando a pensare alla città in cui è nato. “Sinceramente mi piacerebbe tornare a Bologna”, ammette a ilfattoquotidiano.it. Ma non per il lavoro. “Prima di tutto penso che invecchiando sia naturale avere desiderio di tornare alle proprie origini, al luogo dove si è nati”. Per il resto, invece, la strada del ritorno sembra ancora lontana. Giampaolo, ingegnere informatico laureato a Bologna nel 2005, ha lavorato per sette anni in Italia prima di trasferirsi in Francia nel 2012. Non c’è stato un singolo episodio a fargli preparare le valigie. Piuttosto, la voglia di provare un’esperienza diversa e alcune esperienze professionali che gli hanno lasciato più di una perplessità. Tra queste quella in una struttura del consorzio interuniversitario, dove dice di aver assistito a situazioni “al limite della legalità“, con aziende riconducibili a familiari di dirigenti che ricevevano commesse pubbliche o semipubbliche. “Non ho avuto un episodio scioccante che mi ha fatto dire basta”, precisa. Il problema, però, era più ampio e riguardava soprattutto il modo in cui veniva considerato chi lavorava sul piano tecnico. È qui che, secondo Giampaolo, passa una delle differenze più evidenti tra Italia e Francia. “In Italia tutti hanno voglia di uscire dal tecnico”, spiega. Sviluppatore, programmatore, ingegnere: se si resta a fare quel lavoro, sostiene, “si tira solo avanti”. Per migliorare lo stipendio e la posizione bisogna diventare responsabile, team leader, dirigente. “Per guadagnare bisogna uscire dal tecnico”. In Francia ha invece incontrato un sistema nel quale il professionista tecnico può mantenere il proprio ruolo senza essere considerato una figura di serie B. Nella sua azienda molti vengono assunti con la qualifica di “quadro”, una definizione che secondo lui “culturalmente porta anche un maggior rispetto”. Non è soltanto una questione di denaro: è il riconoscimento del valore di chi fa, non soltanto di chi decide. La differenza l’ha sperimentata anche nei ritmi di lavoro. Prima di partire aveva lavorato in aziende importanti, dove ricorda giornate in cui era normale restare in ufficio fino a tarda sera. “Eravamo in pochi, avevamo tantissimo lavoro e mal organizzato”. Anche la pausa pranzo diventava una corsa: “Se avevamo tempo attraversavamo la strada, compravamo un panino e tornavamo indietro”. In Francia, racconta, la pausa tra le 12 e le 14 può significare andare al ristorante senza vivere quelle ore con la sensazione di essere sempre connessi al lavoro. E per chi ha una famiglia il tema diventa ancora più centrale. Giampaolo si è sposato in Francia e lì sono cresciuti i suoi figli. Ha conosciuto la CAF, il sistema di sostegno alle famiglie, e l’assistente materna, una soluzione alternativa al nido che gli ha permesso di organizzarsi quando non c’era posto per il suo primo figlio. Per alcuni mesi, quando lavorava a Nizza, lo lasciava all’assistente, andava in ufficio e lo recuperava la sera. Pagava tra 800 e 900 euro al mese, ma “lo Stato mi restituiva più della metà”. Non significa che in Francia tutto funzioni perfettamente, precisa. Ma per una famiglia che lavora, dice, esistono strumenti che rendono la vita più gestibile. Eppure la Francia non ha cancellato la nostalgia. Giampaolo continua a sentire Bologna, gli amici, la madre, quella familiarità che il tempo all’estero non riesce a sostituire. “Le persone qui sono un po’ più fredde”, osserva, anche perché nella zona in cui vive c’è un continuo via vai di persone che arrivano e ripartono. Lui stesso, però, riconosce di essersi integrato bene. Ha lavorato prima in una realtà internazionale dove la lingua ufficiale era l’inglese ed “eravamo tutti stranieri”, poi in un’azienda francese dove è uno dei pochi italiani. “Almeno tra quelli che hanno fatto degli studi, gli italiani sono ben visti”, racconta. Nessuna discriminazione percepita, anzi: la sua esperienza e la conoscenza delle lingue sono considerate un valore. Tornare in Italia, allora, cosa richiederebbe? La risposta è netta: “Più soldi e più rispetto”. Stipendi capaci di consentire una vita dignitosa e una cultura del lavoro che smetta di premiare soltanto chi gestisce e non chi il lavoro lo fa. Giampaolo non crede però di essere il classico “cervello in fuga”. La definizione non gli appartiene. “Io mi sento uno che ha provato un’opportunità, ma non un cervello in fuga”. Per lui la formula descrive meglio chi ha studiato e non riesce a spendere adeguatamente il proprio titolo in Italia. Una distinzione che dice molto anche della sua storia: non è scappato da Bologna. Ha semplicemente trovato altrove la possibilità di fare il lavoro per cui aveva studiato, senza dover smettere di essere un tecnico per poter vivere dignitosamente. L'articolo Ingegnere informatico in Francia. “In Italia tanto lavoro e male organizzato. Tornerei se ci fossero più soldi e rispetto” proviene da Il Fatto Quotidiano.
BBC News
Russia hits second major bridge in Ukraine's capital Kyiv
The strike on the Pivnichnyi (Northern) Bridge comes after repeat attacks on another major bridge in Ukraine's capital.
BBC News
'Anger in the streets': Tens of thousands protest in Spain over housing crisis
More than 50 protests took place on Saturday after the government failed to get emergency legislation through parliament.
Al Jazeera – Breaking News, World News and Video from Al Jazeera
West Indies beat India in record chase as Hope hits 162 in third ODI
Shai Hope's 162 leads the West Indies to a record cricket run chase as they beat India by five wickets in the third ODI.
Al Jazeera – Breaking News, World News and Video from Al Jazeera
Widespread damage after huge hailstones pound Paraguay capital
Large hailstones pounded parts of Paraguay’s capital, breaking windows and denting cars.