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Attivista Flotilla, 'dopo l'attacco al convoglio in bus scortati dai militari'
Il racconto dalla Libia di Sara Suriano che fa parte della carovana di terra della Gsf
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Rubio, 'un accordo con l'Iran è ancora possibile'
"Da definire il testo, ci vorranno alcuni giorni"
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Ecco Ferrari Luce, la prima auto elettrica di Maranello
Ha quattro motori elettrici, 1.050 cavalli e un'autonomia di 530 km
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Vertice di FdI con Arianna Meloni sulla sfida per Roma, focus su degrado e sicurezza
Non si è affrontato il tema del candidato, resta l'idea di un profilo politico
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Toti a Spinelli: «Ti vengo a trovare prima delle elezioni. Ti chiedo un po’ di robe» Ecco le immagini degli incontri sullo yacht
Le parole del governatore ligure all'imprenditore: «Come al solito, di questi tempi» Spinelli a Signorini: «A 83 anni non mi possono fare niente»Le parole del governatore ligure all'imprenditore: «Come al solito, di questi tempi» Spinelli a Signorini: «A 83 anni non mi possono fare niente»Le parole del governatore ligure all'imprenditore: «Come al solito, di questi tempi» Spinelli a Signorini: «A 83 anni non mi possono fare niente»
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IL SINDACO DI GENOVA Lo sfogo di Bucci: «Gioco al massacro, non ci sto. Chiedo chiarezza, pronto a parlare con i pm»
Il sindaco di Genova: «Le mie parole sui maiali intercettate? Per ogni area nel porto si scatena la rissa. I soldi del ponte Morandi per un favore a Spinelli? È una falsità, quei soldi non c’entrano nulla»Il sindaco di Genova: «Le mie parole sui maiali intercettate? Per ogni area nel porto si scatena la rissa. I soldi del ponte Morandi per un favore a Spinelli? È una falsità, quei soldi non c’entrano nulla»
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Ucciso a 24 anni a colpi di pistola mentre andava a lavorare: giallo in Calabria
Domenico Oppedisano, padre di una bambina di nemmeno un anno, raggiunto da diversi proiettili. Era incensurato. Indagano i carabinieri. L’ipotesi di un regolamento di conti nell’ambito del controllo del legname
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Clima, la sfida dei 6 ragazzini contro l’Europa. Ecco perché la sentenza di domani può fare la storia (e ci sarà anche Greta)
La denuncia alla Corte dei diritti per l’uomo: «Non è stato fatto abbastanza per scongiurare la peggiore minaccia all’umanità». Se vincessero la sentenza avrebbe valore di trattato e obbligherebbe a prendere misure drastiche
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Comunali, chi ha vinto? Ecco i verdetti: Venezia e Reggio Calabria al centrodestra. Salerno, exploit De Luca. Il centrosinistra espugna Pistoia e Prato
ROMA Il vento è cambiato, anzi no. Se la debacle della maggioranza al referendum sulla giustizia aveva fatto gridare al «ribaltone», non è la fotografia che queste...
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Elezioni comunali, i flussi. Volti giovani, liste civiche e centristi: ecco i tre fattori del voto sul territorio
Chiamatelo ?fattore T?: territorio. Se c?è un punto su cui tutti i sondaggisti si sentono di concordare è che sono le dinamiche locali, e non quelle nazionali, ad...
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Ostia, donne boss dietro lo spaccio del litorale: comandano sulle piazze e gestiscono le consegne
In alcuni casi comandano, in altri provvedono alla gestione della piazza di spaccio. Dunque custodiscono la droga, tengono la cassa, si occupano di piazzare le dosi e recapitarle dove servono...
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Il Curling con vista sul Colosseo. Tre piste al parco di Colle Oppio
Questa estate il ghiaccio arriva nel cuore della Capitale, all'ombra del Colosseo. Non per combattere l'afa ma per portare il curling in città e avvicinare le persone a uno sport...
Il Sole 24 ORE - Italia
Adm, scelte le 12 opere da riprodurre sui biglietti della Lotteria Italia
Si è riunita oggi, nella sede storica dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli — il Palazzo della Manifattura Pontificia dei Tabacchi di Piazza Mastai — la commissione che ha selezionato...
Il Sole 24 ORE - Italia
Chiesa&Finanza: nasce nella Roma dei papi l’origine della Bank of England
Nell’ultimo romanzo di Monaldi & Sorti (Rizzoli) la rivelazione da ricerche d’archivio: fu Innocenzo XI, della famiglia Odescalchi, a favorire l’egemonia economica dell’Inghilterra sulle potenze cattoliche
Il Fatto Quotidiano
Vigevano, il candidato sostenuto da Vannacci supera il 14%: “Città apripista per le prossime elezioni politiche”
Un debutto che sfiora il 15% in una terra leghista per tre mandati. È a Vigevano, il più popoloso dei comuni lombardi al voto, che si gioca la sfida di Roberto Vannacci al centrodestra. L’avvocato Furio Suvilla, sostenuto dall’ex leghista e dalla lista Vigevano Futura, incassa il 14.33%. Non è una vittoria, ma il generale Vannacci non ha dubbi: “Vigevano è apripista per le prossime elezioni politiche“, ha scritto il presidente di Futuro nazionale. Un risultato arrivato grazie anche alle divisioni del centrodestra, in lizza con due diversi candidati. Ora però nel comune in provincia di Pavia con più di 60mila abitanti, la coalizione rischia di perdere il municipio. Al momento in testa c’è la candidata del campo progressista, Rossella Buratti quasi al 34%. FI da una parte e Lega, FdI e Noi moderati dall’altra, si contendono il secondo posto. Inevitabile il ballottaggio su cui potrebbe contribuire anche il candidato “vannacciano“. Una lezione e un monito per gli “alleati“? Nessuno si sbilancia. Sul caso il centrodestra tace. A parte Alessandro Sorte, segretario regionale di FI in Lombardia: “Si è parlato molto di effetto Vannacci, ma mi pare che l’unico vero effetto visibile sia quello dell’area moderata, liberale, popolare, che a Vigevano ha dimostrato di essere viva” riferendosi ai risultati del candidato azzurro Paolo Previde Massara. Ma nelle conversazioni off il centrodestra sminuisce la portata del voto locale (e rileva il risultato sotto l’uno per cento della lista vannacciana a Venezia), ma mastica amaro. Quindi sposta i riflettori – nei commenti ufficiali – sulla tenuta a Venezia con Simone Venturini, assessore del sindaco uscente Brugnaro, e il ribaltone a Reggio Calabria con Francesco Cannizzaro. Eppure l’avanzata dei vannacciani impensierisce. Anche alla luce della campagna acquisti che il generale continua, in crescendo. L’ultimo ‘colpo’ è la nascita di un gruppo di Futuro nazionale nel Consiglio regionale della Lombardia. Domani l’annuncio ufficiale al Pirellone. Nascerà grazie all’adesione a Fn di Pietro Macconi, consigliere di Fratelli d’Italia e Luca Ferrazzi del gruppo Misto. Sarà il secondo in una regione, dopo Massimiliano Simoni in Toscana, l’ex leghista che passando con il generale gli ha fatto guadagnare un consigliere. Il partito di Vannacci, che vanta 60mila iscritti, guarda al 2027: “Allora ci saremo” assicura il fondatore. E convinto del ruolo della sua creatura rispetto al centrodestra (“è una specie di sestante: fa il punto nave, ristabilisce la rotta giusta”), il leader appare quasi irriverente rispondendo a una domanda sulla figlia di Silvio Berlusconi. “Chi è Marina Berlusconi? Non mi risulta sia capo di un partito politico. Oppure stiamo dicendo che Forza Italia è un partito eterodiretto dal potere dei soldi e dell’editoria?”. Tornando all’ultimo test elettorale prima delle Politiche, gli alleati di maggioranza si concentrano sulle conferme. Lo fa anche Matteo Salvini che commenta: “Avanza il centrodestra, la Lega conferma e conquista sindaci in tutta Italia” e ringrazia gli elettori. Il riferimento è ai primi cittadini del nord, tra la Bergamasca e la provincia di Brescia, vinti dal Carroccio. L’ultimo acquisto è invece Stefano Candiani, deputato leghista diventato sindaco di Macugnaga, in Piemonte, con l’83% dei consensi L'articolo Vigevano, il candidato sostenuto da Vannacci supera il 14%: “Città apripista per le prossime elezioni politiche” proviene da Il Fatto Quotidiano.
Il Fatto Quotidiano
Com’è triste Venezia per il Campo largo. La destra trionfa con la linea “dura e pura” su sicurezza e immigrazione (anche se governa da 11 anni)
Ugo Bergamo, che fu sindaco di Venezia dal 1990 al 1993, nell’epoca in cui Tangentopoli scardinò la Prima Repubblica, ha uno sguardo lungo sulla politica. E quando arrivano i primi exit poll, a chi gli chiede che cosa possa aver cambiato la predizione dei sondaggi e le aspettative del centrosinistra di tornare a governare Venezia, confida: “Tra gli elementi della campagna elettorale, il centrodestra ha puntato molto il dito contro la candidatura, da parte del campo largo, di sei esponenti della comunità bengalese che da tempo chiedono una moschea a Mestre. Sicuramente può avere influito, si è molto aizzato una reazione della gente rispetto a una legittima aspettativa di chi vive in città e che non può essere considerato invisibile”. A Venezia, che pure nei secoli lontani trafficava, dialogava e guerreggiava con l’Oriente, è accaduto: “Soffiare sul fuoco paga, magari nel breve periodo, ma alla lunga forse non è la scelta vincente”. Che il centrodestra avesse deciso di schierare le truppe anti-immigrati lo si era capito con la calata in città, un paio di mesi fa, dell’eurodeputata leghista Annamaria Cisint, pronta a lanciare anatemi contro il luogo di culto che i bengalesi vorrebbero costruire a ridosso della stazione ferroviaria. Ci aveva poi pensato Matteo Salvini ad alzare il livello dello scontro. “Baby gang, maranza, locali abusivamente occupati come pseudo luoghi di culto sono temi importanti e portare più poliziotti, più carabinieri, più telecamere, in realtà come Mestre è fondamentale”. Infatti il ministro Matteo Piantedosi era arrivato in laguna per annunciare l’arrivo di nuove forze dell’ordine. Notoriamente attento alle ragioni della fede, Salvini aveva rincarato: “Bene ha fatto il Comune a chiudere non luoghi di culto, ma luoghi occupati e utilizzati abusivamente e illegalmente. Non c’è qualcuno che nel nome del suo Dio può fregarsene delle leggi, dei regolamenti, dei vincoli. Quindi i luoghi di culto, come tutti gli altri esercizi, devono rispettare le leggi e se non le rispettano chiudono”. La linea dettata dalla destra ha mietuto consensi, nonostante, e forse anche a causa del peso che la comunità straniera più numerosa (circa 15mila persone) conta tra Mestre e Venezia, attratta non solo dal lavoro nei cantieri del porto, ma anche dalle attività occupazionali legate al turismo nel centro storico. Nella guerra santa contro arabi e musulmani sono state usate tutte le rami. La critica alla voglia di partecipazione dei bengalesi, che hanno spiegato pubblicamente come non potessero più essere considerati cittadini politicamente inesistenti. L’apparizione di volantini elettorali in bengalese e i richiami ad Allah. Le etichette di “partito teocratico” rivolte al Pd che ha candidato il segretario regionale Andrea Martella contro l’assessore uscente Simone Venturini, un fedelissimo di Luigi Brugnaro, che sui manifesti si è fatto sponsorizzare dalla foto di Giorgia Meloni. Ad urne aperte, l’entusiasmo di qualche asiatico, che al di fuori di una scuola indicava il seggio ai propri concittadini, ha portato ulteriore acqua al mulino della paura. Paradossalmente se a Venezia e Mestre si percepisce un clima di maggiore insicurezza, il governo della città è stato gestito negli ultimi undici anni dal centrodestra. Avrebbe dovuto pagarne il conto, invece i risultati deludenti in termini di sicurezza hanno addirittura enfatizzato il successo della maggioranza uscente, grazie all’effetto risonanza della paura. Non è però l’unica ragione che spiega il fallimento della proposta di Martella di dare una svolta dopo la lunghissima gestione di Luigi Brugnaro, il sindaco-imprenditore che ha posto una serie di conflitti d’interesse più grande della Basilica di San Marco. È finito sotto inchiesta (procedimento per corruzione ancora pendente) a causa di un intreccio di affari privati nella gestione pubblica, attraverso una macchina amministrativa infarcita di persone uscite dalla filiera del suo potere economico. Dopo gli scandali delle mazzette del Mose, Venezia sembra aver reagito con assoluta indifferenza alla questione morale posta dalla nuova stagione degli scandali e dall’arresto dell’assessore Renato Boraso, con un capo d’imputazione chilometrico. Neppure questo contribuisce a spiegare del tutto il restringimento elettorale del “campo larghissimo” che vedeva fuori solo Azione di Carlo Calenda. Un’ora prima che i seggi si chiudessero, nell’entourage di Martella si respirava l’attesa trepida per un successo che si sarebbe potuto materializzare anche al primo turno. Gli exit poll hanno disegnato una realtà specularmente diversa, il che pone qualche interrogativo sulla scelta del candidato di centrosinistra. Politico di lungo corso, già sottosegretario alla presidenza del Consiglio, ex dirigente del Partito Democratico della Sinistra, Martella non è riuscito a scrollarsi di dosso l’immagine di una germinazione diretta e ingessata dall’apparato di partito, dai tempi di Walter Veltroni (che lo sposò in Campidoglio) ad oggi. Ha studiato una campagna elettorale che puntava su un’autorevolezza un po’ troppo sicura di sé e dei disastri giudiziari di Brugnaro. Venezia andava ri-conquistata perché il regno del sindaco uscente ha creato una mutazione politica profonda. Il che conferma come anche Venezia si sia omologata rispetto alla tradizione bianca del Veneto, terreno ad appannaggio prima della Democrazia Cristiana, poi di Forza Italia, quindi della Lega, infine di Fratelli d’Italia. Chi sperava nell’onda lunga del referendum, appena due mesi dopo è rimasto deluso. I “no” erano stati nel Comune di Venezia il 55,13 per cento, uno dei pochi casi in Veneto dove la riforma anti-magistrati aveva attecchito. Non si sono tradotti in una analoga percentuale per il “campo larghissimo”, a dimostrazione che la competizione elettorale è tutta un’altra storia. D’altra parte alle Politiche del 2022 il centrodestra era pur sempre primo a Venezia con il 42,6 per cento, mentre centrosinistra e Cinquestelle erano arrivati al 42,2 per cento. Alle Regionali di novembre il leghista Alberto Stefani ha preso il 47,2 per cento, superato solo di un soffio dal candidato Giovanni Manildo (46,7 per cento). Martella non è riuscito a fare neppure questo, nonostante le sette sigle (Pd, Avs, Cinquestelle, Terra e Acqua, Venezia Riformista, Venezia è tua, Rifondazione Comunista) che lo hanno appoggiato. La sconfitta al primo turno è peggio di un’acqua altissima, non solo una sconfitta elettorale. L'articolo Com’è triste Venezia per il Campo largo. La destra trionfa con la linea “dura e pura” su sicurezza e immigrazione (anche se governa da 11 anni) proviene da Il Fatto Quotidiano.
BBC News
Russia threatens more Kyiv strikes and tells foreign nationals to leave
It comes after the Ukrainian capital suffered one of the biggest aerial assaults of the war overnight on Saturday.
BBC News
Pope Leo says AI must be 'disarmed' in first major teaching
The pontiff also warned of a "new digital slaveries" in his first encyclical since becoming Pope last year.
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Istanbul’s Bilgi University reopened after police crackdown
Students celebrated after days of protests against the closure decree that would have shut Bilgi University mid-year.
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Cost of living crisis reshapes Eid spending in Nigeria
High costs in Nigeria are reshaping Eid preparations as families adjust spending and cut back on celebrations.